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Giovanni Guidi

Avec le temps

Avec le temps, come tutti sanno (o dovrebbero comunque sapere), è una delle più grandi canzoni d’amore (non necessariamente solo per una donna, e comunque amore corroso e prosciugato, per quanto radicato nella sua essenza) mai uscite da penna umana. La si deve – anche questo è noto – al grande Léo Ferré, cui il disco (bellissimo) di cui ci occupiamo è più o meno implicitamente e più o meno esplicitamente dedicato (ben quattro pagine del booklet interno abbinano il testo del brano a due foto dello stesso Léo). L’ha inciso, e prima concepito, Giovanni Guidi, pianista di Foligno, uno di quei musicisti che appena mettono il naso fuori (ciò che per lui è accaduto una dozzina d’anni fa o giù di lì) capisci subito che si tratta di un – cosiddetto – predestinato.

Capita poi che qualcuno si perda per strada (accade anche nello sport, per esempio), ma non Giovanni Guidi, che in questo suo ultimo lavoro conferma in pieno tutto quanto di buono sapevamo di lui. La versione di Avec le temps, che apre il disco, è subito magistrale, rispettosa e libera ad un tempo, come se Ferré l’avesse scritta per trio jazz (che è poi l’organico base del disco, cui in buona parte dei brani si aggiungono il sax tenore di Francesco Bearzatti e la chitarra di Roberto Cecchetto). Vi si coglie tutto il lirismo dolente che la contraddistingue, quasi epicizzato – sempre con estremo pudore – dal trattamento cui Guidi e i suoi la sottopongono.


Curiosamente, la presenza, più o meno occulta, della chanson française non si arresta qui: prima Cecchetto e poi Bearzatti, nell’immediatamente successivo 15th of August, uno dei cinque brani a sola firma di Guidi, citano la cellula motivica-base di Mon père disait di Brel, il che si ripete, ampliato, nel settimo brano, Ti stimo, sempre targato Guidi. Sarà un caso? E’ probabile, ma ammetterete che la coincidenza è suggestiva.

I brani 3 e 4 sono poi gli unici due a firma dell’intero quintetto, il che farebbe pensare ad altrettante improvvisazioni in diretta, il che pare però contraddetto dalla nitida sostanza motivica che attraversa in particolare No Taxi, di incedere vagamente colemaniano. La seconda quaterna di brani, tutti targati Guidi, rinsalda l’immagine di un album di grande spessore ed eleganza, svolto in un clima concentrato e assorto, a tratti solenne, che però si apre a bagliori improvvisi, impennate e colpi d’ala, il tutto sopra una base ritmica mobile, mai scontata, non di rado solcata come da un fremito febbrile, un’urgenza che altrove si placa, si quintessenzia mirabilmente. E’ quanto accade in Johnny the Liar, delicato ed aereo, raffinatissimo, quasi evaporato, nel già citato Ti stimo, attraversato da un lirismo rilasciato e quasi disarmato, e nel conclusivo Tomasz (Stanko?), sospeso e vaporoso, di estrema pregnanza evocativa.
Un disco da incorniciare.

 

Foto di Alberto Bazzurro (Guidi) e Clément Puig (quintetto).

 

 

       

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Manfred Eicher
  • Anno: 2019
  • Durata: 42:00
  • Etichetta: ECM / Ducale

Elenco delle tracce

01. Avec le temps
02.    15th of August
03.    Postludium and a Kiss
04.    No Taxi
05.    Caino
06.    Johnny the Liar
07.    Ti stimo
08.    Tomasz

Brani migliori

  1. Avec le temps
  2. 15th of August
  3. No Taxi

Musicisti

Giovanni Guidi: pianoforte - Thomas Morgan: contrabbasso - João Lobo: batteria - Francesco Bearzatti: sax tenore - Roberto Cecchetto: chitarra