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Manca, manca, ce l'ho, manca. Sono usciti i finalisti delle Targhe Tenco 2013 e come sempre piovono sorrisi e delusioni

Quando il faro diventa un prisma....

Tra una settimana i vincitori delle quattro sezioni

L’importante è che se ne parli. Così potremmo riassumere questa giornata in cui sono usciti i nomi che si contenderanno le quattro Targhe Tenco 2013. Come ogni anno del resto. Per undici mesi all’anno, poco più poco meno, tutta una serie di personaggi (giornalisti, artisti, addetti ai lavori, fino all’ascoltatore singolo) ignorano o peggio ancora snobbano questa storica manifestazione per poi tornare, a settembre appunto, vivi e vegeti a sancire ciò che bene e ciò che male.

Nessuna polemica sterile (contro chi, poi?), solo una constatazione che deriva dai post del mondo facebookiano e dagli inevitabili malumori già captati da una manciata di telefonate.

Ma torniamo a bomba e facciamoli allora questi nomi, così ognuno potrà poi dare il proprio giudizio a ragion veduta. Le sezioni, ricordiamolo, sono quattro e gli artisti sono indicati in ordine alfabetico con a fianco il titolo dell’album e a seguire l’etichetta. I finalisti di ogni sezione sono cinque, ad eccezione di quella per “Miglior Album” e “Album in dialetto”, dove per un ex-aequo sono sei.

 

“Album dell’anno”

Baustelle (Fantasma) – Atlantic/Warner Music
http://www.baustelle.it
https://www.facebook.com/baustelleofficial

Francesco De Gregori (Sulla strada) – Caravan/Sony Music
http://francescodegregori.net/
https://www.facebook.com/fdegregori

Niccolò Fabi (Ecco) – Universal
http://www.niccolofabi.it
https://www.facebook.com/niccolofabimusic

Alessandro Fiori (Questo dolce museo) – Urtovox
https://www.facebook.com/alessandrofiorifans

Francesco Guccini (L’ultima Thule) – Emi
http://www.francescoguccini.it/
https://www.facebook.com/pages/Guccini/85825365376

Alessio Lega (Mala Testa) – Obst und Gemuse
http://www.alessiolega.it/
https://www.facebook.com/AlessioLegaFanPage

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“Album in dialetto”

Cesare Basile (Cesare Basile) – Urtavox
https://www.facebook.com/cesare.basile.5

Canzoniere Grecanico-Salentino (Pizzica indiavolata) - Ponderosa Music & Art
http://www.canzonieregrecanicosalentino.net/
https://www.facebook.com/canzonieregs

Collettivo Dedalus (Ammâšcâ) – Città del Sole
https://www.facebook.com/pages/Collettivo-Dedalus/99990414262

Giulia Daici (Tal cil des acuilis) – Autoprodotto
http://www.giuliadaici.com/
https://www.facebook.com/giulia.daici

I Gatti Mézzi (Vestiti leggeri) – Picicca
http://www.igattimezzi.it/
https://www.facebook.com/pages/I-Gatti-M%C3%A9zzi/70250885010

Tonino Zurlo (L’ulivo che canta) – Anima Mundi
https://www.facebook.com/pages/Tonino-Zurlo/231644353545250

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“Opera prima”

Appino (Il testamento) – La Tempesta Dischi
https://www.facebook.com/andreaappino

Emanuele Belloni (E sei arrivata tu) – Odd Times Records/Egea
http://www.emanuelebelloni.it/
https://www.facebook.com/eseiarrivatatu

Cosmo (Disordine) – 42 Records
http://cosmomusica.tumblr.com/
https://www.facebook.com/cosmoitaly

Marrone Quando Fugge (Il pre-fagiolismo) – Volume!Records
https://www.facebook.com/pages/Marrone-Quando-Fugge/407295182695468

Lorenzo Monguzzi (Portavèrta) – Jolefilm
http://www.lorenzomonguzzi.it/
https://www.facebook.com/pages/lorenzo-monguzzi/56484161573

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“Interprete di canzoni non proprie”

Gerardo Balestrieri (Quizás) – Interbeat
http://www.gerardobalestrieri.com/
https://www.facebook.com/gerardo.balestrieri.37

Patrizia Cirulli (Qualcosa che vale) – Autoprodotto
http://www.patriziacirulli.com/
https://www.facebook.com/patrizia.cirulli.3

Mauro Ermanno Giovanardi &
Sinfonico Honolulu
(Maledetto colui che è solo) – Sam/Audioglobe
http://www.mauroermannogiovanardi.it/
https://www.facebook.com/mauroermannogiovanardi

Andrea Tarquini (Reds! Canzoni di Stefano Rosso) – Enri Productions
http://www.andreatarquini.com/
https://www.facebook.com/Tarquini.official?fref=ts

Zibba e Almalibre (E sottolineo se) – Autoprodotto/Premio Bindi/Mescal
http://www.zibba.it/
https://www.facebook.com/pages/ZIBBA/33845393093

 

Quel che si legge tra le righe di cui sopra è un ennesimo tentativo – personalmente auspicato e sostenuto – di mischiare le carte, le regole che vorrebbero una “logica” (quale?) sulle scelte effettuate dagli oltre 220 giornalisti chiamati a votare. What? Why? Sicuri che sia una cosa così ovvia avere una schiera di nomi inquadrabili in un solo ‘genere’ se la base votante -  è, dovrebbe, certamente è -, libera da condizionamenti di qualsiasi genere? Non vi sembra che sia più normale avere nomi che rispecchino in modo più ampio le molteplici sfaccettature del mondo musicale in cui viviamo? Ognuno dia la risposta che vuole.

