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Vinta dai Romito la 14ª ed. del Premio Botteghe d'Autore. Premiati anche Olden, Sara J.Ceccarelli e Malignis Cauponibus

La finale venerdì 21 agosto ad Albanella (SA)

Al termine della gara il coinvolgente live di Sollo & Gnut

Tra le dolci colline che incastonano la piana di Paestum, si è svolta venerdì 21 agosto la serata finale della 14ª edizione del Premio Botteghe d’Autore. Una manifestazione che anno dopo anno diventa sempre più un riferimento tra i molti concorsi di cui la nostra penisola è piena, e ritagliarsi una propria fisionomia, una propria specificità non è facile, ma l’Albo d’Oro ci conforta e conferma la nostra sensazione.

L’evento ritorna nella sua sede storica di Albanella, dopo qualche girovagare fra queste terre cilentane dai ritmi lenti e in armonia con la natura lussureggiante, fra balze, declivi e pendii, cinte dai fiumi Sele e Calore. E così, all'ombra dell’antico Santuario di Santa Sofia dalle fattezze architettoniche orientali, sul ciglio di un panoramico belvedere sulla piana e fino al mare, duecento poltroncine ben distanziate sotto le stelle, ed un'impeccabile organizzazione logistica, hanno permesso agli appassionati di poter godere della magia della musica d’autore eseguita dal vivo. Sembra un concetto ovvio e banale, ma in questa estate marchiata a fuoco dalla pandemia, assistere ad un live così ben organizzato è una cosa che merita di essere rimarcata.
Ma come sappiamo le cose non succedono a caso e mai come quest’anno per preparare un evento – e a maggior ragione la finale di un concorso - ci voleva determinazione e impegno (sono moltissimi infatti i concerti e le rassegne “saltate” causa Covid). In questo caso il piccolo miracolo non va imputato a Santa Sofia, ma il merito va riconosciuto ad Ivan Rufo, direttore artistico ed organizzatore del Premio che, con l’Associazione Culturale Botteghe d'Autore, e l'operoso contributo di infaticabili volontari, hanno reso possibile che l'evento si tenesse, in condizioni di sicurezza, e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (qui il video dove Ivan Rufo presenta la manifestazione sul canale tv VG21).

I nove musicisti (i finalisti erano dieci, ma La Scala Shepard, ha dato forfait negli ultimi giorni) che hanno avuto accesso alla serata finale hanno proposto i loro brani, chi in italiano, chi in dialetto napoletano, chi in lingua sarda (mista all’inglese!), davanti ad un pubblico attento e divertito. Il regolamento del premio prevede che la giuria live esprima distinti giudizi e punteggi per proclamare la miglior canzone, il miglior testo, il miglior arrangiamento e la migliore interpretazione. La palma di vincitore assoluto della 14ª edizione del Premio Botteghe d'Autore è andata ai Romito (nella foto in apertura la loro esibizione, mentre qui sopra dopo aver ricevuto la targa da Ivan Rufo) giovane gruppo di impronta rock con il brano Cosa ‘e niente, riuscitissimo esperimento di fusione fra sonorità contemporanee e lingua napoletana (il brano prende ispirazione da un celebre monologo del grande Eduardo De Filippo), che si è aggiudicato anche il riconoscimento per il miglior arrangiamento. Miglior testo al brano di Olden, Il clown, profonda e struggente narrazione della fine di una tirannia, e premio per la migliore interpretazione all'artista italo-canadese Sara Jane Ceccarelli che, con il brano La tua canzone ha cantato per la prima volta in lingua italiana un pezzo scritto dalla stessa autrice. Alla serata era presente anche Carlo Mercadante, deus ex machina di Isola Tobia, una piccola ma tenace realtà discografica che ha voluto premiare i sardi Malignis Cauponibus offrendo una collaborazione in "servizi" che nei prossimi mesi andrà a svilupparsi.

Al di là dei brani che hanno mietuto riconoscimenti, va detto che la cifra artistica della serata è stata più che interessante anche con riguardo agli altri musicisti in gara, Buva, Daniele De Gregori, Il Befolko, Liana Marino, Micaela Tempesta, tutti già protagonisti della scena indipendente della canzone d'autore e dintorni.

Al termine delle esibizioni degli artisti in gara, lo scrittore, articolista e critico musicale Paolo Talanca ha presentato il suo ultimo libro, ‘Fra la Via Emilia e il West. Francesco Guccini, le radici, i luoghi, la poetica’, edito da Hoepli, mentre la serata si è poi conclusa sulle magiche armonie del concerto di Sollo e Gnut. Un sodalizio artistico quello dei due musicisti napoletani, che ha trova la sua massima espressione nei live, dopo che alcune poesie di Alessio Sollo sono state musicate da Claudio ‘Gnut’ Domestico. Un lavoro molto curato, sfociato poi un libro e un cd intitolato L’orso ‘nnamurato, dove emergono sonorità etno-blues caratterizzate dal cantilenante dialetto napoletano. Voce potente e carismatica quella di Sollo che ben si sposa alla capacità di Gnut di creare melodie (sia con la chitarra che con la voce), che valorizzano appieno le parole. Il loro live coinvolge gli spettatori, che vengono quasi persi per mano e portati nelle storie in cui è facile immedesimarsi.

Assistere ad un loro concerto – e quello di Albanella ne è stata l’ennesima prova – è come ritrovarsi in un luogo dell'anima dove musica e poesia si rincorrono, si elidono. Se poi vi capita di sentirli sotto un manto di stelle come è capitato a noi, allora l’incanto diventa ancora più suggestivo. Una bella abitudine quella di Botteghe d’Autore di regalare al pubblico (sempre ad ingresso gratuito) nuove proposte musicali e ospiti di spessore che non solo fanno “cartellone”, magari facendo due o tre pezzi a fine serata, ma che qui invece portano un’ora buona di spettacolo. Lunga vita al Premio Botteghe d’Autore che, malgrado il Covid e l'assenza di contributi economici pubblici, alla fine, con cilentana caparbietà, l'ha spuntata e ha fatto centro, regalando ai fortunati spettatori una serata di condivisione, di buona musica e di cultura tout court. Perché solo i sordi non lo capiscono (o non lo vogliono capire), un popolo cresce e si fortifica anche e soprattutto nella bellezza di cui si nutre.

Le foto sono di Sofia Maraio e P.Farsetti

 

https://www.facebook.com/BotteghedAutore/


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