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Un anno senza Gianmaria...

Ripubblicata la sua opera omnia in due cofanetti

In coincidenza del primo anniversario della scomparsa del cantautore cuneese, esce l’integrale delle sue incisioni, studio & live

Gianmaria Testa se ne andava un anno fa, il 30 marzo 2016. La buona sorte, e tanta gente che gli ha voluto bene (come persona oltre che come artista), ha fatto sì che la ricorrenza non passasse senza che, un pugno di giorni prima, venisse ripubblicata la sua opera omnia, due cofanetti rispettivamente di sette e quattro cd distribuiti in Italia da Egea e all’estero (a partire ovviamente dalla Francia) da Le Chant du Monde.

Il primo dei due box s’intitola En studio (in francese, già, e non c’è da meravigliarsene, visto che, dopo un paio di gloriosi passaggi al Premio Città di Recanati che avevano funto da apripista, è pur sempre di lì che la vera storia artistica di Gianmaria ha preso il volo) racchiude tutti gli album, appunto, in studio, quelli ufficiali a suo nome, da Montgolfières, del 1995, a Vitamia, del 2011, guadando Extra-Muros (1996), Lampo (1999), Il valzer di un giorno (qui La valse d’un jour, 2000), Altre latitudini (2003) e Da questa parte del mare (2006, fra l’altro Targa Tenco come disco dell’anno).

Se proviamo a perderci per un attimo dietro ai titoli dei brani che questo corposo songbook ingloba, troveremo, in ordine rigorosamente cronologico (e di tracklist), Città lunga e Dentro la tasca di un qualunque mattino, Un aeroplano a vela (vincitrice del secondo Recanati, 1994, e poi fatta propria da Fiorella Mannoia) e Come le onde del mare, L’automobile e Le donne nelle stazioni, Manacore (primo Recanati, anno di grazia 1993, in questo caso) e Un po’ di là del mare,  La ca sla colin-a e Extra-Muros, Polvere di gesso e Petite reine, Biancaluna e Lampo, Gli amanti di Roma e Piccoli fiumi (scritta inizialmente per Nada), Il valzer di un giorno e Preferisco così, Solo per dirti di no e Tuareg, Come di pioggia e Nient’altro che fiori, Seminatori di grano e Rrock, Una barca scura e Al mercato di Porta Palazzo, Ritals e Lasciami andare, Lele e 20 mila leghe (in fondo al mare), Dimestichezze d’amor e Di niente metà. Un’arida sequela di titoli? Non diremmo: ognuno di questi brani evoca per chi ha amato Gianmaria (nella foto qui sopra con Piero Ponzo) una sensazione precisa, un sapore netto, per i ripetuti ascolti dal vivo, o per la semplice emozione di quella prima volta (o delle successive) su disco.

Fa poi effetto rileggere i nomi dei musicisti che il Nostro ha saputo coinvolgere nelle proprie cose, tanti che ci ricordavamo benissimo, ma anche qualcuno che ci torna alla mente per l’occasione e che ci piace reincontrare: Piero Ponzo e Piermario Giovannone, compagni di mille battaglie (Ponzo fin dal primo Recanati), Cesar Stroscio e Juan José Mosalini, prìncipi del bandoneon (il secondo anche in un’icona come Scirocco di Guccini), François Moutin e Riccardo Tesi, Rita Marcotulli e Glenn Ferris, Mario Brunello e Philippe Garcia, Enrico Rava e Paolo Fresu, Enzo Pietropaoli e Gabriele Mirabassi, Bill Frisell e Greg Cohen, Gianluca Petrella e Luciano Biondini, nonché, ultimo per estremo rispetto, quel Fausto Mesolella che ci ha lasciati un anno esatto dopo Gianmaria, per il quale aveva pure scritto una canzone, ‘Na stella (in Altre latitudini).

Con Fresu, Garcia, Roberto Cipelli e Attilio Zanchi, a partire dal 2001 Gianmaria Testa aveva anche portato in giro F. à Léo, spettacolo dedicato a Léo Ferré (ma anche con molto altro) uscito lui pure su cd, oggi presente nel secondo cofanetto che completa questa ristampa dell’integrale testiana, Live & altro, accanto a Solo dal vivo, del 2009, e al doppio Men at Work, del 2013, che in realtà era un triplo, visto che ne faceva parte anche un dvd, che a questo punto ci auguriamo possa entrare in una ulteriore prossima ristampa, audio e video, accanto a Guarda che luna, fortunatissimo spettacolo cronologicamente gemello di F. à Léo portato per anni in scena con immutato successo accanto a Rava, Ponzo, Pietropaoli, Stefano Bollani e la Banda Osiris, e Chisciotte e gli invincibili, con Erri De Luca e Gabriele Mirabassi, dvd editi a suo tempo entrambi da Fandango.

A quel punto l’integrale dovrebbe essere veramente tale. Salvo ritrovare (o semplicemente decidere di rendere di pubblico dominio) qualcosa del molto materiale live che prevedibilmente giace nei fantomatici scaffali di rito. Per intanto (e nell’attesa) hasta la vista, Gianmaria: ritrovarti è sempre un grande piacere.

Foto di Alberto Bazzurro

 


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