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Phomea

Annie

A distanza di sette anni da un suo primo ep, Phomea torna con Annie, un album d’esordio dal forte sapore ‘artigianale’, laddove con questo termine intendiamo la cura con cui è stato pensato e realizzato (oltre i testi e la musica, suo anche l’artwork del libretto). Un lavoro dove i sentimenti di una mancanza diventano energia che l’autore trasforma in canzoni e così ad accompagnare e ispirare il messaggio di ogni brano la protagonista diventa Annie. In questa suggestiva opera di Phomea è proprio lei, Annie, che diventa la metafora (che poi è la madre, a cui è dedicato anche il disco) attraverso cui si mette a nudo e ci racconta, tra malinconici ricordi e l’esasperante sottrazione di un pezzo della propria vita, qual è stato il percorso umano, il travaglio interiore dopo una perdita importante.
Fabio “Phomea” Pocci mette così in musica il suo diario di bordo, scritto dopo una burrasca da cui si è rialzato per tornare in cammino sulle strade della quotidianità con un carico di inquietudini che le sue musiche, come creta tra le mani, riescono quasi a farsi toccare tanto ti entrano sotto pelle.

Canzoni che musicalmente hanno al centro la ritmica, declinata in vari modi, fosse anche solo nell’uso e nel posizionamento dei microfoni per dare un peso diverso ad ogni suono. Fabio è infatti un ottimo batterista (oltre che polistrumentista) e ha suonato in varie formazioni, a cominciare dai S.U.S., gruppo toscano che a metà degli anni Duemila parte da un cantautorato sghembo per traghettarsi verso derive meno convenzionali, specie nella ricerca di suoni che virano al noise. Stessa caparbietà che troviamo poi nei Sparflatz, altro gruppo dove suonerà Fabio e anche qui la voglia di uscire dagli schemi è la sua/loro priorità. Un’esperienza importante questa, che lo porterà negli anni Dieci a gettare le basi per confezionare un ep dal titolo “La stessa condizione”, un lavoro firmato in proprio, a giustificare una latente esigenza di trovare una propria strada artistica dove avere il controllo globale di testi, musica e realizzazione finale.

E così nel 2019 esce “Annie”, che amplifica la sua capacità di scrittura e di ricercatore di suoni, una maturità artistica che s’intreccia con vicende personali che lo toccano nel profondo. Un percorso umano e musicale che diventano undici racconti, undici canzoni che proprio come è la realtà della vita a volte possono avere spigoli, sembrare difficili al primo ascolto, canzoni complesse come solo possono essere certe stagioni della nostra esistenza. L’autore ci racconta cosa significa svegliarsi un giorno e ritrovarsi con una bussola rotta che non ci indica più il cammino. Uno smarrimento che porta ad una profonda analisi interiore, fatta di tante piccole tessere a formare un puzzle infinito che si cerca di rimettere insieme per costruire qualcosa, quel qualcosa che avevamo dato sempre per scontato o forse no.

Un album “artigianale” dicevamo all’inizio (a cui contribuisce anche un libretto suggestivo, fuori formato classico e disegnato dallo stesso Phomea), dove non troverete la rotondità di canzoni tirate a lucido con metodi “industriali”, ma piuttosto canzoni da riascoltare due, tre volte per cogliere meglio le imperfezioni, gli spigoli vivi che ci ricordano le malinconie e le sofferenze della vita di ognuno di noi. Parlavamo dei suoni, ma una nota di merito va segnalata anche per i testi, incisivi, che permettono a Phomea di far arrivare all’ascoltatore una verità antica come il mondo e che vale la pena ricordarla più spesso: certi momenti in chiaroscuro sono solo paragrafi di un libro, di un libro che invece è fatto di milioni di pagine. Non dobbiamo cancellare niente, ma avere sempre la forza e il coraggio di voltare pagina quando serve, perché la pienezza della vita è quella di non dover rimpiangere poi nulla.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica:  Fabio Pucci
  • Anno: 2019
  • Durata: 51:05
  • Etichetta: MelaVerde Records

Elenco delle tracce

01. Annie

02. Solo aria

03. Carnefice

04. Non ho memoria

05. Piazze in festa

06. Ho paura di te

07. Battito regolare

08. Gravità

09. Mi manca un gesto

10. Santa Maria Elettrica

11. Don't look back

Brani migliori

  1. Non ho memoria
  2. Piazze in festa
  3. Mi manca un gesto