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Alpe Lusentino, Domodossola - 21 agosto 2021 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-priority:99; mso-style-qformat:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5 ...

Stona

Abbiamo perso tutti

Massimo Bertinieri, in arte Stona, è un artista piemontese che sta scalando a due a due i gradini del pop d’autore nostrano, con brani di ottima fattura artistica che riscuotono buoni consensi di critica e pubblico. Il suo nuovo progetto discografico si compone di due EP: il primo, uscito in digitale lo scorso febbraio porta il titolo Abbiamo perso tutti e il secondo, in uscita proprio in questi giorni, che si intitolerà Buona speranza. L’idea è un po’ quella di proporre due stati d’animo contrapposti, l’uno più cupo e riflessivo, figlio del tunnel dal quale stiamo faticosamente uscendo, e l’altro che narrerà una visione più positiva e aperta, una ripartenza insomma, dopo tanto smarrimento, che rimanda all’eterna contrapposizione tenebre/luce, nel solco della scelta artistica dei Coldplay, con il loro recente lavoro “Everyday life”, suddiviso in due parti, Sunrise (alba) e Sunset (tramonto).

 

Ma soffermiamoci per ora sulle tracce del primo EP, e di questo raccontiamo, di questi quattro brani pop crepuscolari, di grande effetto emotivo, dei quali Stona scrive tutti i testi, affidando gli arrangiamenti e la produzione a Guido Guglielminetti, raffinato musicista, storico produttore di Francesco De Gregori, che vanta collaborazioni con tanti big della musica d’autore, fra i quali Lucio Battisti, Ivano Fossati, Loredana Bertè, Lucio Dalla e Mia Martini. L’imprinting sonoro è infatti inconfondibile, così come l’accuratezza delle melodie, che rendono questo lavoro un ponte ideale fra la canzone d’autore e il pop raffinato, con i suoni e le parole in armonico equilibrio.

Con questo nuovo lavoro, Stona fuoriesce dai temi autobiografici attraverso i quali si è raccontato, ed approda ad una visione più riflessiva, focalizzandosi su storie che non parlano direttamente delle sue esperienze o di sé stesso, e lo fa attraverso brani che hanno preso la propria direzione verso il mondo, il sociale, i tempi e le contraddizioni che tutti stiamo attraversando. La copertina infatti non lascia adito a dubbi, esprime il disagio di un uomo in maschera antigas e tuta integrale di protezione. Cos’altro aggiungere?

Qualche riga vogliamo spenderla per inquadrare meglio il lavoro e iniziamo con il brano che dà il titolo all’EP, Abbiamo perso tutti, un pezzo di critica sociale, di denuncia contro gli egoismi, le disuguaglianze, le disarmonie della struttura sociale che ci hanno costruito addosso, perché “abbiamo perso tutti quando non ce ne frega niente/ di chi vive muore o respira a fatica in questa vita/ di chi brucia, di chi è solo, di chi è perso in questo buio/ su questa barca che non so per quanto ancora potrà andare”. Io sono Marco è una riflessione sull’emarginazione, ispirata dalla storia di Franco e Andrea Antonello, divenuti famosi (loro malgrado) ormai 10 anni fa con il loro viaggio in moto attraverso America, Messico e tutto il Sud del continente americano, nel quale Stona trova gli accenti adatti per cantare  un argomento difficile come l’autismo, mentre La strada di casa è una ricerca dei punti cardinali, della sede degli affetti, delle certezze smarrite, delle proprie radici, intese come bussole per non perderci durante il lungo viaggio della vita.

Notevolissimo è poi l’ultimo brano della tracklist, Anime perse, una melodia lenta e struggente, quasi una preghiera per piano, violoncello e voce, che fa da tappeto volante ad un testo introspettivo e delicato, un piccolo gioiello di abilità, ispirazione e talento, perché qui si parla della morte, del distacco inconsolabile, e quanto dolore, quanta pena, quanta solitudine in questi versi che recitano  “guardare nei tuoi occhi e saperti felice/ se solo qui ci fosse un po’ più di luce/ tra i miei momenti peggiori e questa tosse/ noi siamo tutte le anime perse/ di questo mondo/ e ci terremo per mano/ finché non finirà il nostro tempo/ quello che ci hanno dato/ quello che ci hanno concesso”. Carlo Gaudiello al piano, Chiara Di Benedetto al violoncello. Chapeau.

Stona sembra correre verso una definitiva consacrazione più ampia, visto che la critica si è già accorta di lui e lo provano il Premio Nuovo IMAIE nel 2018 grazie al Biella Festival, il FIM AWARDS – Premio P.A.E. miglior artista emergente, sempre nel 2018, poi nell’anno 2019 è fra i vincitori del Varigotti Festival – Premio Canzone d’Autore con il brano Santa pazienza, miglior arrangiamento al Premio Botteghe d’Autore di Albanella, finalista a L’Artista che non c’era, al Premio Donida, al Premio Mario Panseri e all’1MNEXT Concerto 1° Maggio, quindi, nel 2020, finalista al Premio De Andrè, al Premio Bertoli, e nuovamente  all’1MNEXT Concerto 1° Maggio di Roma.

Artista ormai in orbita Club Tenco, ha bisogno soltanto dell’ultima volata. Le basi sono solide e robuste, il prossimo EP, Buona Speranza, potrebbe servire allo scopo. Per la cronaca, la copertina questa volta apre a nuovi scenari, con un "quasi" quadrifoglio che sembra invitarci a completarlo. Un nuovo domani che ognuno di noi può scegliere come disegnare.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Guido Guglielminetti
  • Anno: 2021
  • Durata: 15:11
  • Etichetta: Psr factory

Elenco delle tracce

01. Abbiamo perso tutti
02. Io sono Marco
03. La strada di casa
04. Anime perse

Brani migliori

  1. Abbiamo perso tutti
  2. Anime perse