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Dopo 4 anni di silenzio un nuovo album denso di collaborazioni

"Proxima", la nuova Oxa

Il report de L'Isola dalla Fnac di Milano

Dopo quattro anni di silenzio, di fronte a numerosi fan, Anna Oxa ha presentato alla FNAC di Milano il suo ultimo lavoro “Proxima” con una lunga intervista – chiacchierata molto libera con Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi, uno dei pricipali autori che hanno collaborato al disco.

Un disco nato da un incontro, o meglio da un ritrovarsi insieme. “Con Ivano (Fossati ndr), abbiamo lavorato 32 anni fa e dopo non ci siamo più reincontrati, proprio mai, in tutti e 32 gli anni. Ci siamo rivisti proprio durante al lavorazione del disco, abbiamo scritto testi e musiche e cantato insieme”.

L’artista ha spiegato che questo è stato un disco impegnativo, “Ho sperimentato molto, ho usato la tecnologia, ho provato vari arrangiamenti vocali prima di arrivare alla scelta definitiva, ho studiato tanto”.Impegnativa è stata anche la scelta dei temi da affrontare. “Volevo parlare di due persone che si amano nel senso di volersi bene, di avere un progetto insieme”. Emblematico a questo proposito è il brano “Apri gli occhi” scritto da Pacifico.  “Con Pacifico ho lavorato benissimo, lui è uno che ascolta molto. Si chiamava ‘Chiudi gli occhi’ questo pezzo. Poi è cambiato. Chiudere gli occhi è il rifiuto di vedere l’altro, non riconoscerlo per quello che è, fermarsi a considerare amore solo il desiderio di possesso. Aprirli invece è raggiungere la consapevolezza, è voler bene all’altro senza spersonalizzarlo”.

Non c’è solo amore in questo disco: “La Tigre” scritta da Francesco Bianconi riflette sul rapporto animali – uomini. “Ho voluto dire qualcosa, grazie a Francesco, contro la reclusione a cui sono costretti certi animali definiti feroci, noi esseri umani sappiamo essere peggiori di loro … siamo noi le tigri in gabbia, in realtà”.Ci sono anche “Lodestar” scritta da Mara Redeghieri (ex Ustmamò), accompagnata da un gioioso coro di bambini, e “Haiku”, che esprime la grande passione dell’artista per questo genere poetico. “Amo l’haiku perché è leggerezza come sintesi di qualcosa di profondo. La vera leggerezza”.

http://www.annaoxa.net


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