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Fausto Mesolella protagonista tra omaggi, ricordi e canzoni

Premio Bianca d’Aponte 2017: la diciottenne Federica Morrone vince la XIII edizione

Aversa, 27 e 28 ottobre 2017

E dunque sono stati gli Avion Travel, la “piccola orchestra” casertana che fu la sua famiglia musicale e non solo, ad aprire la XIII edizione del Premio Bianca d’Aponte, dedicata a Fausto Mesolella. Lo straordinario artista, come i nostri lettori ben sanno, è scomparso improvvisamente pochi mesi or sono, all’inizio della primavera. Giusto in tempo per il suo ultimo Canto di fine inverno, come una delle canzoni di Bianca che più amava e con cui duettava sempre sul palco: voce di lei e chitarra di lui, suoni fusi insieme, insostituibili entrambi, che resteranno per sempre. E ci auguriamo che per molti e molti anni ancora (#iovadoavanti: nessuno dimentichi l’hashtag prediletto dal chitarrista…) si incontreranno proprio qui, dove tutti noi ci riuniamo nell’ultimo fine settimana di ottobre al richiamo della poesia di Bianca, per ascoltare le nuove finaliste dell’unico concorso riservato alla canzone d’autore al femminile.

Il miglior modo di rispettare il desiderio di Fausto Mesolella, e insieme del papà di Bianca, è dare precedenza, nel raccontare, proprio alle dieci ragazze. Presentate con sorridente eleganza da Chiara Morucci, già vincitrice della seconda edizione di questo Premio e qui affiancata da Maria Cristina Zoppa (qui nella foto insieme a Chiara) per la prima serata e da Roberta Balzotti per la seconda, le concorrenti sono venute come sempre da ogni parte d’Italia, e quest’anno le più premiate sono state due giovani campane: della provincia di Salerno è la vincitrice assoluta Federica Morrone, appena diciottenne – ma con una precocissima carriera come cantante e come pianista – che ha portato un pezzo ritmato e coraggioso per levità e indistinte inquietudini giovanili. Alice, si intitola, “ma avrebbe potuto chiamarsi benissimo Federica”, dice lei con un sorriso e rinnovato coraggio. La sua freschezza è stata subito molto apprezzata dalla giuria “tecnica”, cui è affidata l’assegnazione dei premi, tanto da consegnarle anche il Premio per la Miglior Musica.
L’altra giuria, quella incaricata di assegnare il Premio della Critica, che da quest’anno porta il nome di Fausto Mesolella, ha indicato il duo napoletano Fede ‘N’ Marlen, ovvero Federica Ottombrino e Marilena Vitale, una con la chitarra e l’altra con la fisarmonica, che con il brano Le cose restano lì hanno affrontato il complesso rapporto padre-figlia proponendo uno sguardo originale (nella foto in basso). Ma altre ragazze sono state considerate meritevoli di premi: quello per il Miglior Testo per la canzone Mai abbastanza è stato assegnato alla marchigiana Marta De Lluvia (ovvero Marta Natalini), chitarrista raffinata che suona e canta con grazia ed equilibrio, molto apprezzata anche dalla giuria dei critici, mentre Migliore Interprete con Manifesto di un giorno x è stata giudicata la siciliana Nòe, che si è aggiudicata anche il premio Soundinside Basement Record grazie al quale potrà realizzare un video live in studio. Mariella Nava ha invece consegnato a nome suo e dello staff della sua etichetta Suoni dall’Italia il premio a Ima, giovane torinese in gara con Il nostro universo; Ferruccio Spinetti, attraverso il Virus Studio e il premio “Na Stella” (titolo della canzone che Mesolella scrisse per Gian Maria Testa), ha offerto la sua produzione artistica a un brano di Patrizia Capizzi, altra concorrente particolarmente apprezzata da tutti per talento e raffinatezza con la sua Meu jogo. Le altre cantautrici che hanno meritato la finale del Premio Bianca d’Aponte sono state Marialuisa De Prisco – che si era fatta già notare su questo stesso palco qualche anno fa – con la brillante Va tutto bene; la tarantina Francesca Marì che ha presentato Clochard; Frida Neri, fanese, con Di porpora e neve, e Francesca Romana Perrotta, cantautrice che si è imposta all’attenzione di diverse giurie negli ultimi anni, in gara qui con l’accattivante Sono io l’egoista.

Prima di passare in rassegna i tanti artisti che si sono avvicendati nelle due serate, vogliamo raccontare un breve e straordinario evento fuori programma cui il pubblico ha avuto la fortuna di assistere: l’esibizione della piccola Frida Bollani Magoni, figlia di Stefano e Petra, tredici anni appena, che accompagnata per mano da sua madre si è seduta al pianoforte e ha interpretato magistralmente Stay, di Rihanna, lasciando la platea in un silenzio stupito e ammirato. Un’interpretazione strepitosa, un’emozione intensissima. La rivelazione di un talento straordinario che certo saprà regalare al mondo nuova bellezza. Ed è stato bello e significativo che sua madre – una delle ex madrine e legatissima da sempre a questo Premio – abbia lasciato che proprio qui si esibisse la sua bambina: un atto d’amore immenso per questo luogo magico. In qualche modo anche questo un omaggio a Fausto Mesolella, a lei profondamente caro come artista e come amico.
Dunque Fausto c’era, anche stavolta, presente e concreto e imprescindibile come sempre. Anche l’apertura della seconda serata è stata tutta per lui, con un lungo filmato che lo ritrae nello stesso Teatro Cimarosa, poetico mattatore della prima edizione del Premio Bianca d’Aponte. La scritta silenziosa “Grazie di tutto, Fausto”, ha chiuso questo dolce e doloroso ricordo.

