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'Into the life into the love' è il titolo del nuovo video di Luca Rustici. Chitarrista, autore e produttore, racconta in musica la sua visione del mondo e di come la bellezza può cambiarlo. Partendo da noi.

Luca Rustici: la musica e la bellezza

Natura e musica in primo piano

È uscito Into the life into the love, nuovo video di Luca Rustici, poliedrico artista napoletano ma che da molti anni vive e lavora stabilmente a Milano. Il brano, strumentale (distribuito da Artist First), mette in luce le sue peculiarità di raffinato chitarrista e compositore, dando il compito alle immagini di parlare, di raccontare.

                                (vedi il video https://youtu.be/MTewa4x5vvM)

Il video è infatti un invito, quasi un’esortazione, a prendersi a cuore il nostro pianeta, difendendone la bellezza. Una bellezza che come sappiamo può non essere per sempre. Dipende solo da noi. Girato dal giovane regista Fabio Manni, nel video ci sono suggestive immagini del fiume Adda nelle Prealpi lombarde (mentre quelle sulla spiaggia sono della costa Tirrenica vicino a Napoli) e che grazie all’aiuto di un drone sanno regalarci squarci di paesaggio unici, che sembrano presi da chissà quale altra parte del mondo. Ma forse il messaggio che ci vuole dare Rustici è anche quello di cercare (e difendere) la bellezza che è intorno a noi, vicino a noi. Tutti possiamo fare qualcosa.

La musica ha il compito di trasmettere l’energia positiva dell’universo” ripete più volte Luca quando parli con lui di musica, di emozioni, di futuro. E guardando il video possiamo dire che, nel suo piccolo, l’obiettivo è raggiunto. Immagini semplici, è vero, ma quando devi rappresentare argomenti così universali il rischio di apparire banali è dietro l’angolo. Un aquilone che vola, una bottiglia che contiene un messaggio, il verde dei boschi, il fascino di un tramonto, un uomo in bicicletta, sono tutti elementi che non hanno bisogno di un testo, hanno solo il compito di far capire - a un bambino e quindi ancor di più agli adulti – che siamo su questo pianeta di passaggio e come tale dovremmo comportarci. Per noi oggi, ma più ancora per le generazioni future.

Tornando alla musica e facendo un discorso più generale su Luca Rustici, la sua storia musicale è segnata da grandi collaborazioni, sia quando viene chiamato in veste di autore, sia quando deve intervenire in studio per muoversi dietro le macchine, con una tecnologia che seppur non ha sostituito la creatività ha di certo facilitato il compito a chi deve usarla. Già, il punto poi è saperla usare, ma questo è tutto un altro discoro. Per sua fortuna (e tanto sudore, perché la fortuna serve ma da sola non basta..), Luca in questo campo può vantare una lunga e consolidata esperienza nata negli anni Ottanta.

E anche sul fronte delle produzioni la sua mano la troviamo in molti lavori di artisti famosi e a questo proposito merita una segnalazione il salto di qualità fatto qualche anno fa, quando a Milano ha aperto L'n'R Productions Recording Studio, luogo di lavoro, certo, ma che ha tutte le caratteristiche per “far star bene” i musicisti, perché la musica deve essere anche gioiosa creatività, voglia di condividere emozioni e se un luogo è accogliente e strutturato con le migliori tecnologie allora tutto diventa più facile. 

Quando lavora come autore collabora spesso con il navigato Philippe Leon, autore di molti successi della nostra discografia (qui a sinistra nella foto) e insieme hanno firmato decine di canzoni, alcune anche per artisti e album di spicco tra cui Patty Pravo e Mina-Celentano, giusto per dirne due.
Rustici da parte sua può vantare collaborazioni (come autore, come chitarrista, ma soprattutto come sound engineer o produttore) con Giorgia, Loredana Bertè, Mengoni, Gragnaniello, Tullio De Piscopo, Murolo, Bennato, Zucchero, Baglioni, Negramaro e molti altri. Aggiungiamo che la sua cultura musicale decisamente anglosassone lo ha portato a collaborare in vari progetti internazionali, tra cui ricordiamo almeno quelli con Paolina Rubio e Antonio Hidalgo Lorca.
Tra le ultime produzioni (in collaborazione con Philippe Leon) troviamo quella con Mark Cucchelli, un lavoro atipico che abbiamo ascoltato in anteprima. Grazie alla sua voce versatile, Rustici e Leon confezionano per il giovane artista padovano brani che spaziano dalla romanza moderna ad atmosfere da chansonnier francese, da un pop centroamericano a brani che portano il marchio della musica leggera italiana (qui la cover del suo album). 

Per chiudere torniamo però al video, perché seppur è vero che in questo momento Luca Rustici è nel pieno di mille attività, non dimentica la sua passione di musicista in prima persona. Ascoltare la sua chitarra elettrica viaggiare su un tappeto sonoro morbido, raffinato (un plauso va anche ai suoi musicisti, Pino Tafuto alle tastiere, Gae Diodato al basso e Andrea Polidori alla batteria) riconcilia con la bellezza.
Vissuto e cresciuto in una famiglia di artisti (a cominciare da suo padre Mario, pittore, per poi arrivare ai due fratelli maggiori Danilo (ha suonato nello storico gruppo degli Osanna) e Corrado (produttore di Zucchero, Elisa, Bocelli), Luca Rustici ha sempre messo al centro del suo intendere la musica una forte capacità di usare la melodia, che pervade così ogni sua canzone, ogni suo album. E questo non è un elemento così scontato quando si affronta la musica strumentale, dove il virtuosismo, spesso fine a sé stesso, prende il sopravvento.

 

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https://www.facebook.com/lrustici

http://musicfirst.it/it/

 

 

 


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