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Cambio ai vertici. Dopo vent'anni Enrico de Angelis non è più Direttore Artistico della prestigiosa manifestazione, che passa invece a Sergio Secondiano Sacchi, in una gestione condivisa con il (nuovo) direttivo

Cambio ai vertici del Premio Tenco

Nel direttivo ritorna Mario De Luigi

Cambio per certi aspetti storico ai vertici del Club Tenco: Enrico de Angelis lascia non  solo la Direzione Artistica (come già annunciato a novembre) ma anche il Direttivo. Le cronache raccontano di un'assemblea molto tesa e con lui hanno “sbattuto la porta” anche Annino La Posta (qui sotto nella foto con de Angelis) ed Ersilia Ferrante, mentre Dèsirèe Lombardi, prima dei non eletti, ha rinunciato all’incarico.
Nel nuovo direttivo sono così entrati Luciano Barbieri, Umberto Ferrero e Mario De Luigi, mentre il (delicato) ruolo di Direttore Artistico è stato assunto da Sergio Secondiano Sacchi, il quale si è detto pronto a portare avanti - in discontinuità con la precedente gestione - una direzione artistica collegiale. Sergio Sacchi è una figura storica del Premio Tenco, protagonista con lo stesso de Angelis e Antonio Silva (qui in una foto davanti alla nuova sede del Club Tenco sul lungomare sanremese) di questa straordinaria avventura - musicale e culturale insieme - iniziata nel 1974. Ultimamente si era un po' defilato, pur avendo un ruolo strategico e importante nella kermesse annuale, gestendo soprattutto gli ospiti internazionali. Negli ultimi cinque o sei anni si è speso molto anche per lanciare 'Cose di Amilcare', una rassegna, un "contenitore" culturale, una radio, che in terra catalana (sua antica passione, tanto che ci è andato anche a vivere), da Barcellona precisamente, organizza - insieme al fido Steven Forti - serate dedicate alla musica d'autore italiana e internazionale.
Ma torniamo alla "notizia", visto che nel titolo parlavamo di un cambio ai vertici. Il cambio c’è stato, ma certamente non è stato indolore. Infatti, già nella lettera di dimissioni dall’incarico di Direttore Artistico di novembre scorso, de Angelis aveva parlato di clima che negli ultimi tempi era diventato pesante a cui si erano aggiunte anche delle ingerenze. Ne era seguita la richiesta di molti soci di un’assemblea straordinaria, proprio per sentire dalla sua viva voce cosa stava accadendo in seno al Club. L’assemblea si è svolta sabato 18 febbario a Sanremo e certamente non è stata serena.
Come detto, de Angelis ha sbattuto la porta (stiamo usando una metafora, ma il senso è quello...), ma prima di farlo ha aperto il suo “cahier de doléances”. Non abbiamo elementi aggiuntivi o comunque più compiuti per poterne trarre una conclusione, ma quel che possiamo fare (in attesa di potervi segnalare anche una replica da parte del nuovo direttivo) è riportare la parole di de Angelis nel suo atto d’accusa già utilizzate anche da altri organi di stampa:
Sono più di 5 anni che all’interno del Direttivo del Tenco vige una dialettica di diffidenze, posizioni arbitrarie, attacchi, provocazioni, voltafaccia, segni di sfiducia reciproca. Mi dispiace demolire l’immagine idilliaca ma oggettivamente disinformata che probabilmente dall’esterno si aveva della gestione del “Tenco”, ma questa è la realtà. Ho stretto i denti per anni nel tentativo di salvare il “Tenco”, ma ora non posso più. Ci sono state spesso invadenze e prevaricazioni da parte di alcuni consiglieri su questioni non di propria competenza, senza nemmeno che il resto del Direttivo fosse informato. Col risultato di iniziative inopportune, o inique, o vere e proprie gaffe. Personalmente, poi, non mi piace il coinvolgimento di dirigenti del Club in attività lavorative sistematiche e continuative per artisti o organizzazioni musicali che potrebbero avere interessi (economici, artistici, culturali) in contraddizione con il Club, così stabilendo inevitabilmente legami e relazioni con realtà alle quali noi dovremmo restare impermeabili. In qualche caso si tratta anche di legami con una società, per quanto benemerita, che è anche etichetta discografica e management di artisti, cosa mai accaduta in 40 anni di Club Tenco. Il grande intuito originale del Club, lo spirito che l’ha animato dal primo giorno, è stato quello del nobile dilettantismo, della “professionalità” sì ma non del professionismo. Lavorare al di fuori dei mestieri della musica ci aveva sempre reso amabili di fronte a tutti, liberi, inattaccabili, generosamente super partes.
Non condivido nemmeno il continuo tentativo da parte delle istituzioni sanremesi di accomunarci ad altre realtà a noi del tutto estranee dal punto di vista artistico e culturale, da Sanremo Expo al Festival di Sanremo ad Area Sanremo; tentativo che la maggioranza del Direttivo non sta arginando; al contrario, dirigenti del Club vi sono direttamente implicati in ruoli anche di alta responsabilità, a volte senza che nemmeno ce ne venga data comunicazione con trasparenza. Col risultato, ad esempio, che nostri eventi, imposti o no, sono comunque finiti tra i cosiddetti “eventi collaterali” degli ultimi due Festival”.

