Route 61 Music, una nuova etichetta per sognare
Pochi gli antidoti contro la crisi planetaria... uno รจ di certo ascoltare buona musica!
In un momento in un cui la crisi affligge il nostro sistema globale in termini di rapporti, di clima, di etica sociale, di prospettive - e chi più ne ha più ne metta -, nel microcosmo chiamato mercato discografico (ormai ridotto ai minimi termini e che pare non rientri più neanche nelle statistiche o negli “animali-luoghi” da salvare…..) un gruppo di appassionati romani va in controtendenza e crea una piccola etichetta discografica:
Una piccola etichetta discografica intesa come un laboratorio dove creare dischi curandoli come piccole grandi opere d’arte, luogo in cui ospitare artisti che si conoscono tra loro, simili tra loro, o con punti di contatto importanti.
I primi ‘esperimenti’ di questo laboratorio (entrambi recensiti sul ns sito) sono arrivati circa un anno fa con il secondo volume di For You, l'omaggio tutto italiano a Bruce Springsteen e l’eccellente esordio di Francesco Lucarelli che ospitava, tra gli altri, nientemeno che Graham Nash.
Due dischi che hanno avuto un buon riscontro di critica e pubblico e che hanno spinto questi coraggiosi mecenati a credere ancor di più nel loro progetto. Dopo questi primi due progetti, nell’autunno 2011 Route 61 Music ha chiesto l’attenzione della stampa e del pubblico presentando il nuovo sito, rafforzando lo staff dell’etichetta e soprattutto mettendo l’accento su nuove pubblicazioni. A cominciare da Among the streams dei Mardi Gras (nella foto d'apertura di ques'articolo), una formazione italiana che potrebbe vivere tranquillamente in Irlanda e che al suo esordio ospita Liam O'Maonlai dagli Hothouse Flowers o Live for the working class di Daniele Tenca, ottimo bluesman italiano che incontra il rock‘n’roll. Pregevoli anche i lavori di Donald & Jen Macneill with Lowlands ‘Fathers and sons’, padre e figlia scozzesi che con una band pavese, i Lowlands, creano uno dei più suggestivi
album folk registrati dalle nostre latitudini negli ultimi anni, per arrivare a Marco Conidi - qui nella foto - con ‘Cinque anni’ (demos, outtakes, live, takes alternative dal 1993 al 1997), uno dei cantautori italiani che da sempre ha meglio interpretato i sogni americani. Pubblicazioni queste che si aggiungono agli altri titoli del catalogo già usciti: i due volumi di For You , l’esordio di Lucarelli e l’elegante disco di cover New Move di Joe Slomp tra jazz, pop e soul.
È suggestiva la dichiarazione d’intenti che esprimono i creatori di questa etichetta nel loro sito: ‘questo siamo noi, e ci raccontiamo attraverso gli artisti che abbiamo scelto per la nostra etichetta. Altri ne verranno se ci sosterrete nel nostro impegno, nel nostro lavoro e nel nostro amore genuino per la musica. Comprate i dischi perché sono fatti bene, prima di copiarne uno per un amico riflettete sul lavoro e sulla vita dei musicisti che ci sono dietro, e magari regalate una copia originale’.
La scelta di dar vita ad un’etichetta di questi tempi è un autentico atto d’amore per la musica, un’iniziativa che solo per l’alto profilo con cui viene posta in atto andrebbe premiata con un riconoscimento.
Molte anche le iniziative che vedranno la luce nel corso di questo 2012, tra cui la preparazione di un tributo a Crosby, Stills, Nash & Young (gruppo-manifesto della west coast d’oltreoceano) che coinvolgerà artisti italiani e americani di prestigio. In definitiva Route 61 Music è un progetto italiano veramente ammirevole, da sponsorizzare senza remore a tutti gli appassionati di musica (e ne esistono ancora, ne siamo certi) e da promuovere in tutte le sue forme perché si tratta di prodotti artistici veramente riusciti. Cercate questi album (nel loro sito si possono anche acquistare) diffondete il verbo di questa piccola etichetta come carbonari, tra amici e appassionati.
Fatelo, facciamolo per questi piccoli grandi ‘sognatori’ che hanno investito sull’unica cosa che non fa diventare ricchi (quasi mai) chi la produce, ma arricchisce (quasi sempre) chi ne beneficia. Lo dicevamo all’inizio: in un momento in un cui la crisi affligge il nostro sistema globale in termini di rapporti, di clima, di etica sociale, di prospettive - e chi più ne ha più ne metta -, ognuno di noi ha la possibilità di ampliare il proprio bagaglio interiore, di arricchirlo appunto. E la musica può aiutare. Almeno su questo il pianeta sarà d’accordo…
Giampiero Cappellaro
www.route61music.com