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Il brano, su testo di D'Annunzio, è girato al Vittoriale, la casa museo del poeta. Un brano e un album che trasformano parole poetiche in "canzone"

Stringiti a me è il nuovo video di Patrizia Cirulli

Nel video le stanze, gli oggetti i ricordi del "Vate"

È da poco uscito Stringiti a me, il nuovo video di Patrizia Cirulli tratto da ‘Mille baci’, fortunato album uscito per Egea Music e che contiene testi di grandi poeti musicati in forma canzone dalla cantautrice milanese. Un lavoro che ha visto Patrizia confrontarsi con i testi, tra gli altri, di Pessoa, Baudelaire, Quasimodo, Frida Kahlo, Garcia Lorca, Eduardo De Filippo, Oscar Wilde, Trilussa, Alda Merini, fino al poeta romano Catullo vissuto duemila anni fa, che con la sua celebre poesia ‘Viviamo, mia Lesbia’ ha dato lo spunto per il titolo. E tra questi grandi nomi non poteva mancare anche Gabriele D’Annunzio, uno dei poeti più importanti e conosciuti non solo in ambito italiano (qui in una sua foto storica di repertorio), di cui la Cirulli musica ben due testi, ‘Aprile’ e appunto ‘Stringiti a me’.
Ma oggi l’attenzione vogliamo puntarla su quest’ultimo, trasformato in brano profondo e intenso ma capace di arrivare al pubblico con una leggerezza che non è sbagliato definire “pop”(olare) nella sua accezione più vera e fruibile. Un effetto che si ripercuote in tutto il disco, in cui a far da contraltare a testi così immortali la Cirulli è riuscita a creare musiche capaci di avvolgerti con melodie e armonie straordinarie, a cui si aggiungono gli arrangiamenti, azzeccatissimi, di
Lele Battista, (qui a fianco nella foto), uno dei più talentuosi musicisti-produttori della scena milanese.
Ma tornando a Stringiti a me, la scelta di una location per girare il video non è stata casuale e per questo brano si sono aperte le porte del Vittoriale degli Italiani, luogo simbolo del poeta abruzzese, incastonato tra le verdi colline di Gardone Riviera (BS).

                                          Vedi il video Stringiti a me 

Ascoltare le coinvolgenti parole della poesia ‘Stringiti a me’ trasformata in canzone mentre vengono ripresi i piccoli oggetti di casa D’Annunzio, gli arredi, la sua scrivania, le sue stanze, non è cosa usuale e un plauso va certamente a Patrizia per essere riuscita a far passare l’idea che un brano così bello meritava uno scenario reale, concreto, come solo la Prioria - la sua casa museo - poteva offrire (cogliamo l’occasione per ricordare il grande lavoro svolto da Giordano Bruno Guerri, che da ormai un decennio è presidente della Fondazione che cura la valorizzazione di questo luogo e del Vittoriale nel suo complesso).
Il video, girato da Ottavio Tonti, riprende ovviamente solo una piccola parte di questa villa che contiene oltre 30.000 libri e 10.000 oggetti, un luogo magico per il poeta, che quando agli inizi degli anni Venti arrivò sulle sponde del Garda era convinto di rimanerci solo pochi mesi, giusto il tempo per finire il suo “Notturno”. La storia come sappiamo è andata diversamente e pian piano D’Annunzio s’innamorò di questa terra e di questa villa (appartenuta ad uno studioso e critico d’arte tedesco Henri Thode), trasformando questo luogo a sua immagine e somiglianza, rimanendoci fino alla sua morte, settantacinquenne, che arrivò il 1° marzo del 1938.
Ma tornando a Patrizia Cirulli (qui a sinistra in una foto di Renzo Chiesa) e al suo lavoro ‘Mille Baci’, questa “canzone” che nasce dal testo di D’Annunzio è certamente una delle più suggestive, anche se ogni singolo testo musicato nasconde un mondo, simbolico e affascinante che permette di fruire della “poesia” in maniera nuova, coinvolgente, moderna. Ma soprattutto, un album come questo ha il pregio e la forza di portare contenuti di spessore usando un linguaggio comprensibile a tutti, quello della musica. Poesie che diventano canzoni e che aiutano la poesia stessa ad entrare nella vita delle persone in maniera più leggera, diretta, in una parola veicolando bellezza. È solo il modo di averle musicate che è “leggero”, perché il testo è sempre lì, che ti inchioda, che ti invita a riflettere con una struttura musicale che aiuta a goderne meglio il fascino delle parole.

