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Enrico Ruggeri

Alma

Esageriamo. Che poi, quella che stiamo per fare è tutt’altro che un’esagerazione, visto il personaggio di cui a breve andremo a parlare. Esageriamo, quindi. Prendiamo Alessandro Manzoni, rubiamogli una frase immensa di quello che personalmente considero uno dei suoi capolavori, Il cinque maggio, e usiamola per descrivere un artista a tutto tondo. La frase è “Tutto ei provò”, l’artista Enrico Ruggeri. Per chi sta pensando che sì, io stia esagerando, andiamo a leggere giusto una manciata di informazioni riguardanti una delle pietre miliari della musica italiana.

Autore e cantautore, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, undici partecipazioni e due vittorie a Sanremo, senza dimenticare che ama il calcio e ci ha anche giocato (sia come portiere che in mezzo al campo a smistare assist nella nazionale cantanti). Non proprio una persona qualunque, dunque, un poliedro in continua evoluzione, disposto a sperimentare - da solo o accompagnato dai suoi Decibel – sempre nuove sonorità e tematiche, andando a ficcare il naso in temi immortali come il senso della vita, la paura, la domanda onnicomprensiva sul senso delle cose e su cosa, fra queste, resterà di noi. Un percorso lungo il suo (artistico e umano), fatto di grandi cambiamenti, di successi ma anche di momenti più incasinati come solo la vita vera ti mette davanti. E oggi, a sessantadue anni compiuti, Enrico mette in musica tutto questo e, non a caso, il suo ultimo disco si intitola Alma, il cui significato è Anima.

Esiste qualcosa di più profondo dell’anima? No, non credo. Secoli di filosofia hanno visto, “l’un contro l’altro armato”, pensatori di ogni estrazione, i quali hanno dibattuto in tutti i modi possibili e immaginabili su un tema caldo e intangibile come questo. E anche Ruggeri prova a fare un suo bilancio, partendo dal presupposto che un’anima esista e fa di questa convinzione la base sulla quale orchestrare la realizzazione di un disco che lui stesso definisce ‘di rinascita’.

Ma per rinascere, bisogna ricordarsi sempre da dove proveniamo, ed è questo il motivo per il quale il buon Enrico inserisce in questo album tutto ciò che l’ha reso il Rouge nazionale noto a tutti. Lo fa nella scelta delle tematiche, come si diceva sempre profonde, mai scontate né banali. Lo fa anche nel sound, passando dalla ballad con sonorità quasi introspettive ai palesi richiami alle diavolerie elettroniche vissute (anzi, ultimamente anche ri-vissute…) con i Decibel e, non a caso, Silvio Capeccia e Fulvio Muzio - cofondatori con Enrico del gruppo punk rock di fine anni Settanta - hanno gironzolato volentieri all’interno di queste note.

Diciamoci la verità, potremmo star qui a parlarvi di ogni singola traccia, raccontandone il suono, la tematica, eccetera. Ma ha senso, se poi a quelle parole non segue un ascolto? La cosiddetta fruizione liquida di libri e musica permette di avere tutto e subito con un clic, senza doversi mettere in macchina, trovare traffico, fare la coda alle casse. Procuratevi “Alma” (non importa quindi se in forma fisica tradizionale o scaricandolo dal web), ascoltatelo e lasciate che siano le vostre emozioni a convincervi e non le parole che vorrei scrivere per dirvi che siamo di fronte ad un disco che merita. Anche perché il rischio di essere fuorvianti è sempre dietro l’angolo e non è mai scontato ricordare che un disco va ascoltato, più che raccontato.

Solo una cosa. L’intera opera è un cerchio, un cerchio che ci ricorda come sia facile, ciclicamente, piombare e ripiombare. “Alma” è un cerchio perché inizia con l’urlante paura espressa in Come lacrime nella pioggia, la paura dell’ignoto, di essere soltanto di passaggio e della consapevolezza che forse di noi non rimarrà nulla. Da questa paura si scatena un viaggio composto da tutte le undici tracce che culminano in Forma 21, quella che Ruggeri stesso definisce la sua miglior canzone. La forma numero 21 è una delle figure del Tai Chi, di cui Lou Reed, da sempre fonte ispiratrice di Ruggeri, era maestro. Le Parche hanno reciso il filo della vita di Lou proprio mentre alzava le mani e lo sguardo al cielo, sotto gli occhi attoniti della moglie che ha visto rimanere il corpo e svanire l’anima. Dice però lo stesso Enrico che il brano conclusivo dell’album “non è lugubre, è anzi una storia vera, intensa e positiva. È capitato anche a me di vedere morire delle persone e in comune avevano tutte un’ultima espressione di stupore, forse per il luogo a cui si stavano accostando. Il che lascia aperti degli scenari imperscrutabili”.

Quando un uomo smette di aver paura della morte, confidando in quell’oltre che tutti noi temiamo, ha davvero fatto centro.
Alma, Enrico Ruggeri.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Enrico Ruggeri e Lorenzo Cazzaniga
  • Anno: 2019
  • Durata: 44:23
  • Etichetta: Anyway Music – Believe

Elenco delle tracce

01. Come lacrime nella pioggia
02. Il costo della vita
03. Un pallone feat. Ermal Meta
04. Cuori infranti
05. Supereroi
06. Il labirinto
07. L’amore ai tempi del colera
08. Il treno va
09. Il punto di rottura
10. Cime tempestose
11. Forma 21

Brani migliori

  1. Come lacrime nella pioggia
  2. Cime tempestose
  3. Forma 21