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Bobo Rondelli

Anime Storte

Lo faccio ad ogni nuovo album, andare ad ascoltare la prima e l’ultima traccia. Poco me ne importa dei singoli e di come la casa discografica ha deciso di far uscire i brani; ci sono artisti, fortunatamente ancora molti che, in come organizzano le tracce, nella loro sequenza, dicono già moltissimo sul perché di quell’album. Bobo Rondelli apre questo Anime storte (manifesto, il titolo, già molto esplicativo dell’universo di umanità raccolto del disco) con il brano Soli, e lo chiude con Madre.

Soli. Perché davvero mi volete dire che tutto questo pubblicare, condividere, fotografare, accettare amicizie di persone che non incontrerete mai, e tutte queste reazioni, emoticons, spunte blu, commenti sul nulla, tutto questo vivere costantemente e incessantemente a controllare notifiche…non vi ha fatto, almeno una volta, sentire Soli? Se il primo brano mette in fila tutto ciò che sembra non avere alcun senso di questa vita, pur riempiendo la nostra quotidianità in modo così asfittico da lasciare il posto a poco altro, l’ultima traccia (Madre) in poche frasi ci ricorda cosa invece un senso ce l’ha, «da sempre in te respiro aria», un senso che è davvero forse l’unico possibile al quale aggrapparsi.

Dentro a tutto quello che è racchiuso tra questi due punti fermi, c’è la mano di Andrea Appino che ha stravolto parecchio il mondo musicale di Rondelli, ma sulle atmosfere british e un po’ di elettronica della produzione del leader degli Zen Circus, la voce ruvida dell’artista emiliano-livornese sembra starci bene; non perde nulla della propria capacità evocativa, e continua a raccontarci dell’amore che fa ammalare, di incomprensioni ed irrequietezze forse solo un po’ attenuate per colpa (o merito) dell’età, dei tramonti di Livorno che sembra quasi di starci dentro a camminare. Brano centrale dell’album, e non casualmente secondo singolo pubblicato (qui il video uscito pochi giorni fa) Lo storto, e l’occhio di Rondelli si ferma su una storia qualunque, una di quelle di provincia, una “sbagliata” secondo chi la osserva da fuori con un misto di schifo e pietà, e condanna. E l’autore nel cantarla toglie all’osservazione la critica e appoggia solamente la videocamera sui suoi passi, fino a che non diventano gli ultimi.

Quest’album è come lui, impreciso, intenso, con lo sguardo sempre rivolto verso gli altri, quelli che si portano dietro le proprie storture dell’anima e ci fanno i conti ogni giorno; e il rivolgersi all’altro per raccontarlo, non è solo per pietas umana ma perché ci si sente simili, e allora raccontando di te e dei tuoi passi storti sul lungomare, racconto anche un po' i miei.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Andrea Appino
  • Anno: 2017
  • Durata: 40:55
  • Etichetta: The Cage

Elenco delle tracce

01.   Soli 02.   Ammalarsi 03.   Cartolina di giornata 04.   Prima che 05.   Lo Storto 06.   Dolce imbroglio 07.   Su questo fiume 08.   Sollievo animale 09.   Io ricordo di quando l’amavo 10.   L’angelo 11.   L’Andrea rampante 12.   Madre

Brani migliori

  1. Lo storto
  2. Cartolina di giornata
  3. Su questo fiume

Musicisti

Bobo Rondelli: voce e chitarre  -  Fabio Marchiori: piano e tastiere  -  Valerio Fantozzi: basso  -  Simone Padovani: batteria e percussioni  -  Stive Lunardi: violino  -  Andrea Appino: chitarra elettrica, piano Rhodes, tubular bells, drum machine e synth  -  Bocephus King: chitarra elettrica, chitarra slide -  Francesco Pellegrini: chitarra elettrica in #7