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10-11-12 settembre: Musica da Bere 2020

  L’undicesimo appuntamento con “Musica da Bere” - che anch’essa ha dovuto fare i conti con il Covid19 - sarà una tre giorni, con un’anteprima e due serate finali con ...

Achille Lauro

1990

“L’aforisma deve avere la durezza della pietra
e il tremolio delle foglie.”
(Nicolàs Gòmez Davila)

Il nuovo album di Achille Lauro ha come titolo il suo anno di nascita, 1990, ed è il suo primo progetto come Chief Creative di Elektra Records/Warner Music Italy. Come da suo desiderio, rappresenta un ritorno alla cultura pop anni Novanta, ritenuta fondamentale per la sua crescita, abbracciando e coinvolgendo artisti della storia della dance italiana e mondiale come Alexia, Eiffel 65, Benny Benassi ed esponenti della nuova avanguardia musicale underground quali Ghali, Capo Plaza, Gemitaiz, Massimo Pericolo, ma anche Annalisa, dando vita a collaborazioni inedite di cui alcune davvero originali come in You and me.

E’ una compilation da ascoltare, leggere, guardare… imprescindibile dai libri che Lauro De Marinis, in arte Achille Lauro, ha scritto negli ultimi due anni, 'Sono io Amleto' e '16 marzo. L’ultima notte' (editi entrambi da Rizzoli), dai video delle canzoni, su tutte Scat Men, dai suoi abiti di scena firmati Gucci, di cui alcuni presentati durante l’ultimo Sanremo, dalla bambola “Achille Lauro” realizzata da Mario Paglino e Gianni Grossi di Magia2000 con presenti sul corpo gli stessi suoi tatuaggi, ispirata alle celebri bambole Barbie e Ken, e rappresentativa di una nuova tipologia di essere umano che desidera superare il concetto stesso di “genere” femminile e maschile, potendoli esprimere entrambi ed utilizzando gli stessi stereotipi: i muscoli pettorali e addominali ben costruiti e shorts inguinali su stivali alti, neri, lucidi, con plateau e tacchi a spillo. 

Il disco, in due diverse edizioni, nella version Deluxe presenta le canzoni in FM su frequenze radio dissonanti, con lettura di monologhi che originano da ricordi, visioni e veri e propri aforismi. Si nota una certa attenzione per le date, i numeri e su tutto domina l’impressione che ci sia qualcosa che cova sotto la cenere. Gli anni ‘90 sono raccontati da Achille Lauro attraverso i colori flou del rosa e del fuxia e, appena accennato, del giallo, i lustrini, i glitter e le canzoni dance da lui scelte come tema e/o sottofondo musicale ai suoi testi. Di quel decennio in bilico fra le certezze di un passato vissuto sopra le righe, la “Milano da bere” che se ne andava, e gli anni successivi in cui si inizia a fare i conti con le difficoltà della globalizzazione, c’è solo un debole accenno in quei sogni in cui “Tokyo, Londra, New York” (FM 19.90 – Amore in pillole) sono stazioni di un viaggio che sembra vissuto in linea retta e diretta come si percorresse un’autostrada, a bordo di una Ferrari cabriolet “Ferrari White, Ferrari Green” (Sweet Dreams). Un racconto di quel tempo che è molto personale.

E’ una raccolta che nella grafica di copertina, nei suoni e negli arrangiamenti è vivace ed abbagliante. Le canzoni si presentano orecchiabili e ballabili ma i testi, come spesso accade per il Nostro, lasciano spazio ad un’ampia gamma di sensazioni: sbigottimento, disagio, inquietudine ma anche empatia. Perché lo stile cui Lauro mira è intrigante, eppure è, al contempo, duro e tagliente, sul filo del rasoio come la sua vita, in cui in un modo o nell’altro ha sempre fatto musica. Destabilizza da subito l’ambientazione del tutto irreale di “casa di bambole”, in cui l’artista è assente, lasciando il palcoscenico al suo alter-ego giocattolo. Il libretto del CD su tutti traduce, seppur magari non voluto, il richiamo all’opera di Henrik Ibsen che è inevitabile; ciò che Lauro artista esprime attraverso la sua Musica è l’insopprimibile anelito alla libertà e, se possibile, all’esaltazione della vita. Un personaggio, il suo, apparentemente comune nella sua verità senza compromessi. Un ragazzino che fatica ad accettare le ipocrisie degli adulti e appena trova una via di fuga taglia di netto il cordone ombelicale con i suoi genitori e vive le strade di periferia di una grande città come fosse al supermarket, muovendosi tra i bancali, gli scaffali e le vie prendendo senza pagare “Uscivamo alle 5:00 di mattina/ Dicevamo: “Andiamo a fare la spesa. Voglio un Ferrari bianco.”/ E andavamo nei quartieri di Corso Trieste,/ Viale Libia” (FM 90.91 – 3 Ore a notte), desiderando possedere per essere… E’ tutto vero e subito dopo non lo é più: “Io non voglio finire così” (FM 98.99 – Il Banco degli imputati). La sua periferia non è certo abitata da uomini che  vivono l’età del pane, “consumatori di beni estremamente necessari”, bensì da giovani omologati, in modo inconscio e reale, e caratterizzati da un edonismo consumistico  (Pasolini,  Scritti corsari). Un’adolescenza vissuta in modo spericolato e spregiudicato e un’adultità che sente nella scrittura, nella musica la traduzione della sua forza interiore, la possibilità del suo riscatto e rinascita, perché ciò che sta veramente a cuore a "l'uomo" De Marinis è la sua individualità. Irriverente e sagace, cinico e vanesio “Io avevo sette personalità in un unico carattere” (FM 19.90 – Amore in pillole) … “Tu sai che posso essere chiunque dopo aver banchettato con i diavoli...Ma lo spettacolo non è finito./ Non devo nemmeno sporcarmi le mani/ ci crederesti?/ Devo solo stringerle./ Pensa come sono cambiato”. Cosa lui desideri essere, è un orizzonte aperto, tutto da inventare. Le sue canzoni sembrano più il prodotto del suo inconscio che della parte fredda e razionale “Ora siamo in quell’attesa da acido che precede l’adrenalina dei ricordi./ Tutta l’esistenza che si srotola insieme alla solitudine./ A volte questa zona di agitazione, è come mi piacesse,/ e lo spettacolo deve ancora iniziare.” (FM 92.93 – Dissonanze emotive).

