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Un’altra Italia, nuovo singolo di ...

L’artista è colui che riesce a esprimere attraverso la sua opera pensieri, emozioni, sentimenti che appartengono a tutti e in cui ognuno può riconoscersi. Una volta c’erano gli intellettuali ...

Donatella Moretti

2020

Immaginate di trovarvi in un museo, uno qualsiasi, l’Italia ne è piena. Si sa che c’è sempre l’opera d’arte di punta ad attirare l’attenzione dei visitatori. Solitamente tutti vi si affollano davanti per ammirarla e fotografarla, creando pure un po’ di caos. Allontanandosi dall’attrazione principale, è possibile però imbattersi in opere meno conosciute ma non per questo meno belle, magari nascoste dietro un angolo o posizionate in uno stretto corridoio. La sorpresa può essere grande nel ritrovarcisi di fronte. Lavorando di fantasia, la stessa situazione può verificarsi quando, al di là delle inconfutabili e indiscusse icone femminili della canzone italiana, si scopre una voce “recondita” di rara bellezza, pura e cristallina, come quella di Donatella Moretti.

L’ascolto della sua Quando vedrete il mio caro amore, scritta da Loredana Ognibene, arrangiata da Ennio Morricone e pubblicata su 45 giri dalla RCA nel 1963, è un colpo al cuore. Una vera perla degli anni Sessanta a capo del concept album Diaro di una sedicenne, inserita, quarant’anni dopo, da Franco Battiato nella colonna sonora del suo primo film Perdutoamor. Nonostante resti il successo più conosciuto della sua carriera, la cantante perugina ha inciso numerosi dischi e partecipato a importanti manifestazioni (Cantagiro, Festival di Sanremo, Canzonissima), oltre a essere conduttrice sia televisiva negli anni Settanta (Senza tanti complimenti, E tu che ne dici?, Plurale femminile) che radiofonica negli anni Ottanta (Mille e una canzone, Carta bianca).

Il suo amore per i cantautori l’ha portata nel 1971 a realizzare con coraggio l’LP Storie di storie, il primo di un’interprete donna a essere composto interamente da brani d’autore inediti firmati da Umberto Bindi, Gino Paoli, Bruno Lauzi, Sergio Endrigo, Giorgio Gaber, Memo Remigi, Tony Cucchiara, Gipo Farassino, Fred Bongusto, Franco Califano, più riletture di Fabrizio De André e Lucio Battisti. Anche il successivo, Conto terzi del ‘73, vedeva la presenza di Roberto Vecchioni, Fausto Amodei, Dino Sarti e del sopracitato Battiato, mentre In prima persona del ‘74 era opera di Fiorenzo Carpi. Per non parlare del successivo periodo dance in collaborazione con Shel Shapiro sotto lo pseudonimo D.M. System Orchestra (in alcuni video la si vede ballare in modo strabiliante cantando Che pazzo sei), oppure dei lavori dedicati alla musica sacra (Gloria, 1995), all’infanzia (Zucchero filato, 2000) e alle laudi medievali (Laudes della speranza e dell’amore, 2001).

Insomma, una parabola artistica ultracinquantennale di tutto rispetto, unica, pregevole e trasversale che non accenna a fermarsi in quanto la Moretti ha da poco pubblicato in gran stile 2020, album – disponibile sia in vinile che in cd – nato grazie all’affetto appassionato di Mirko Mirri, prodotto da Luigi Piergiovanni e masterizzato da Frank Arkwright agli Abbey Road Studios di Londra. Ad aprire l’ascolto è il suo “cavallo di battaglia” accompagnato da altri episodi tratti dal suo repertorio, La legge dell’amore, Ti vedo uscire, Chiaro di luna sul mare e Piano; seguono personali versioni di capolavori come Il nostro concerto, Lontano dagli occhi, La cura e la ripresa di Perché dovrei (Battisti) e La canzone dell’amore perduto (De André). A chiusura c’è la preghiera laica di Terra persa, inedito scritto dalla stessa Donatella insieme a Piergiovanni che si avvale di un raffinato e maestoso arrangiamento orchestrale del M° Luigi De Angelis. Molto curato il booklet interno, impreziosito da un bozzetto di Diego Della Palma, arricchito da brevi note redatte dalla Moretti e da una galleria di foto che la ritraggono insieme ai suoi compagni di viaggio. Ritorno discografico che rappresenta un’occasione necessaria per dire grazie ai tanti estimatori che le sono stati vicini e non l’hanno dimenticata. Perché le canzoni non sono solo suoni, ma frammenti di vita che permettono di ritrovarsi per rendersi conto di non essersi mai lasciati.

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Luigi Piergiovanni
  • Anno: 2020
  • Durata: 48:04
  • Etichetta: Interbeat/Egea

Elenco delle tracce

01. Quando vedrete il mio caro amore
02. Canto alla vita
03. Ti vedo uscire
04. Il nostro concerto
05. Lontano dagli occhi
06. La cura
07. Piano
08. La legge dell’amore
09. Memory
10. Chiaro di luna sul mare
11. Perché dovrei
12. La canzone dell’amore perduto
13. Terra persa

Brani migliori

  1. Quando vedrete il mio caro amore
  2. Il nostro concerto
  3. Terra persa

Musicisti

Luigi Piergiovanni: arrangiamenti (4, 6, 9, 11), suoni addizionali - Antonio Frodella: rifacimenti originali (1, 2, 5, 7, 8, 10, 12) - Luigi De Angelis: arrangiamento orchestrale (13) - Pietro Grazioli: arrangiamento (3)