De Angelis contesta poi quella che lui definisce “fantomatica” direzione artistica collegiale “che mi ha sostituito per tre mesi, illegittima perché contro lo Statuto del Club, irresponsabile e in realtà mascherata”, così come “l’assenza dal 1 gennaio di un ufficio stampa, perché l’eccellente ufficio stampa precedente non s’è visto rinnovare l’incarico e non è stato sostituito”. Il riferimento è di fatto riconducibile ad Enrico Deregibus, amico di vecchia data e anch'egli profondo conoscitore della canzone d'autore. Nella foto qui sopra in uno dei tanti incontri e convegni che hanno condiviso insieme, nei giorni sanremesi e in giro per l'Italia.

In attesa di una replica della nuova Direzione Artistica, resta un senso di preoccupazione per ciò che potrà accadere a quella che è stata - e confidiamo possa esserlo ancora - una delle più importanti realtà culturali italiane degli ultimi quarant’anni. Di sicuro c'è che L'Isola che non c'era (qui il numero di febbraio 2000 con Fabrizio De André in copertina, una delle tante dedicate ai grandi nomi della canzone d'autore italiana) ha sempre guardato al Premio Tenco come uno stimolo e uno sprone ad andare oltre le semplici convenzioni musicali, a non smettere di cercare nuovi artisti che nel solco della canzone d'autore siano capaci di interagire, di contaminarsi, di confrontarsi con altri generi ed esperienze, arricchendosi reciprocamente.
In questi giorni di mare agitato abbiamo letto parole grosse, di certo esagerate, come ad esempio "molti critici musicali vorrebbero boicottare la prossima edizione" e altre castronerie del genere. Chiariamolo subito, L'Isola che non c'era, a cominciare dal suo direttore Francesco Paracchini, non si schiererà con questa logica. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi sarà piuttosto un'attenta osservatrice del nuovo corso di Sergio S.Sacchi (qui nella foto) e, per quel che potrà, cercherà di essere obiettiva nel riportare i fatti e come sempre sarà in prima fila per difendere "il Premio Tenco" il quanto realtà musicale unica, così come sarà severa nell'evidenziare quello che ci sembrerà lontano dallo spirito fondante del Premio stesso.
Come dire, nessun processo alle intenzioni, ma piuttosto un rimboccarci le maniche per non buttare via il bambino e l'acqua sporca. De Angelis e ancor prima Amilcare Rambaldi (qui una foto d'archivio storica con Enzo Jannacci) hanno dato molto alla musica italiana attraverso il Premio Tenco e lo hanno fatto cercando sempre di rimanere attuali e innovativi al tempo stesso. Compito non facile, specie negli ultimi dieci anni. Noi tifiamo perchè anche nel nuovo corso questo spirito rimanga. Un orecchio teso a quel che di nuovo si muove nel panorama della musica (italiana, ma non solo ovviamente) e l'altro sintonizzato sugli artisti di riferimento che hanno fatto grande la canzone d'autore.
Riguardo poi Enrico, siamo convinti che può e deve dare ancora il suo contributo alla valorizzazione della musica di qualità, e può farlo in mille modi. Può e deve farlo per la sua enorme cultura musicale e per quella sua innata voglia di ascoltare cose nuove (qui un suo incontro di qualche anno fa con Brunori). In un'epoca come questa, fatta di talent, di festival tutti uguali e di network che passano musica come fossero fotocopie, sapere che esiste un luogo chiamato Premio Tenco dove è possibile ascoltare e valorizzare artisti che altrimenti non avrebbero spazio è un bisogno a cui noi non rinunciamo.
(tutte le foto, ad eccezione di quella con Amilcare Rambaldi ed Enzo Jannacci, sono prese dalla pagina facebook di Enrico de Angelis e sono antecedenti a settembre 2016)





 

 


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