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Veronica Pompeo

A provincial painter moods

Il pianoforte irrompe con poche note nel buio e nel silenzio. Prosegue incalzante, ripetitivo, quasi ossessivo. La voce di Veronica Pompeo, cantante e compositrice di Matera di formazione lirica ma attratta dalla contaminazione fra i generi, all’inizio è un lamento, poi disegna le parole: “Arte è anima fragile, arte è anima giovane…” Il Preludio accarezza l’anima e smuove le emozioni, la curiosità, la ricerca di sé, in sé e intorno a sé, catturando subito l’ascoltatore. Ti pare di vederla, Veronica: scalza sulla scena, con i capelli neri lunghi, sciolti, gli occhi verdi e un abito rosso. E altrettanto non manca certo di colori, la sua voce.

A Provincial Painter Moods è un EP che contiene sei brevi tracce originali (in tutto meno di venti minuti di ascolto) per pianoforte e voce. È un esperimento, un’esperienza, per meglio dire, di connubio tra le arti che collega il canto al teatro, la musica alla pittura, alla danza e alla fotografia (se sfogliamo anche il libretto che contiene le bellissime immagini di Fabio Perrone). Perché attraverso la musica possiamo “vedere” i colori e le forme, i passi di danza e le drammatiche rappresentazioni in scena.

Si tratta in origine di musica di scena, composta da Domenico Capotorto (che la suona al pianoforte) e dalla stessa Veronica Pompeo (che la canta e la danza) liberamente ispirata alla commedia teatrale A provincial painter di Dacia Maraini. I testi dei brani invece sono della Pompeo, come la voce che accompagna e guida nelle diverse scene, ora sussurrando, ora cantando, ora parlando. L’opera prende vita dal teatro ma, una volta slegata da essa, si regge da sola e diventa un progetto autonomo in cui la Voce, il Pianoforte e gli Effetti elettronici assumono il ruolo di attori protagonisti. Poco importa se non si conosce la storia originale dell’opera teatrale, ciò che davvero funziona in questo disco è la creazione di un “ambiente sonoro” in cui ognuno di noi si può ritrovare ad esplorare i propri stati d’animo nell’attesa della realizzazione di un proprio sogno più o meno segreto, di un desiderio più o meno profondo. Diversi sono proprio gli stati d’animo attraversati nel tempo delle sei tracce in un crescendo di inquietudini e batticuore, sconforto e rivalsa, ansie e tormenti che conducono all’esplosione finale che coincide con la forza della creazione, del colore, della rivincita.

L’urlo liberatorio di Waiting room traccia un percorso umano netto, ormai chiaro e definito. Un balzo avanti verso la libertà dell’espressione, e il riscatto dell’artista che si esprime in una musica più serena e rasserenante nel Finale. Tutto appare più chiaro, la via è tracciata, basta solo andare avanti un passo alla volta, un tasto alla volta, una pennellata, un gesto della mano, un piccolo balzo dopo l’altro, in punta di piedi verso la luce.

“Ci rialzeremo, continueremo a provarci, a ricadere, a rialzarci, a ricadere, sperando…”
(leggiamo nel booklet) ciò che ognuno di noi spera. Che siano sogni d’artista o desideri più comuni, comunque si va, a passo di danza o di corsa contro vento e contro il tempo, oppure lasciandosi guidare dal vento accomodandosi nel proprio tempo. Comunque si va, e questo forse non è che un nuovo inizio: uno splendido, limpido inizio discografico.

Foto di Fabio Perrone


 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Veronica Pompeo
  • Anno: 2018
  • Durata: 17:00
  • Etichetta: Rusty Records /Believe Italia

Elenco delle tracce

01. Preludio
02. L’explication
03. L’ennui
04. Running away
05. Waiting room
06. Finale

Brani migliori

  1. Waiting room
  2. Finale

Musicisti

Domenico Capotorto, pianoforte - Veronica Pompeo, voce