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Alia

Asterodi

Tornano nuovamente gli anni ’80? Può essere…certo è che Alia, al secolo Alessandro Curcio è proprio da lì che va a pescare suoni, ritmi e suggestioni, con la complice presenza di Giuliano Dottori, Cesare Malfatti e Raffaella Destefano. I suoni, si diceva, soprattutto quelli dei synth, così caratteristici e riconoscibili, ma anche quel mix fra funk elettronico e ritmi latino americani, samba soprattutto, che in quegli anni, come si usava dire, erano “di moda”, e che qui vengono riproposti quasi con un vago senso celebrativo.

Asteroidi è, in primis, un album indubitabilmente pop, per intenzione e realizzazione; dopodichè ci si trova di fronte ad un lavoro in cui i testi e gli arrangiamenti “pesano” un po’ più del solito, per lo meno in ambito pop, soprattutto quando escono dagli schemi “soliti”, e dalle “solite” metriche, cosa che fanno subito, sin dal brano che apre l’album, Bouquet, volutamente privo di ritmo ed in cui piano e voce duettano in perfetta ed armonica solitudine.
Neppure il tempo di far scemare le ultime note del piano elettrico e la drum-machine di Cats catapulta l’ascoltatore indietro nel tempo, fra Battiato, i Denovo, Matt Bianco ed i New Order mentre, qua e là, in Goldie Hawn, ad esempio, oppure ne La sicurezza degli oggetti brilla qualche lampo cantautorale. Verrebbe da citare, fra tutti, Concato, non fosse altro che per la somiglianza del timbro vocale, la levigatezza dei testi e la delicatezza degli arrangiamenti.

Asteroidi è il titolo di questo lavoro, forse proprio perché ogni singolo brano “naviga” musicalmente per conto proprio, pur all’interno di un album temporalmente omogeneo. Alia ama i suoni profondi, “spaziali” appunto, quei suoni in tonalità minore che evocano sentimenti di malinconia e traspaiono in diversi pezzi, diventando una costante brano dopo brano. Siamo di fronte ad un lavoro definibile, del tutto propriamente, intimo o meglio intimista, perchè quello che è certo è che nella narrazione l’artista orobico mette molto di sé, del proprio privato, non tanto a livello di episodi, quanto più a livello di sensazioni. Lo fa spesso anche con punte di astrattismo, soprattutto quando si avventura in interessanti parabole testuali per descrivere, in maniera più argomentata, sensazioni che di primo acchito possono sembrare semplici, o comunque di immediata comprensione, ed risultato finale è un album che riesce ad evitare il rischio di risultare troppo patinato, ma che mantiene sempre un livello qualitativo alto, anche dal  punto di vista della forma.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giuliano Dottori, Matteo Cantaluppi, Giovanni Nebbia
  • Anno: 2014
  • Durata: 36:27
  • Etichetta: Neverlab Dischi

Elenco delle tracce

01. Bouquet
02. Cats
03. Goldie Hawn
04. Musa
05. Case di ringhiera
06. Corteccia
07. Asteroidi
08. Verso il centro
09. La sicurezza degli oggetti
10. Keplero
11. Bouquet (Vesta version)

Brani migliori

  1. Cats
  2. Musa
  3. Asteroidi

Musicisti

Giuliano Dottori: chitarra elettrica, chitarra classica, basso, keys, percussioni, programmazione  -  Alia: chitarra elettrica, keys, percussioni  -  Cesare Malfatti: chitarra classica, chitarra acustica  -  Raffaella Destefano: voce