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Ascolta in anteprima il brano su L'Isola che non c'era e dal 15 novembre su tutte le piattaforme digitali

Ti ho portato il mare, il nuovo singolo di Cristiana Verardo

Ad ottobre ha vinto il Premio Bianca d'Aponte

Ci sono belle voci in giro per lo stivale, sia che si tratti di autrici o interpreti. Senti e risenti i loro brani e pian piano ne cogli le sfumature, ti ci affezioni.
E poi ci sono voci che catturano al primo ascolto.
Quella di
Cristiana Verardo, splendida, è una di queste.
Fresca vincitrice del ‘Premio Bianca d’Aponte’ 2019, la cantautrice salentina esce adesso con un nuovo singolo,
Ti ho portato il mare, brano apripista che anticipa il prossimo lavoro discografico previsto nella prima metà del 2020.

Il brano si può ascoltare in anteprima sul sito de ‘L’Isola che non c’era’ dal 12 novembre, mentre l’uscita su tutte le piattaforme digitali è prevista per venerdì 15 novembre.

 

 

 

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in anteprima

 

 

 

 

Ti ho portato il mare racconta una relazione che non può essere vissuta fino in fondo, una situazione che incatena l'amore a dei momenti prestabiliti, che lo lega a un letto ma che gli impedisce di godersi la luce del sole, che lo fa esplodere nell'intimità e lo reprime dentro il quotidiano svolgersi delle cose.
Un amore quindi sommerso, che ha la fortuna di essere lontano dal pericolo delle noie e delle angosce che sono parte della vita di coppia ma che desidererebbe, alla fine, sfuggire alla sua eccezionalità per creare un’abitudine fatta di condivisione (“…quando gli altri con l’affanno sognano di andare in Chiesa, io con te vorrei soltanto uscire per fare la spesa…”), come quella di andare insieme al mare, tuffarsi ed emergere solo per riprendere fiato.

Testo e musica sono della stessa Verardo (qui in una foto di repertorio mentre in apertura di articolo la foto è di Martina Loiola), mentre la produzione - oltre che la registrazione in studio, il mix e la masterizzazione - è curata da Filippo Bubbico, polistrumentista e tra i giovani produttori più promettenti della scena pugliese. Nel brano in questione, per dire, suona il piano, il synth, il basso e la batteria, mentre le chitarre sono di Roberto Mangialardo (stretto collaboratore anche de La Municipàl, progetto esploso negli ultimi due anni per la sua carica innovativa) a cui va aggiunto l’intervento di sax soprano (raffinatissimo nel suo rincorrere la melodia senza essere invasivo) di Emanuele Coluccia.

Al suo attivo Cristiana Verardo ha già un album, “La mia voce”, pubblicato nel 2017 dall’etichetta discografica Workin’ Label e distribuito da IRD. Sei anni fa si è laureata in Canto Jazz e nel 2017 in Musica Jazz, e in una manciata di anni ha ottenuto molti riconoscimenti dalla critica. Oltre alla forma canzone classica, ha una predisposizione anche per il teatro, cosa non usuale. E vista la sua capacità di scrittura e di interpretazione, non ci pare azzardato prevedere un futuro artistico che riesca a fondere le due arti in uno spettacolo solo. Ci sono belle voci in giro per lo stivale.
E poi ci sono voci (e artisti) che lasciano il segno.

 


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