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61° Festival della Canzone Italiana

Vecchioni conquista l'Ariston

Il Professore vince, la "squadra" meno

Stop. È finita. Anche quest’anno la kermesse sanremese chiude i battenti e tra le tante cose che verranno ricordate (non per questo tutte positive) a noi piace evidenziare la vittoria di un cantautore storico, la sua volontà di non piegarsi e chiudersi nei salotti d’autore che molti suoi colleghi si sono cuciti addosso. Vecchioni si è messo in gioco, la canzone portata in gara non è forse una delle sue più belle ma tanto è bastato per farlo amare dalla gente e dalla critica. Avremo tempo per ritornare sulle vicende strettamente connesse ai cinque giorni sanremesi, ma questo è il tempo di plaudire il Professore.

Qui di seguito la cronaca di Ambrosia sull'ultima serata. 

SERATA FINALE - Sabato 19 febbraio 

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

 http://www.lisolachenoncera.it/news/la-canzone-dautore-e-libera-2/

 

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QUARTA SERATA - Venerdì 18 febbraio 

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

 http://www.lisolachenoncera.it/news/conti-musicali/

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TERZA SERATA - Giovedì 17 febbraio 

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

http://www.lisolachenoncera.it/news/misura-vs-retorica-e-zero-rivoluzioni/

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SECONDA SERATA - Mercoledì 16 febbraio

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

http://www.lisolachenoncera.it/news/manifesta-superiorita/

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 PRIMA SERATA - Martedì 15 febbraio

Leggi l'articolo sulla prima serata di Roberta Maiorano http://www.lisolachenoncera.it/news/scende-la-pioggia-ma-che-fa/

 

La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

 http://www.lisolachenoncera.it/news/la-musica-come-tele-comanda-sanremo/

 

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Partiti. È scattata la settimana sanremese e nei prossimi giorni, volenti o nolenti, anche il nostro Silvio nazionale e Ilda "la rossa" dovranno rassegnarsi: al centro dei pensieri degli italiani ci saranno soprattutto le canzoni del Festival.

Anzi, stop. Rettifico.

Ci sarà tutto e il contrario di tutto, discussioni inutili su come si sono presentate Belen e la Canalis, con quali strane performance ci stupiranno Luca e Paolo (a onor del vero la gag su Berlusconi e Fini non era niente male….) o ancora se Morandi saprà tenere a bada i giornalisti (di gossip) che chiederanno se questa “squadra” è davvero unita o se, come metteva in luce uno spot birichino i quattro quinti del team chiudevano in camerino il loro capitano. Insomma, a vedere la prima serata l’idea è quella che anche quest’anno si perderà una grossa occasione. Negli anni non siamo mai stati troppo teneri con la kermesse sanremese, anche se ogni volta cercavamo di individuare dei cambiamenti, nel regolamento o nei concorrenti, che potessero darci un segnale di come la Rai (ma io aggiungerei la discografia tutta) volesse avvicinarsi al Paese reale, almeno a quello musicale.

Se prendiamo solo gli ultimi anni, sul palco dell’Ariston abbiamo visto (in gara) nomi che stimiamo e di cui parliamo spesso e volentieri da queste pagine: Nada, Afterhours, Eugenio Bennato, Cristicchi, Milva, Silvestri, Frankie Hi-Nrg, Cammariere, Max Gazzè, I Nomadi, Carlo Fava, senza contare la valanga di ospiti “autorevoli” che si sono esibiti durante i vari duetti (Pino Daniele, Zucchero, Lino Patruno Jazz Band, Cocciante, Lelio Luttazzi, Gino Paoli, Ambrogio Sparagna, Lucio Dalla…). Perché fare i bigotti e non ammettere che questi nomi sono ben lontani dalle fangose edizioni di soli cinque o sei anni fa e che in ambito italiano è raro vedere nella stessa serata ospiti di questo spessore? Il problema piuttosto è capire come sfruttarli al meglio visto che hanno dato la loro disponibilità. E qui ci stiamo riferendo ad artisti che gareggiano o che appoggiano con la loro presenza un altro “collega”, lasciando da parte il capitolo Ospiti, perché allora l’elenco e la qualità artistica si alzerebbe ulteriormente.

E guardando l’elenco degli artisti in gara anche per questa edizione 2011 qualche altro tassello siamo pronti a gustarcelo. Roberto Vecchioni, Franco Battiato e Luca Madonia, Fausto Mesolella che accompagna al piano Tricarico, Davide Van De Sfroos, Mauro Ermanno Giovanardi alias La Crus, sono tutti nomi che L’Isola segue da anni con forte interesse e, ne siamo certi, porteranno un valore aggiunto al festival. Fermo restando il giudizio ancora troppo acerbo sulle canzoni, quello che invece stupisce è l’assoluta mancanza di novità nella gestione dello spettacolo nel suo insieme. Qui nessuno pensa di dare un taglio giovanilistico alla conduzione, non è un problema di età ma di capacità di tenere in pugno la serata (il confronto tra Bonolis e Morandi, per esempio, è impietoso). Il fatto è che il continuo stucchevole rimbalzo di complimenti, di piaggerie, di finta meraviglia, di falsi richiami a Luca e Paolo ammonendoli di fare i “bravi” (e loro, avendo letto i Promessi Sposi, quello dovrebbero fare...) insomma lo spazio che intercorre tra una canzone e l’altra deve assolutamente essere ripensato. Mentre sulle canzoni ho già detto che darne un giudizio dopo solo un ascolto sarebbe un azzardo, per il trio Morandi/Belen/Canalis la bocciatura è totale. Questa critica è però rivolta agli autori (certo che se si chiama Federico Moccia nel 2011…) più che agli “esecutori”.

