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S.C.O.T.C.H.: aggiustare il mondo. Alla buona.

L'Isola alla presentazione del nuovo album di Daniele Silvestri

L’aria vecchia cede il passo a quella nuova: è primavera. Questo si respira negli attimi che precedono l’ascolto del nuovo, atteso album di Daniele Silvestri, S.C.O.T.C.H., in uscita il 29 marzo su etichetta Sony Music.

Un ambiente informale, privo di quella ridondante serietà da promozione, sobrio. Il foglio che tengo davanti al mio taccuino mi parla di un disco di attualità, ironia, invettiva ma soprattutto di musica. Arriva Silvestri, ascoltiamo.

Daniele Silvestri parla del suo nuovo album di inediti: un disco ricco di cose, argomenti, suoni, immagini; quasi più un film che un disco di canzoni, afferma lui stesso. Centralità, nei discorsi del cantautore romano, al criterio cinematografico, adottato nella stesura di questo nuovo progetto: un percorso iniziato tre anni fa, che lo ha portato a scrivere più di trenta canzoni.

“La cosa difficile è stata scegliere le tracce nel rispetto di una certa purezza, nel suono e nei contenuti, al costo di togliere dal disco canzoni che avrebbero avuto di certo più visibilità”, afferma durante la presentazione Daniele Silvestri.

Ci sono dentro molte collaborazioni con amici del cantautore, molte rispetto al passato, cominciando proprio dalla banda dei “soliti noti”. “È un patrimonio il fatto di lavorare con persone che conosci da tempo, anche per il bisogno di smontare la struttura canonica della canzone. Difficilmente in questo disco sentirete la cosa giusta al momento giusto: dove una canzone dovrebbe avere un ritornello, qui non ce l’ha; dove una strofa dovrebbe portare da qualche parte e sembra che lo faccia, succede quasi sempre l’esatto contrario, proprio perché nel suonare insieme si trova una dinamica diversa, che ti permette di poter non seguire il manuale - almeno, le intenzioni sono quelle”.

>Ma S.C.O.T.C.H. è anche un acronimo, o forse non lo è. Da settimane impazza sul web il toto-acronimo, con la precisa volontà di trovare un significato a quei puntini tra una lettera e l’altra. Silvestri afferma che lo scotch è l’immagine giusta per esprimere la visione condivisibile del mondo fatta di cose precarie, è come se tutto fosse aggiustato alla buona, come se il nostro piccolo mondo fosse sempre alle prese con l’emergenza, rincorrendo sempre il disastro senza riuscire mai ad anticiparlo. "Oggigiorno non siamo in grado di individuare un futuro possibile: c’è solo l’imminente, l’immanente, l’immediato, e questo coincide con una visione di roba appiccicata malamente. Lo scotch, appunto".

Si parte dalle piccole cose quindi, da quella piccola e comune quotidianità che ti permette, nel momento in cui la analizzi attraverso una lente di ingrandimento, di trovarci dentro un po’ di tutto. Il divertissement dell’acronimo, dei giochi di parole permette di conferire a quelle lettere molteplici e inaspettati significati: Settuagenario Cavaliere Offre Tenda Con Harem oppure, con un delicato riferimento alla situazione orientale, Sembrerebbe Coincidere Oggi Tokyo Con Hiroshima. Tuttavia, quello che più piace al cantautore è, senza ombra di dubbio, Supera Certamente Ogni Titolo Che Ho.

Si parla anche dell’incontro tra Silvestri e Andrea Camilleri, che presta la propria voce nella canzone Lo scotch: “Con Camilleri ci siamo ritrovati a parlare di pittura davanti una platea di persone. Questo ci ha avvicinato più volte e come succede spesso ci siamo detti: prima o poi capiterà di incrociare le penne o i microfoni. È stato generoso, perché probabilmente quell’uomo lì è più impegnato di Obama”.

Strumento essenziale e consapevole per indagare le cose dal punto di vista dell’artista è l’ironia, quell’ironia che Silvestri ha ritrovato non senza meraviglia in Gino Paoli, con il quale duetta nel rifacimento della sua La gatta, diventata per l’occasione La chatta. “L’autoironia è l’arma migliore che abbiamo per poter vivere senza essere travolti dall’amarezza, coincide con la capacità di guardare le cose da lontano. Il valore dell’ironia non è solo nel momento in cui sorridi, ma soprattutto nel momento in cui ti permette di girare in positivo ciò che ti ha fatto soffrire.”

Daniele Silvestri parla anche di un ulteriore sogno che rincorreva da anni e che grazie a questo disco è riuscito a realizzare: la pubblicazione in vinile di S.C.O.T.C.H. “Negli ultimi anni c’è stata una ripresa del vinile, parliamo di nicchia ovviamente. Quella nicchia che ha voglia di ascoltare in un altro modo, da audiofili: questo disco è un po’ per loro. Ci sono certe cose che devono essere sentite con calma.” Il vinile quindi visto come materia, come cosa tangibile, fissa, che si distacca dalle logiche attuali attraverso un ritorno al passato: “Proprio perché oggi è più giusto fare l’opposto, ed è moderno fare l’opposto.”

Il 21 maggio dal Palasport di Andria (BT) partirà il nuovo tour di Daniele Silvestri, prodotto da Cose di Musica. Dopo la prima data pugliese, lo spettacolo di Silvestri nel corso dei prossimi mesi toccherà le principali città italiane, le cui date saranno comunicate prossimamente.

E se l’autore mi permette, anche io raccolgo la sfida sul gioco di parole: Silvestri Conferma Originalità Tecnica Cuore (H)onestà.


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