di: Rosario Pantaleo
Sono giovani, esordienti,
interessanti. Certo, se cerchiamo canzoni d’autore in questo lavoro degli Psicosuono, Aut aut (prodotto da Livio
Magnini dei Bluvertigo), non ne troviamo, però è innegabile che del talento
in questo gruppo se ne ravvisa la presenza. Un talento costruito soprattutto
intorno al buon lavoro prodotto dalla chitarra di Stefano De Marchi, autore di
parole e musiche di tutti i brani che possiedono una cifra stilistica di
impianto pop-rock gradevole, disinvolta, mai eccessiva né forzata. Le sei corde
di De Marchi sono onnipresenti, mai invadenti, e marchiano in maniera netta e
precisa tutti i brani dell’album con rimandi a vari stili musicali (che non
significa imitare bensì ispirarsi a), i quali rendono il tutto piuttosto vario
e mai monocorde. E’ questo prima di tutto ciò che emerge dall’ascolto di tracce
come Il tuo destino o Mistica: gli Psicosuono rappresentano un
buon ensemble che può progredire se riuscirà a suonare con continuità dal vivo
e se alla già interessante struttura musicale saprà collegare testi di maggiore
spessore lirico. Esercizio non facile ma fattibile alla luce della storia
musicale che abbiamo conosciuto agli albori degli anni settanta, dove molti dei
gruppi fortemente caratterizzati dall’ambito strumentale riuscivano a
ritagliare momenti di forte spessore lirico per rendere il proprio lavoro più
completo ed intenso. Vedremo che sapranno fare questi cinque ragazzi.
01. Sonno della notte
02. Mistica
03. Iride
04. Omega
05. Il tuo destino
06. Aut Aut
07. Calpesta e scivola
08. L’occhio dell’uragano
09. Vedere in lui
Elisabetta Giglioli:
Voce, percussioni
Stefano De Marchi:
chitarra acustica ed elettrica
Antonelo Colamonaco:
basso
Emanuele Luisi:
batteria, percussioni
Johnny Pozzi: tastiere