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Maria Mazzotta

Amoreamaro

Ascolti, riascolti, di giorno, di notte, cercando ogni volta un suono, una parola, un respiro, un’inflessione che possa portarti lì dove ancora nessuno c’è riuscito. Amoreamaro di Maria Mazzotta è un disco dal potere eccezionale: ascoltandolo ti viene voglia di cantare, ballare, pensare, commuoverti. E ti viene voglia di gridare al mondo intero tutta la bellezza racchiusa dentro, espressa non attraverso chissà quali effetti speciali, ma semplicemente per mezzo di una voce accompagnata da una fisarmonica. La Mazzotta è dotata di un talento indecifrabile e prodigioso, un’anima vocale vera e popolare capace di elevarti e abbassarti, proprio come l’amore che lei canta, sentimento primordiale che ti porta in cielo a volare e un attimo dopo ti getta a terra nel fango. Contrasto che nutre il fuoco, l’ispirazione, la vita e che pervade l’intero album.

Maria è inoltre una ricercatrice curiosa e instancabile, attenta a valorizzare il patrimonio etnomusicale fissato nelle radici, in primis quello appartenente alla sua terra, il Salento. Non a caso il suo viaggio prende il via dall’unione di Vorrei volare con Ballata della presa di coscienza, una sorta di incontro simbolico tra il cantore Uccio Aloisi e Rina Durante, quest’ultima figura intellettuale di spicco della cultura salentina, fondatrice nel 1975 del Canzoniere Grecanico Salentino in cui l’artista leccese ha militato per quindici anni, dal 2000 al 2015. I confini non esistono, i luoghi di approdo possono essere diversi: l’Abruzzo di Scure maje, proposto in una bellissima versione tango; la Sicilia di Rosa canta e cunta dell’iconica Rosa Balistreri; la Sardegna di No potho reposare, riletta con incredibile patos, arrivando persino a monumenti nazionali quali Domenico Modugno (Lu pisci spada) e Gabriella Ferri (Tu nun me piaci più).  

La Mazzotta è anche artefice dei due brani inediti presenti, Nun me lassarecomposto insieme al valente fisarmonicista Bruno Galeone – e Amoreamaro, imponente pizzica tarantata a sfondo sociale (“io cantu pe nu mundu ca è malatu de rabbia, de egoismu è ruvinatu”) caratterizzata dal suono del didgeridoo e dal trascinante crescendo finale invasato di energia. Il canto di Maria è forza, catarsi, miracolo che possiede al tempo stesso la dimensione sacra (mistica ed esoterica) e terrena (passionale e concreta), che non si sa da dove arriva ma si sa cosa va profondamente a toccare.

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In dettaglio

  • Anno: 2020
  • Durata: 43:04
  • Etichetta: Agualoca Records

Elenco delle tracce

01. Vorrei volare/Ballata della presa di coscienza
02. Scura maje
03. Nu me lassare
04. Rosa canta e cunta
05. No potho reposare
06. Tore tore tore
07. Lu pisci spada
08. Beddha ci stai luntanu
09. Amoreamaro
10. Tu nun me piaci più

Brani migliori

  1. Scura maje
  2. No potho reposare
  3. Amoreamaro

Musicisti

Maria Mazzotta: voce, tamburello, chitarra - Bruno Galeone: fisarmonica, pianoforte - Bijan Chemirani: zarb, percussioni (6) - Andrea Presa: didgeridoo (9)