Credo fortemente che uno dei meriti del Premio Tenco (e con questo includo il Club nel suo insieme) sia quello di aver lasciato quel ruolo di “faro” della musica italiana di qualità a favore di un nuovo aggettivo, di essersi trasformato cioè in un “prisma”.
Quanto sia stata una scelta voluta oppure obbligata poco importa in questo caso. Conta il risultato. Già, perché il faro ti punta in faccia la luce e ti dice qual è la strada, mentre il prisma prende quella luce e la dipana per mille colori, dove ognuno potrà scegliere poi quello che gli piace di più.

Insomma, molto più facile essere faro che prisma. Nel primo caso basta arroccarsi e decidere su quali tavoli giocare. E quasi sempre il tavolo è uno, quello che si conosce meglio. Nel secondo caso bisogna saper invece accettare le potenziali differenze, i gusti che cambiano, aprirsi alle contaminazioni che ormai sono ovunque. E non solo nella musica.

Forse una volta non era così (anzi, senza forse) e il “faro” Club Tenco dava la direzione su cui si muoveva la canzone d’autore italiana.
Oggi, ieri, e anche l’altro ieri - diciamo da almeno dieci anni - le carte si sono mischiate e per fortuna ora diventa difficile salire sulla cattedra e distinguere ciò che è “sulla strada maestra” e chi no. Ma qui torniamo alla domanda di prima: esiste una strada maestra nell'anno domini 2013? Rispetto a chi, rispetto a cosa? A qualcosa o a qualcuno che aveva dettato delle regole sessant'anni fa?

Il fascino della canzone, di quella intesa come canzone d'autore intendo, sta nel sapersi modellare e adeguare ai tempi senza snaturare una forte attenzione ai testi ma soprattutto alle tematiche. Il resto, e con questo parlo dei suoni, gli arrangiamenti, la ritmica, possono e devono cambiare perchè gli artisti sono influenzati a vicenda da altre sonorità. La barra dritta è quella dei contenuti, ripeto, non nel modo di proporli.

I bivi e le diramazioni sappiamo bene che a volte nascondono paesaggi e novità che difficilmente si noterebbero dal percorso tracciato. E non è solo un riferimento turistico…. È un discorso lungo, gibboso, dove non ti salvi neanche con il navigatore e poi non è questa la sede o il momento per approfondirlo. Anzi, a proposito, qualche volta bisognerà pur trovarla questa sede e il tempo giusto per fare un ragionamento serio, motivato e con tavolo ampio, con molte sedie…

Si inizia con un piatto di spaghetti alle vongole (o è meglio lasagne al ragù? ecco, cominciamo bene....) e poi via al dialogo, all’ascolto reciproco, al rispetto del giudizio altrui e di sottofondo magari metter su un brano di De Gregori e poi di Niccolò Fabi che lasciano il posto a Cesare Basile, seguito dal Collettivo Dedalus che diventano così apripista per Appino, Marrone Quando Fugge e Alessandro Fiori che a loro volta anticipano la chiusura dei lavori con la rivisitazione di un Battisti d’annata con la voce di Patrizia Cirulli accompagnata alla chitarra da Fausto Mesolella. E alla fine, prima del caffè (con la macchinetta tradizionale of course e non con le cialde, what else?), nessun frutto singolo, ovviamente macedonia per tutti.

Insomma, una gran bella giornata che ricondurrebbe tutti verso un (sincero) rispetto reciproco. Il rispetto delle emozioni di ognuno. E non venite a parlarmi adesso di un discorso buonista, utopistico, perché con la contrapposizione sui generi e su chi ce l’ha più lungo non siamo andati lontano, anzi, abbiamo creato solo più fari in mezzo al mare magnum della musica italiana.

Proviamo a ribaltare il concetto e ad ascoltare più dischi e andando a vedere più concerti, uscendo dallo schema (lo conosco quindi mi piace, non lo conosco quindi sicuramente non mi piace...) che spesso ci ingabbia.
La strada non sarà né facile né breve, ma almeno punta a costruire anziché dividere. Cominciamo per esempio ad ascoltare tutti i finalisti di questa edizione. Scopriremo così voci, suoni, canzoni e album affascinanti.
Meno fari e più prismi per tutti, come direbbe Cetto l’Albanese.

Francesco Paracchini


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