Con “1969” Achille Lauro ha cominciato a tracciare il profilo della sua costellazione che, al di là di etichette e categorie musicali e/o stilistiche, riconosce nel glam rock una delle sue stelle: la trasformazione del rock’n’roll in un rituale, dove i concerti assomigliano sempre più a degli spettacoli, in cui l’eccentricità del look è importante tanto quanto la musica. Una teatralità che passo dopo passo sta diventando sempre più personale, che si porta dietro direttamente dalla strada, in cui quel suo corpo tatuato diventa l’espressione di una stratificazione di modi di essere, di un divenire così come quel suo accento romano, la cifra di quel mondo suburbano, di quell’inquietudine e sofferenza, della sua catarsi d’artista. A esprimere tutto questo su tutte brillano Blu (Da ba dee degli Eiffel 65) e I Wanna Be an Illusion (Illusion di Benny Benassi), due ballate dal sapore dolcemente speziato in cui il colore, protagonista dei testi, associato alla musica dance arrangiata e infiocchettata dai suoni elettronici e analogici  è davvero espressivo, produce una particolare risonanza interiore.

E’ opinione di chi scrive che Achille Lauro possa ormai fare a meno dei “paradossi della comunicazione”, evitare di attirare l’attenzione attraverso provocazioni che è bene che restino tali esprimendo così fino in fondo il loro significato e non prestino il fianco a critiche capziose, perché il suo progetto o meglio la sua personale visione della Musica scopre i propri confini volutamente specchiandosi  nelle idee, intuizioni e nelle opere altrui; dell’Arte Achille Lauro ha una visione corale ed è molto di più di quello che sembra. Parafrasando: Who’ll love Achille Lauro? Il suo pubblico lo amerà di certo, ma  pian piano non solo loro.

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: DIVA, DRD, Gow Tribe & Marnik
  • Anno: 2020
  • Durata: 24:44
  • Etichetta: Elektra Records, Warner Music Italy

Elenco delle tracce

Edizione standard:
01. 1990 (Back to dance)
02. Scat men (feat.Ghali e Gemitaiz)
03. Sweet Dreams (feat. Annalisa)
04. You ans Me (fest. Alexia & Capo Plaza)
05. Summer's Imagine (feat. Massimo Pericolo)
06. Blu (feat. Eiffel 65)
07. J wanna Be an Illusion (feat. Benny Benassi)
Edizione Deluxe:
01. FM 19.90 - Amore in pillole
02. 1990 (Back to Dance)
03. FM 90.91 - 3 ore a notte
04. Scat men (feat. Ghali & Gemitaiz)
05. FM 92.93 - Dissonanza emotiva
06. Sweet Dreams (feat. Annalisa)
07. FM 94.95 - Re della misère
08. You and Me (fest. Alexia & Capo Plaza)
09. FM 96.97 - Ave o Maria
10. Summer's Imagine  (feat. Massimo Pericolo)
11. FM 98.99 - Il banco degli imputati
12. Blu (feat. Eiffel 65)
13. FM 20.00 - Non è Shakespeare
14. J wanna Be an Illusion (feat. Benny Benassi)


 

Brani migliori

  1. 1990 (Back To dance)
  2. You and me
  3. Blu

Musicisti

Alexia, Eiffel 65, Benny Benassi, Ghali, Gemitaiz, Capo Plaza, Massimo Pericolo, Annalisa