Lo scatto in avanti (senza spingere troppo, per carità) prodotto nella scelta del cast dei big è stato fatto e anche nei giovani ci sono almeno tre o quattro proposte valide, ma è sul versante intrattenimento che si è rimasti fermi, immobili. Non siamo certo noi avvezzi a dare consigli su come si costruisce una prima serata televisiva nazional-popolare, ma se tale deve essere, che lo spettacolo sia innovativo anche nei minimi dettagli e in tutta la filiera della scaletta (entrate, uscite, presentazione, scambio di battute, esibizione, lettura degli autori dei brani, direzione d’orchestra, eccetera). Gli artisti stanno in parte cambiando, ma il contorno è fermo o quasi agli anni Cinquanta. Con tutti gli autori di cui può disporre la Rai, la “squadra” - in questo caso il termine è appropriato – deve essere quella degli autori, che dovrebbero inventarsi qualcosa di nuovo rispetto alla formula attuale. Sanremo non sarà mai un festival di parte, non potrà (e forse è giusto così) accontentare solo una fascia di spettatori, ma proprio per questo deve uscire da uno schema vecchio che ormai ha stancato, quello sì, tutte le fasce di spettatori e anche quel segnale di cambiamento espresso nel cast rischia di essere risucchiato in un vecchio adagio, quel tipico “è il solito Sanremo…”.

Come l’anno scorso, L’Isola seguirà il festival e ve ne darà conto quotidianamente.

Lo faremo con due “inviate”: Roberta Maiorano che sarà direttamente in riviera e Ambrosia J.S. Imbornone dal suo soggiorno casalingo in terra pugliese. Roberta con taccuino, registratore e tacchi comodi per muoversi velocemente da un artista all’altro, Ambrosia con il suo telecomando fisso su Rai 1 e la mente mobile pronta a darci un giudizio tipo del fruitore televisivo.

Domenica tireremo le somme di questa nuova avventura festivaliera e poi, forse, si spera, gli italiani metteranno lo stesso interesse verso le vicende del Silvio nazionale e di Ilda la rossa.

Francesco Paracchini

 

La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

http://www.lisolachenoncera.it/admin/rivista/news/1380/

 

 

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone

 

QUARTA SERATA - Venerdì 17 febbraio

Vince Raphael Gualazzi e si archivia la categoria Giovani, in atetsa che questa sera si sciolga il dubbio su Vecchioni vincitore annunciato (oggi) o i Modà-Emma vincitori annunciati (fino a ieri)

Avremo modo di tornare sull'argomento "giovani", perchè come diceva già la nostra inviata Ambrosia si continua a perseverare con proposte che sono lontane anni luce dalla realtà musicale della nostra penisola. Certo, vince un grande artista che certamente avrà modo di staccarsi subito dal mondo sanremese, ma rimane forte la sensazione che sul versante "emergenti" il lavoro da fare è ancora molto.

Godiamo l'ultima serata e leggiamo il resoconto di ieri sera con il nostro articolo qui di seguito.

 

 

 

 

QUARTA  SERATA - Venerdì 18 febbraio

Vince Gualazzi, ma sull'argomento "giovani avremo modo di tornarci sopra, visto che come diceva già la nostra inviata Ambrosia, è anacronistico continuare a proporre oltre la metà degli artisti di questa categoria totalmente avulsi dal mondo musicale reale. Approfondiremo con calma nei prossimi giorni, intanto seguiamo l'ultima serata nell'attesa di capire se la vittoria sarà di Vecchioni (favorito da oggi) o dei Modà-Emma (favoriti fino a ieri).

L'ultima serata speriamo ci consegni un Morandi lucido e non preso da infantili siparietti pruriginosi. Spazio ora alla cronaca di ieri sera con l'articolo qui di seguito

 

"La musica come telecomanda Sanremo"

di Ambrosia J.S. Imbornone


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2 commenti

signoragilda { 16/02/2011 )

Tutto vero. Ormai Sanremo non ha più senso di esistere. Tranne poche eccezioni, le canzoni sono per la maggioranza brutte e insulse. E poi non capisco perchè ci debbano essere due categorie, big e giovani. Non potrebbe esserci un'unica gara, come si faceva in passato, dato che spesso i giovani si presentano con canzoni decisamente superiori rispetto ai cosidetti "big"? E poi quest'anno, mi riferisco ora allo spettacolo in sè, credo si sia raggiunto il fondo. Non solo per la presenza di due ragazze che artisticamente non hanno niente (e infatti non sono state chiamate per quello), e tra l'altro, diciamola tutta, note per la loro volgarità (nonostante i finti moralismi della prima rete televisiva) ma anche per un continuo carattere noioso che ormai riveste il tessuto del Festival. Sanremo annoia. E soprattutto, quella che ascoltiamo (ripeto, facendo le dovute eccezioni) non è musica. Fin quando vedremo salire finti cantanti che si spacciano per tali, ci sarà poco da sperare...

signoragilda { 16/02/2011 )

Comunque sono bravissimi i La Cruz!


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