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Omaggio agli "Artisti che si trovano d'accordo"

La città aromatica 2010

Il nostro report dalla decima edizione del Festival.

“La Città Aromatica”, festival diretto a Siena da Mauro Pagani, raggiunge la decima edizione e festeggia il suo delizioso sottotitolo “Artisti che si trovano d’accordo” dedicando espressamente la quattro giorni 2010 agli incontri sul palco. Tre sere di musica e una di danza, spettacoli diversi per genere e generazioni, dal jazz al rock alla canzone d’autore, dai grandi artisti affermati ai nuovi nomi migliori fino agli emergenti locali (gli Charme la band selezionata quest’anno, come sempre in apertura di terza serata con il featuring di Pagani).

 

Siena è un posto fantastico e “La Città Aromatica” un festival in cui si respira un’ottima aria, dietro davanti sopra sotto il palco, frutto del felice gioco di squadra fra direttore artistico, Comune, sponsor e cittadinanza; e lo si capisce anche solo dalla faccia degli artisti invitati, che si giocano sempre qualcosa di speciale nell’esibizione, praticando l’ospitalità come cifra spontanea e reciproca. E quando gli incontri succedono così di qualità e di volontà, in cornici meravigliose come quelle che la città toscana sa aprire a scrigno, il successo non solo è meritato e assicurato, ma pure goduto appieno da tutti.

 

Ecco quindi volare note e sorrisi di gran livello per il decimo anno, prima in piazza San Francesco e poi in piazza del Campo; e la risultante è che la musica, quando fatta come si deve e con spirito giusto, se ne frega dei recinti ma sale per aria come un unico respiro forte.

Così il progetto jazz “La musica di noi” di Stefano Di Battista, Roberto Gatto, Danilo Rea e Dario Rosciglione (ospite il giovane crooner Walter Ricci) sposta colori e confini delle canzoni anni trenta, dei Police e dei Beatles, facendo acquistare nuova sostanza alla memoria collettiva.

Così Paolo Benvegnù e Moltheni (due fra i migliori della nuova classe italiana) condividono il palco per la prima volta, rivestendo il lirismo ossuto e introspettivo degli ultimi decenni fagocitati dall’indierock e stagliandovisi con archi e fiati.

 

Così infine si chiude nel salotto della città fra decine di migliaia di persone (e se non avete mai visto un concerto in piazza del Campo piena zeppa, fidatevi, vi manca un’emozione) con il concerto-incontro dell’anno, il “Work in progress” di Lucio Dalla e Francesco De Gregori.

Fedele alla propria scelta di campo, “La Città Aromatica” regala per l’occasione a Siena l’unica data a ingresso libero della tournèe-evento del 2010; la gente ricambia arrivando in massa ed altrettanto emotivamente rispondendo; Dalla piroetta circense e De Gregori si diverte sornione soppesando ogni singolo battito; rispetto alla versione invernale il repertorio cambia di quel poco, mantenendosi uno dei più sontuosi della canzone italiana, e la formazione s’è smagrita del quartetto d’archi che, sia detto con tutto il rispetto, in primavera aveva dato l’impressione di essere solo una tappezzeria molto costosa (perché delittuosamente strozzata in una stratigrafia d’arrangiamenti che farebbe impallidire una millefoglie - e vai a capirne il motivo).

 

Insomma, già dieci edizioni aromatiche: per quanto può valere un parere personale, ne ho viste otto e mai una serata ha mancato di sorprese; e otto volte ho scelto Siena distinguendone la piacevole specialità all’interno dell’estate dei festival (ché per carità è bene se ne facciano tanti, peccato che però si sia smesso di credere anche nella continuità durante il resto dell’anno...). Perché oltre ai nomi e ai numeri, sono i modi che fanno la differenza. Cioè la creatività delle produzioni uniche al posto del mero cartellone di concerti confezionati; i luoghi profondi di storia che allungano il futuro fondendovisi senza timore; l’atmosfera condivisa e le espressioni di tutti, con quella voglia lì.

Brava Siena, avercene.

 

(Le immagini sono cortesemente fornite da Frammentisimili ©)


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