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Il Peso del Corpo

10/20

E’ il 2010, e a Bergamo si incontrano Andrea Arnoldi e Adele H. Decidono che è il caso di fare qualcosa insieme, e da questo caso nasce un EP, molto low-fi, di 8 canzoni. Scelgono, per loro e per questo primo pargolo, un nome curioso: Il peso del corpo. Nel frattempo in Italia esordisce gente di un certo spessore come Alessandro Fiori, Colapesce, il Pan del Diavolo, Iosonouncane. Insomma, dura giocarsela con questi. Sarà per questo (ma forse no) che quell’EP resta confinato al ristretto giro degli aficionados. Un giro che però anno dopo anno, cresce, pur rimanendo, i nostri, un segreto abbastanza nascosto nonostante l’esibizione in festival e locali di indubbio livello. Se ci soffermiamo su quell’acerbo esordio (un po’ Babalot, un po’ Bugo) è perché il nuovissimo 10/20 è un progetto collettivo che si collega direttamente proprio a quel primo vagito.

Non che nel frattempo il Peso del Corpo sia rimasto inerme, tutt’altro: infatti esso, come ci insegnano dietologi e fisici, cambia nel tempo e nello spazio. E’ così che i nostri inquieti amici bergamaschi hanno attraversato il decennio in costante mutamento, erosi dal genesiano river of constant change. Gente che esce (Adele H segue altre vie), gente che entra (Leonardo Gatti, dal 2015 coautore delle musiche), in una formazione sempre cangiante che ruota sostanzialmente attorno alla voce e alle canzoni di Andrea Airoldi. Ma sono anni che portano in dote anche notevoli cambi di musica, passando da “Le cose vanno usate, le persone vanno amate” (2014) in cui trovano spazio un trio d’archi e una sezione di fiati, oltre a strumenti etnici e tardo-medievali, per arrivare al recente “Metamorfosi” (2019) con il quale Il Peso del Corpo si proietta in un punto fuori da ogni moda, in cui le epoche (e i loro suoni, le loro estetiche), si sciolgono e si attraversano.

Ma riprendiamo il filo del discorso, primi che diventi la corda dell’impiccato. Dicevamo che 10/20 si riallaccia a quell’esordio omonimo. Come? Bene, Il Peso del Corpo ha pensato che questi 10 anni debbano essere festeggiati come si deve, chiamando in causa amici e sodali della scena bergamasca e non solo, a rendere omaggio a quegli 8 primigeni pezzi, affidandoli liberamente (ed esclusivamente) alla loro sensibilità. Insomma, una sorta di autotributo demandato ad altri, potreste pensare arricciando il naso di fronte a tanta supponenza. Chi si credono di essere? Alessandro Fiori, Colapesce, il Pan del Diavolo, Iosonouncane?

No, amici, per favore, ripianate il vostro naso, perché c’è una cosa che ancora non vi ho detto: Il Peso del Corpo è un gruppo della Madonna, che scrive delle robe di una bellezza disarmante, quasi commovente a pensarlo in giro in questi tempi così poco gratificanti per queste storie, queste orchestrazioni, queste visioni musicali. 10/20 è qui non solo per ricordare, o per omaggiare un gruppo coraggioso come pochi, ma anche per rendere giustizia a quei pezzi incisi praticamente in una stanza, alla buona la prima, e vedere come stanno vestiti a festa, affidati alle cure di 8 sarti diversi, ognuno con il proprio tocco, il proprio taglio, i propri colori.

Il risultato è davvero sorprendente, a partire dall’iniziale Filastrocca magnificamente tirata a lucido dalla suadente voce di Asteria che la trasforma in un classico contemporaneo. Si prosegue con il raga-rock di Cara Carolina dei Combo Grizzly, l’elettronica e monodica Rettilario rivista da Joud, Il fiore dove i Moostroo ci riportano ai tempi in cui Ferretti ci assicurava che stava disciplinato in quest’acida alleanza. E così via con gli altri Re Magi che portano doni a quel bambinello che nel frattempo è un po’ cresciuto e il prossimo anno farà le medie. Ecco arrivare i Sakee Sed con la beffarda La tua amica preferita, e poi Montmasson che reca in braccio la bellissima Il disordine che lasci.

Chi manca? Ah sì, la claustrofobica Padrefiglio di Peoplefromthemountains che poco a poco trasporta il canto salmodico in zona Sigur Ros, e la finale Valore d’acquisto (il pezzo più babalottiano) che vede all’opera Sara Zonato & Loris Guastella.

Di caso abbiamo parlato all’inizio, ma si sa che Caso è il nome che prende a volte il Destino quando viaggia in incognito, sicché sappiate che Il Peso del Corpo come il Philp K.Dick de “La svastica sul sole” ha collegato queste otto canzoni agli otto trigrammi che formano, combinandosi tra loro, i 64 esagrammi degli iching (se siete appassionati di queste cose, sui loro social li trovate tutti con le spiegazioni dei collegamenti).

Insomma, avete capito che 10/20 è un ottimo modo per cominciare a sentire anche noi Il Peso del Corpo, ma poi fate i bravi e andate a riscoprire i loro album autografi (“Metamorfosi”, per esempio, è un piccolo capolavoro).

Nel frattempo Il peso del Corpo è già oltre: potete vedere su YouTube il video del loro recentissimo singolo (anch’esso omonimo, tanto per complicarci la vita) e potete imbattervi in loro in qualche live: attualmente sono una funambolica piccola orchestra di sei persone (tanto per complicarsi la vita).

Ah, dimenticavo: 10/20 non esiste. O meglio, al momento non esiste sul piano fisico (ne è prevista a breve una tiratura limitata di sole 100 copie reperibile ai live). E’ quindi un progetto che vive al momento nel flusso dello streaming su diverse piattaforme musicali, pertanto buona caccia. Ne varrà la pena.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Andrea Facheris
  • Anno: 2020
  • Durata: 26:00
  • Etichetta: disponibile sulle maggiori piattaforme streaming

Elenco delle tracce

01. Filastrocca (interpretata da Asteria)
02. Cara Carolina (interpretata dai Combo Grizzly)
03.  Rettilario (interpretata da Joud)
04.  Il fiore (interpretata dai Moostroo)
05.  La tua amica preferita (interpretata dai Sakee Sed)
06.  Padrefiglio (interpretata da Peoplefromthemountains)
07.  Il disordine che lasci (interpretata da Montmasson)
08.  Valore d'acquisto (interpretata da Sara Zonato & Loris Guastella)

Brani migliori

  1. Filastrocca
  2. La tua amica preferita
  3. Il fiore

Musicisti

Asteria, Combo Grizzly, Joud, Moostroo, Sakee Sed, Peoplefromthemountains, Montmasson, Sara Zonato & Loris Guastella