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Speciale Parola Cantata

I report della tre giorni sulla musica d'autore

Tre giorni di incontri, letture, presentazioni, pioggia, sorrisi, set acustici creati ad hoc, cantautori e scrittori messi uno a fianco all’altro e poi musica, tanta musica da far smettere di piovere.

Si è chiusa domenica 19 giugno la 2ª edizione di Parola Cantata, la kermesse estiva fortemente voluta da Mauro Ermanno Giovanardi e che ha trovato nel Comune di Brugherio (soprattutto nella persona dell’Assessore Enzo Recalcati) il luogo ideale per chiamare a raccolta amici-colleghi di vecchia data e nuove leve che nel mondo della canzone d’autore si muovono ormai da qualche anno.

Il programma è stato fitto, con tre giorni in giusto equilibrio tra parola letta, discussa, vissuta, condivisa e, appunto, cantata.

L’Isola ha seguito passo passo ogni evento e con questo Speciale cercheremo di darvi conto di ogni appuntamento: ogni momento ha avuto il sapore di qualcosa di unico, di una performance che probabilmente potrebbe non ricrearsi a comando in una manifestazione qualsiasi.

Ognuno dei tre giorni era caratterizzato da un tema dominante, intorno a cui Joe e i suoi più stretti collaboratori hanno costruito il programma. Non tutte rose e fiori, no di certo, visto le difficoltà operative (leggasi tagli di budget man mano che ci si avvicinava a metà giugno…), ma dobbiamo dar atto al Comune e a Giovanardi di aver trovato la quadratura del cerchio e aver messo in piedi un cartellone degno di essere vissuto in ognuno degli eventi programmati.

Cominceremo il nostro Speciale con la giornata di Venerdì 17 giugno, chiamata “Il Venerdì di Venere”, tutta rivolta all’universo femminile, scandagliato e proposto con varie sfaccettature - dalla presentazione di un progetto intrigante come quello di Michele Monica; alla presentazione della nuova edizione dell’unico concorso riservato soltanto a cantautrici, il premio “Bianca d’Aponte”. E poi il racconto della serata vera e propria con cinque artiste a dividersi il palco: Susanna Parigi, Patrizia Laquidara, Nathalie, Cristina Donà e Paola Turci.

La seconda giornata, quella di Sabato 18 giugno, portava il titolo di “Il Sabato di Saturno”, tutta incentrata su performance e ospiti maschili, contraltare alla giornata precedente. Vi racconteremo del piacevole pranzo-chiacchierata con Franco Battiato, dei curiosi incontri pomeridiani curati da Niccolò Agliardi, Giordano Casiraghi ed Enzo Gentile, che hanno messo intorno ad un divano e a un pubblico attentissimo le voci e le esperienze musicali di Luca Madonia, Manuel Agnelli e Brunori Sas, o ancora la presentazione del progetto di Marco Ferradini sul grande (e troppo spesso dimenticato) Herbert Pagani, arrivando all grande tocco grafico di Matteo Guarnaccia e del suo nuovo libro su Bob Dylan. Splendido. E anche qui spazio allo spettacolo serale, con molti degli artisti già citati a cui si sono aggiunti gli Amor Fou, Giovanardi e altri ancora.

Terzo giorno, Domenica 19 Giugno, che chiude il trittico e si porta il grembo il nome de “La Domenica del Villaggio”, a simboleggiare un modo aperto e variegato di coinvolgere la città senza però aver un tema preciso su cui concentrare ogni evento. Anche per la domenica, Tiziana Cera Rosco coordina il pranzo con un ospite, a parlare e bere come si può fare con gli amici più intimi. E dopo Franco Battiato nella giornata di ieri, è la volta di Enrico Ruggeri, che si è confermato quel simpatico intrattenitore che tutti conosciamo. Nel pomeriggio grande parata di nomi eccellenti, a cominciare da Massimo Cotto, che ha presentato il suo nuovo libro sul  rock  (e non solo….),  a Giancarlo Onorato ed Enrico de Angelis che hanno raccontato e ricordato Piero Ciampi.

E ovviamente vi daremo conto (con l'aiuto di una suggestiva gallery fotografica curata da Valeria Napolitano e Ottavio Tonti) della Finale dell’8ª Edizione de L’Artista che non c’era, vinta da Zibba in una serata densa di emozioni ed ospiti, tra cui spiccano i Perturbazione (padrini della serata), Patrizia Cirulli che ha creato un ponte ideale tra “Parola cantata” e “L’Isola” interpretando Forse il cuore, una poesia di Salvatore Quasimodo (più parola cantata di così…), fino ad Alessia D’Andrea, la brava cantautrice calabrese che ormai è più conosciuta all’estero che in Italia. E proprio Alessia D’Andrea è stata chiamata a suggellare questa serata, perché subito dopo l’esibizione dei 6 finalisti, Francesco Paracchini, direttore de L’Isola, ha lanciato una nuova proposta: quella di un nuovo concorso, parallelo a L’Artista che non c’era,  dedicato a chi canta e si esprime in una lingua diversa da quella italiana. Termini e dettagli sono ancora in fase di definizione, ma l’idea è chiara e vincente: mettere in rete e dare voce a chi risiede in Italia e vuole esprimersi, magari puntando a mercati esteri, in inglese, francese, spagnolo, africano, russo….. Non sarà un concorso aperto solo agli italiani, ma anche alle migliaia e migliaia di persone/artisti che sono in Italia per studio o per lavoro e che pur avendo talento musicale non possono mai, o quasi mai, partecipare ad un concorso.

L’Isola però non sarà sola in questa avventura che già sta ricevendo forti consensi, Sarà infatti affiancata dalla Renilin Produzioni di Antonio Notaro, piccola etichetta calabrese e produttrice proprio di Alessia D’Andrea, che grazie alla sua esperienza già maturata nei mercati esteri garantirà fin da ora una forte promozione extra-nazionale alle proposte che arriveranno in finale. Una nuova sfida quindi, che si affianca al lavoro che da oltre dodici anni L’Isola svolge per la musica italiana. Ora un nuovo passo in avanti, una vetrina in cui far convogliare la voglia di estero per artisti italiani o per quelli che “momentaneamente” sono residenti sul nostro territorio ma nati in altre nazioni. Un modo concreto per dar seguito ad una piccola ma sincera verità che tutti dovremmo avere nel cuore: “Qui in Italia nessuno è straniero”. Nella vita di tutti i giorni molte sarebbero le occasioni per dimostrarlo… L’Isola avrà l'occasione di metterlo in pratica (almeno) nella musica.

 


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