Ma molti altri ospiti hanno presentato a Mesolella il loro tributo di amici e di estimatori, di fronte a un pubblico tra cui si confondevano con riservata discrezione la moglie Elisabetta e la figlia Gaia. Oltre ai già citati Avion Travel, c’è stato il canto commosso di Alessio Bonomo, che Mesolella sostenne fin dagli esordi con la sua produzione artistica e che sta per uscire con un disco scritto proprio con il suo amico: così, sul palco di Aversa ha risuonato la voce di Mesolella in una melodia nuova e dolcissima, a duettare con un Bonomo tremante di emozione. Ancora commozione da non poter dire. E poi Pippo Kaballà, Fausta Vetere e Corrado Sfogli, Alessio Arena, Ferruccio Spinetti e Petra Magoni ovvero Musica Nuda (nella foto più in alto Petra e Ferruccio).

Attorno alle concorrenti, intanto, si sono stretti molti artisti. Prima fra tutti la madrina di questa edizione Rachele Bastreghi, voce femminile dei Baustelle ora pronta a partire con un nuovo percorso artistico personale, che come tradizione vuole ha scelto e interpretato una canzone di Bianca dal testo solare, Non ci credevo più, per poi proporre alcune sue composizioni e duettare con Mauro Ermanno Giovanardi, (qui sotto insieme nella foto), ono dei tanti artisti da sempre vicini al Premio aversano, sulle note di Baby Dull degli Üstmamò. Poi, naturalmente, la vincitrice della scorsa edizione, Sighanda; e Giuseppe Anastasi, già amico di Bianca e ora docente al Cet di Mogol, affermato autore e prossimo esordiente come cantautore; Bruno Marro, Daniella Firpo (Premio Bianca d’Aponte International 2017), le stesse Mariella Nava e Chiara Morucci con Giuseppe Barbera; e Katres, ex finalista di questo Premio dove peraltro – come è piaciuto ricordare – conobbe il suo futuro marito, il direttore di palco Jex.  A sottolineare per la tredicesima volta che qui, a casa di Bianca e dei suoi genitori Gaetano e Giovanna, protagonista è sempre l’amore.

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Le giurie dell’edizione 2017:

Giuria tecnica “Premio Bianca d'Aponte”: Giuseppe Anastasi (autore), Giuseppe Barbera (musicista e compositore), Rachele Bastreghi (cantautrice), Rossana Casale (cantautrice), Angelo Franchi (produttore), Mauro Ermanno Giovanardi (cantautore), Kaballà (autore), Elena Ledda (cantautrice), Petra Magoni (cantautrice), Bruno Marro (musicista e compositore), Alberto Menenti (autore), Alfredo Rapetti Mogol (paroliere), Mariella Nava (cantautrice), Lodovico Pagani (Warner), Sandro Petrone (cantautore), Andrea Rapino (Giungla Dischi), Gianfranco Reverberi (musicista e compositore), Pierre Ruiz (produttore), Corrado Sfogli (musicista e compositore), Ferruccio Spinetti (musicista e compositore), Roberto Trinci (EMI), Fausta Vetere (cantautrice), Dario Zigiotto (operatore culturale).

Giuria critica “Premio Fausto Mesolella”: Roberta Balzotti (giornalista RAI), Maurizio Cerino (Il Mattino), Angiola Codacci Pisanelli (L’Espresso), Enrica Corsi (Premio Bindi), Giorgiana Cristalli (Ansa), Enrico De Angelis (giornalista e storico della canzone), Mauro De Cillis (giornalista RAI), Stefano De Martino (Premio Lunezia), Elisabetta Malantrucco (giornalista RAI), Nino Marchesano (Repubblica Napoli), Martina Neri (giornalista), Michele Neri (Vinile), Francesco Paracchini (L’isola che non c’era), Valentina Casalena Parodi (Premio Andrea Parodi), Paolo Pasi (Tg3), Duccio Pasqua (Radio2), Fausto Pellegrini (Rainews24), Timisoara Pinto (giornalista RAI), Alessia Pistolini (giornalista), Ivan Rufo (Festival Botteghe d’Autore), Massimo Schiavon (Festival “Queste piazze davanti al mare”), Stefano Starace (festival Mo'l'estate), Paolo Talanca (Fatto quotidiano), John Vignola (giornalista RAI).

Il Premio Bianca d'Aponte è organizzato dall’Associazione Bianca d’Aponte con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Aversa. Partner sono Emergency, Mau, Suoni dall’Italia, Nuovo Imaie, Premio Andrea Parodi, Soundinside, Virus studio, Blogfoolk, L’isola che non c’era. Media partner Rai Radio live

 

L'Isola ringrazia per le foto:
Mary Addari, Gaia Mesolella e Giorgio Bulgarelli

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