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A tre anni dal fortunato album Ali di Libertà, comincia a trapelare qualcosa sul nuovo lavoro di inediti. Un lavoro che parte da lontano e come una pasta ben lievitata fa' crescere l’attesa. Leggi l’intervista.

L’ITALIA del prossimo album di Massimo Priviero. Nella testa e nel cuore.

Storie e racconti folkrock per il nuovo album

Un uomo e un artista perennemente sul pezzo verrebbe da dire.
Con ancora nelle braccia e nelle gambe i chilometri di strade che lo hanno visto nell’ultimo anno portare su e giù per l’Italia la sua musica, Massimo Priviero sta ormai finendo il nuovo album di inediti e che vedrà la luce nella prima metà del nuovo anno. Lo abbiamo incontrato e lui ci racconta di come i pezzi siano ormai pronti, ma questa volta, più ancora di quel che avviene di solito, c’è una cura e una ricerca delle parole quasi maniacale. Forse sarà perché questo nuovo album si preannuncia denso di contenuti legati intorno ad un tema portante capace di legare un po’ tutti i brani. Nel frattempo ripercorriamo un po’ il suo ultimo periodo passato tra live e studio e lo facciamo con un’intervista di Giuseppe Verrini, in attesa che qualche novità si affacci sulle pagine dei suoi social.

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Gli ultimi dodici mesi sono stati molto intensi con decine di concerti dal vivo a supporto dell’ultimo disco, un doppio Cd e dvd che porta il tuo nome di battesimo, un live integrale della splendida esibizione dell’affollato concerto del 24 Ottobre 2014 all’Alcatraz di Milano. Cosa ti rimane di tutti questi concerti in giro per l’Italia nelle piazze, nei teatri e nei club?
Soprattutto l’amore della gente. E la forza che mi arriva da chi è davanti a me. Amore e forza che cerco di far tornare verso di loro. Sai come la penso, non è solo fare musica in un certo modo, ma è anche un particolare modo di stare al mondo che vuoi condividere.

Hai recentemente pubblicato, a distanza di nove anni dal primo,  il secondo volume di Rock e Poems, disco di cover, un  tributo personale alle canzoni che ami. Come mai la scelta di pubblicarlo al momento solo in formato digitale?
Erano rimaste nel cassetto molte canzoni che avevamo inciso qualche anno fa appositamente per il progetto Rock and Poems. In questo periodo abbiamo reimpostato tutta la parte digitale, dunque decidendo di trasformare quelle stesse canzoni in un ipotetico volume due. Poi siamo stati spiazzati dalla grande richiesta che ci è arrivata per pubblicare il secondo volume anche in fisico. Dunque, te la do come anticipazione, direi che a breve metteremo a disposizione anche questa possibilità diciamo “più tradizionale” facendo una limited edition fisica di Rock and Poems volume 2.  

Come è avvenuta la scelta delle canzoni? Ne è rimasta fuori qualcuna per un terzo volume in futuro?
Certo che rimane fuori comunque qualcosa. È un po’ difficile da spiegare a chi ti segue, tuttavia considera che normalmente quando pubblichi un album diciamo di una dozzina di canzoni c’è quasi sempre altrettanto materiale che poi non utilizzi. È come quando scrivi un album di inediti, in fondo. Non credere che venga pubblicato tutto quel che hai scritto. Tante cose decidi che magari vanno meno bene o non son venute come pensavi o hai scritto materiale più buono e ovviamente decidi di pubblicare quello. Con tutto quel che va insieme ad una scelta sempre difficile, complicata e spesso pure sofferta. Il futuro, poi, è sempre tutto da scrivere e la mia testa in questo momento è totalmente presa dal nuovo album di inediti. Dentro al quale sono “felicemente perso”.

Sono passati ormai tre anni dall’ultimo album in studio, Ali di libertà, che ha ottenuto una grande accoglienza sia di pubblico che di critica, stai lavorando quindi a qualcosa di nuovo?
Già! ALI è stato certamente un bel viaggio ed un album che abbiamo anche suonato tanto, che chiudemmo col concertone che ricordavi dove registrammo il doppio live che poi abbiamo portato in giro. Ecco, tra la prima e la seconda parte del tour ci son stati un paio di mesi di fermo, come normale che fosse. In quel paio di mesi di pausa mi son trovato in una specie di trance compositiva e ho messo giù una ventina di nuove canzoni. Mano a mano che venivano fuori ed iniziavo a fissarle, mi accorgevo sempre di più di quanto forte fosse il filo conduttore che le guidava. Quanto non fossero semplicemente delle nuove canzoni ma molto più parte di un’unica storia che ad un certo punto si andava a scrivere quasi da sola. Tutto mi sembrava conseguente, giorno dopo giorno, e tutto necessario di un capitolo successivo. Tutto a volte dentro ad una “ansia felice” di dipingere il tuo quadro. Senza fermarti. Ora è arrivato il momento di entrare in sala per fissare definitivamente questo nuovo capitolo. E ti confesso è un’emozione davvero speciale, quasi una sorta di luce accesa che ti porta a dover mettere tutto insieme. Qualcosa di veramente raro anche per uno che ha più di venticinque anni di carriera alle spalle e non so bene quanti album pubblicati. Dunque saremo in studio  nei prossimi mesi, come puoi immaginare. Poi per strada definiremo i tempi di uscita con tutto quel che ci va insieme, ovviamente live compresi.

Come sarà da un punto di vista musicale questo nuovo lavoro, rock, folk, canzone d’autore  o un mix di queste componenti?
Ho sempre detto in questi ultimi anni che volevo fare un album più specificatamente acustico, o più folk se preferisci. Ora questo momento è arrivato. E la scrittura delle nuove canzoni è andata in questa direzione, avendo in più un tema unificante che le lega. Per usare un termine un tempo assai di moda e per capirsi meglio, sarà una sorta di concept album con un grande filo rosso che ne lega tutti i capitoli.

Che temi verranno trattati nei testi delle nuove canzoni?
Lasciami ancora nascondere per un poco quel che è dentro ai testi in termini specifici. Anche se, come ti dicevo, hanno un unico grande filo conduttore e allo stesso modo un dipanarsi che potremmo definire di tipo storico. Tuttavia, se mi chiedessi di condensare tutto in un’unica parola non avrei dubbi e ti direi: Italia. Dunque prendi quel che è in lavorazione in qualche modo anche come un atto d’amore verso il nostro Paese, con tutti gli annessi e connessi. C’è qualcosa che mi ha sempre spinto e che mi spinge ancora a cercare quel che siamo stati e che siamo, scavando là dove siamo partiti per arrivare a dove siamo arrivati. Qualcosa che ti spinge a cercare storie di gente comune che si sommano e si integrano fino a diventare un’unica grande storia comune. Poi, ti garantisco che in un nostro prossimo incontro diventerò più specifico. Resta il fatto che sto facendo  tutto questo con un’emozione davvero grande e spesso anche sorprendente, con tutta la forza e con tutto l’amore possibile. Quasi un atto dovuto alla terra di cui sono figlio. Ed anche un atto dovuto sia a me stesso che a chi mi segue e mi è vicino.

Quando è prevista l’uscita di questo nuovo lavoro?
Oh, ti direi che è un po’ prematuro darti una data precisa. Ma certamente parliamo della prima parte del 2017.

Foto di Giuseppe Verrini

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