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Alla cantautrice Erica Boschiero il Premio Riflettore Donna

La premiazione in occasione dell'8 Marzo presso l'Auditorium del Museo di Santa Caterina di Treviso

Un riconoscimento che ha il pregio di valorizzare finalmente la musica come professione.

Il Premio Riflettore Donna è un riconoscimento che il Sindaco di Treviso ogni anno, in concomitanza con la Festa della Donna e su proposta congiunta della Commissione Pari  Opportunità e della Consulta femminile, decide di assegnare ad una donna trevigiana che nel suo percorso professionale si sia distinta per qualità e senso civico. Questa prestigiosa onorificenza proprio ieri, 8 Marzo 2017, è stata consegnata alla cantautrice Erica Boschiero, che la città di Treviso ha adottato soltanto da pochi anni dopo un lungo periodo vissuto a Casale Sul Sile e per questo ancora più convincente e meritata.

Nell’aprile del 2015 è uscito il suo album Caravanbolero per l’etichetta Bradìlogo fondata da Ivan Segreto e Fausto Dasè, arrangiato da Edu Hebling e con la partecipazione di numerosi ospiti tra cui spiccano i nomi di Fausto Mesolella, Debora Petrina, Enrico Farnedi, Mauro Beggio, Andrea Ruggeri, Simone Chivilò e un'intera banda di paese (a questo link la recensione). Caravanbolero è un viaggio in undici brani originali, undici storie che riflettono lo scorrere del tempo, il rapporto con la natura, oggetti piccoli e grandi domande del vivere umano, in un linguaggio musicale al contempo intimo e universale, capace di  raccontare, anzi di rac-cantare il tutto attraverso il minuscolo, il leggero, il fragile. Per questo disco le è stato tributato nello stesso anno il Premio Lunezia Future Stelle, nella cui motivazione si legge che “i brani che compongono l’album di Erica Boschiero rivendicano autorialità e ottima capacità di scrittura. La sua chitarra è presente in tutte le canzoni del disco, le immagini e lo stile sono convincenti e raffinati, e appartengono esclusivamente alla sua creatività e al timbro della sua voce”. Nel corso degli anni la cantautrice si aggiudica anche altri riconoscimenti di grande spessore e tra gli altri ricordiamo il Bianca D’Aponte nel 2008, il Botteghe d’Autore nel 2009, Musicultura e il Premio Parodi nel 2012.

La dedizione di Erica nei confronti del mondo musicale è totale e l’artista porta avanti, oltre al lavoro negli studi di registrazione, tanti progetti paralleli, molto diversi tra di loro ma che riconducono tutti alla sua sensibilità nel confrontarsi con tematiche sociali. E così da diversi anni conduce laboratori di cittadinanza creativa coi ragazzi delle scuole dell’Alto Friuli, da lei ideati e poi estesi anche ad altre regioni ad opera di varie associazioni. Momenti di grande crescita per i ragazzi coinvolti ma anche per Erica, che nei loro occhi e nelle loro creazioni ritrova la stessa bellezza e passione che da sempre la animano. In questo periodo sta poi portando in scena il concerto-spettacolo E tornerem a baita con il fumettista Paolo Cossi ed il fisarmonicista Sergio Marchesini (Piccola Bottega Baltazar): attraverso canzoni, racconti e acquarelli dal vivo compiono un viaggio nel mondo delle Dolomiti attraverso i miti della tradizione orale, le fiabe dei Monti Pallidi e i luoghi e le persone che li abitano. A rafforzare il suo impegno civico ed il profondo legame con la sua terra e le origini, anche la collaborazione con l’Associazione Veneto Contemporaneo per I blues delle Alpi, canti tradizionali degli alpini della Grande Guerra nelle voci di cantautori contemporanei.


Ma torniamo alla cerimonia di premiazione per la consegna del Premio, che ha avuto luogo ieri alle 18 nella suggestiva cornice dell’Auditorium del Museo di Santa Caterina a Treviso. Premio che le è stato conferito perché la giovane artista trevigiana “con il suo amore per la musica è riuscita a realizzare importanti progetti artistici, offrendo un esempio del contributo che le donne assicurano per la crescita culturale, sociale ed educativa della comunità. Costituendo così un modello per le giovani donne, di come con la determinazione e la passione si possono raggiungere i propri obiettivi”.

In un discorso commosso, alla presenza in platea di tanti amici, familiari, colleghi e perfino suoi professori di liceo, Erica ha dimostrato la sua gratitudine nei confronti dell’amministrazione comunale per la scelta forte e coraggiosa di affidare questo premio ad una cantautrice (abituata a sentirsi dire: “Ah, suoni…e di lavoro cosa fai?”), come riconoscimento collettivo del lavoro che gli artisti svolgono a tutti gli effetti e di un valore civile, sociale ed economico dell’arte. Perché l’arte può portare ricchezza materiale ed immateriale, e come tale andrebbe riconosciuta, con compensi giusti. Dichiara poi di condividere idealmente il premio con tutti i cantautori e musicisti veneti  citando Alberto Cantone, Gerardo Pozzi, Leo Miglioranza, Marco Iacampo e Gualtiero Bertelli tra i tanti. Non dimentica il tributo appassionato ad uno dei suoi mentori e grande Maestro Giusto Pio (arrangiatore di Franco Battiato), sotto la cui guida ha registrato il suo disco Piccole storie d’Africa in collaborazione con altri artisti ed altri lavori dedicati ai bambini.

Il ringraziamento più caloroso è per l’amato nido familiare: “Se sono qua è anche perché ho avuto una famiglia meravigliosa, che ha creduto nelle mie capacità e mi ha spronato a continuare a seguirle e contemporaneamente mi ha aiutato a tenere i piedi per terra e a laurearmi; insomma, a fare in modo che avessi una mia visione del mondo e un senso critico sulle cose”. E naturalmente per Edu Hebling, fedele compagno di viaggio, arrangiatore e produttore artistico che ha saputo vedere cose che lei aveva paura di far emergere, dichiarandosi estremamente fortunata di avere il suo contributo e di altre persone preziose dietro le spalle, sentendone oltre che la gioia anche la responsabilità.


Dimostrando di essere rimasta sempre fedele a se stessa, rivolge infine un pensiero a tutte quelle persone che, senza avere i riflettori puntati addosso, cercano nell’ombra di andare in direzione ostinata e contraria per costruire relazioni che non siano basate sulla paura dell’altro bensì sull’incontro vero e sull’autenticità. Quella stessa autenticità che è da sempre il marchio di fabbrica e segno di grandezza dell’artista e donna Erica Boschiero.

La foto live è di Valeria Bissacco
Le foto della premiazione sono di Enrico Colussi

 

http://www.ericaboschiero.it/
https://www.facebook.com/Erica-Boschiero-67461985557/?fref=ts

 


 

 


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