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Sa(n)remo senza confini: seconda edizione

Nei giorni del Festival L'Isola sul palco del Club Tenco

PiĆ¹ di 35 artisti per 20 ore di musica

La prima edizione è pura incoscienza.

La seconda è lucida follia.

L’abbiamo chiamata, lo scorso anno, “Sa(n)remo senza confini”. E ancora di più quel nome è stato riconfermato in questa seconda edizione. Una rassegna di musica italiana nei giorni in cui a Sanremo impazza l’enorme carrozzone del Festival, pensata organizzata e andata in scena tutti i pomeriggi sul palco del Club Tenco. I confini di cui parliamo sono proprio quelli, confini di genere, di spazi dove far suonare la musica di qualità, confini che hanno sempre diviso un mondo, quello della canzone d’autore, dalla canzonetta che passava sul palco di Sanremo, noi di qua, loro di là (per molti anni assolutamente a ragione). Senza addentrarci troppo nella mera questione distintiva, è sotto gli occhi di tutti che quei confini non sono più così netti e i muri invalicabili che prima dividevano hanno cominciato da tempo ad avere qualche crepa. Le crepe le hanno fatte le canzoni, le belle canzoni, composte da artisti che valgono e che, solo a guardare questi due ultimi anni, abbiamo trovato sul palco del Festival nazionale e poi vincitori della Targa Tenco alla miglior canzone (Mirkoeilcane) o vincitori della Targa Tenco a miglior album (Vivere o morire, Motta) e poi in gara al Festival.

Quel “senza confini”, scelto in un pomeriggio di brainstorming tra tutti i collaboratori de L’Isola, voleva dire proprio questo.

Perciò abbiamo preso treni, da Milano, Torino, Bari e Roma per ritrovarci nel caos di personaggi improbabili che riempiono il corso di Sanremo (dal Papa a Liza Minnelli), cercando di scansare l’immensa folla che si ritrova nella cittadina ligure per qualche struscio nella giacca delle domenica o qualche selfie con il vip di turno, tutto questo per portare sul palco del Club Tenco qualcosa (più di qualcosa, circa 35 artisti) che ci piace e in cui crediamo.

Proposte musicali, e letterarie, che hanno incrociato le strade de L’Isola per varie ragioni, perché sono artisti che conosciamo dagli esordi e con loro abbiamo fatto strade parallele (da Zibba Pino Marino, Olden), perché sono giovani che si sono iscritti al nostro concorso L’Artista che non c’era nelle ultime edizioni e che, se anche non hanno vinto, ci hanno talmente con-vinto che appena abbiamo un palco a disposizione i loro nomi saltano fuori quando ci mettiamo attorno ad un tavolo per decidere chi invitare (Lorenzo CittadiniLe canzoni da marciapiedeGiulio WilsonKumiSimone CicconiAgnese Valle, Veronica Marchi, Davide Zilli), o perché il nostro concorso lo hanno vinto e ogni volta che le vediamo sul palco capiamo, assieme a loro, che la strada che abbiamo scelto ormai ventitre anni fa (la promozione e la difesa della canzone d’autore) è quella giusta: Francesca Incudine e Gabriella Martinelli (sopra in foto), sul palco di Sa(n)remo senza confini rispettivamente il primo e l’ultimo giorno della rassegna.

A tutto questo si sono aggiunti artisti che sono arrivati alle nostre orecchie per vie diverse, come i Glue’s AvenueAleaRita ZingarielloFrancesco CaminAlessandro SipoloFrancesco SbracciaStonaTheAndrè e che, accanto a nomi storici come i Delirium Carlo Aonzo hanno inondato (altra parola non ci viene per set di trenta minuti ciascuno dalle 14 di pomeriggio alle 18, per 5 giorni consecutivi) di musica e parole il piccolo palco del Club Tenco.

Pomeriggi musicali ma anche letterari, come si è accennato sopra, con le presentazioni dei saggi di Fausto Pellegrini (altro caro amico de L’Isola, vicecaporedattore della sezione musica di Rai News24) e il suo Incanto – viaggio nella canzone d’autriceRoberto Caselli (giornalista e critico musicale) con Storia della canzone italiana, accompagnato dalla voce dei Sulutumana Gian Battista Galli; Guido Guglielminetti, musicista, arrangiatore, produttore, capobanda di sponda De Gregori e il suo Essere basso (in foto con la redattrice de L'Isola Laura Rizzo).

Poi due importanti collaborazioni, quella per la quale abbiamo dato in gestione la giornata del venerdì 8 febbraio e quella che ci ha accompagnato chiudendo tutti i pomeriggi con la voce di Mia Martini. Il venerdì è stato infatti il giorno di Lady Day, una manifestazione di musica e testimonianze al femminile contro la violenza sulle donne, un punto di incontro e di riflessione, progetto della Lilium Produzioni che ci ha portato sul palco Veronica MarchiDiletta MarzanoElvira CaobelliCecilia e Patrizia Cirulli accompagnata dal Maestro Vince Tempera, artiste che hanno alternato le loro canzoni alla lettura di stralci di brani scritti da alcune donne che sono riuscite a tirarsi fuori da situazioni di violenza domestica e sono, con fatica e tempo, tornate a vivere.

A chiudere dalle ore 17 tutti i nostri pomeriggi sono state le voci dei ragazzi de L’Associazione Minuetto Mimì Sarà, scuola di musica di Milano che ha nella voce e nel ricordo di Mia Martini il solco dentro al quale ogni loro attività si muove.

Chiudere Sa(n)remo senza confini, che ha visto sul palco mescolarsi tra loro dal cantautorato più classico, a quello più sperimentale elettronico, dall’arpa di Cecilia alla trap deandreiana, con la voce e le note che sfumano delle canzoni di Mia Martini, nelle parole di Fossati o Califano, ci è sembrato a posteriori il miglior modo possibile per premere “pause”, staccare i jack delle chitarre e darci tutti appuntamento al prossimo anno per la terza edizione. 

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Nella nostra pagina fb trovate video e foto della rassegna in aggiornamento.
Per le foto si ringrazia Raffaella Vismara. 
Un ringraziamento particolare vogliamo spenderlo anche per Dimensione Musica Sanremo, partner tecnico che ha gestito questi giorni con pazienza e professionalita.

 

I racconti delle spaghettate post rassegna e del vino, e del cibo e delle risate e delle prese in giro tra noi Isolani in albergo davanti alla tv a commentare il Festival li lasciamo per un’altra volta… ah, perché sì, dal 5 al 9 di febbraio c’è stato anche il Festival di Sanremo.


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