‘Mille Baci’ è tutto questo, un binomio vincente che merita di essere conosciuto e divulgato.Non a caso l’album è stato premiato a Carrara l’estate scorsa al Premio Lunezia (dove Patrizia ha portato la sua versione di Deseo, brano nato dal testo di Garcia Lorca, interpretato con l’attore Sergio Muniz – guarda il video -) ed è stato finalista all’ultimo Premio Tenco, oltre ad essere stato segnalato nel Festival Internazionale della Poesia di Genova, ospitando Patrizia in una performance live al Palazzo Ducale di Genova.
Nell’album sono presenti alcuni fra i migliori musicisti del panorama italiano come Tony Canto, Massimo Germini, Davide Ferrario, Luigi Schiavone, Giordano Colombo e degli ospiti che hanno duettato con Patrizia Cirulli, dal già citato Sergio Muñiz, Lele Battista, Andrea Di Cesare e anche al compianto Fausto Mesolella, scomparso a fine marzo 2017, un artista, quest’ultimo, con cui Patrizia ha collaborato spesso sia in studio che nei live. In questo senso ricordiamo il suo primo album ‘Qualcosa che vale’, remake battistiano di ‘E già’, che la Cirulli nel 2012 stravolge completamente utilizzando 14 chitarristi per dare nuova vita ad un album che nasce elettronico (nel 1982, con testi di Velezia, acronimo della moglie di Lucio) e che invece qui esalta il mondo della sei corde in tutte le sue variabili e potenzialità. 
E tra i chitarristi che Patrizia ha voluto al suo fianco non poteva non esserci anche Fausto, che con un tocco unico e riconoscibilissimo ha dato il suo marchio di fabbrica sul brano Non sei più solo (guarda il video della loro esibizione live all’Auditorium Parco della Musica di Roma).

In Mille Baci, Fausto Mesolella è presente concretamente nell’album anche come autore, visto che “l’unico poeta non famoso” è proprio lui. Infatti, a fianco dei nomi citati in apertura, Patrizia Cirulli ha voluto musicare ‘Dormo’, una poesia racchiusa in un libretto che Fausto le aveva regalato molti anni prima quando vinse il Premio della Critica al Bianca d’Aponte, il contest dedicato alle cantautrici di cui Mesolella era direttore artistico. Ma questo solo per ricordare che Mesolella ha scritto molte canzoni, sia testo che musica, e amava profondamente la poesia, fino a produrre un album, bellissimo, con Stefano Benni dal titolo ‘Canto Stefano’.
‘Mille Baci’ è uscito circa un anno fa e aver inserito un suo testo su un album dedicato ai grandi nomi della poesia mondiale ha un sapore malinconico e struggente, un omaggio che voleva essere solo un ringraziamento di Patrizia verso un musicista che tanto aveva segnato la sua crescita, soprattutto nei live e che oggi acquista un valore artistico che ‘involontariamente’ affianca Fausto Mesolella al gotha della poesia mondiale. L’album è di per sé bellissimo, ma la perla di
Dormo lo rende davvero speciale. E non solo per Patrizia.

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http://www.patriziacirulli.com/

https://www.facebook.com/patrizia-cirulli-61967007544/

 

‘Mille Baci’ su Amazon
https://www.amazon.it/Mille-Baci-Patrizia-Cirulli/dp/B019QOD0GG/ref=sr_1_3?s=music&ie=UTF8&qid=1453666478&sr=1-3&keywords=Baci

‘Mille Baci’ su iTunes
https://itunes.apple.com/it/album/mille-baci/id1058475859

 

 

 

‘Qualcosa che vale’ su iTunes
https://itunes.apple.com/it/album/qualcosa-che-vale/id582386514

 



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