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Luca Gemma

Blue Songs

Ci sono artisti italiani, pochi in verità, che hanno una notevole propensione internazionale, ciò per cultura musicale complessiva, capacità di scrittura, apertura mentale e persino per fisique du role, tra questi uno dei più inclini ad avere questo profilo atto a misurarsi fuori dai nostri confini è senza dubbio Luca Gemma.
Ce lo eravamo sempre chiesto: come mai uno bravo come Luca, autore ed interprete sensibile di belle canzoni (scritte per sé e per artisti di primo piano quali, tra gli altri, Fiorella Mannoia e Malika Ayane), visti i riscontri ottenuti ad oggi nel nostro stitico paese, non cantasse in inglese andando a riscuotere il mal tolto oltralpe? detto e fatto!

Con Blue Songs Luca Gemma inizia un nuovo corso nel segno dell’internazionalizzazione, prende alcune delle sue più belle canzoni del periodo solista e, con il supporto e la super visione dei madre lingua Steve Piccolo (Lounge Lizards) e Ray Tarantino (altro caso di fuga di brillante cervello dall’Italia) le rivolta come calzini dando loro, anche grazie agli strepitosi arrangiamenti che la co-produzione di Paolo Iafelice assicura, una veste atta ad un pubblico anglofono e nord europeo.

Blue Songs, che consta di sei brani propri e tre cover, è un disco solo apparentemente scuro in quanto, le prevalenti notturne e malinconiche sonorità, che affondano le mani nella tradizione new vawe e nel brit pop levigato dal blues, vengono felicemente illuminate da squarci di luce legati ad intelligenti soluzioni musicali e melodiche. Gemma possiede una voce che è un’arma letale, dopo che la si ascolta diventa indispensabile, possiede profondità, dolcezza ed asprezza a seconda del caso, il resto lo fanno le belle canzoni insieme ad un parco ed efficace uso di elettronica e dei fiati (appannaggio del pard Roberto Romano, già con lui nei Rosso Maltese, che diventano tra i cardini portanti delle “rinate e rivoluzionate” canzoni .

Sentimental, con l’intro di una chitarra cooderiana “pescata” nel profondo sud della Lousiana, è uno dei brani più intriganti insieme a This Song Is Forever (in origine Sogno #1, ad ora la più emozionante e bella canzone mai scritta da Luca), e le desertiche sonorità, quasi a là Giant Sand, proposte per la cover Lu Grillu e La luna di Domenico Modugno, qui cantata in dialetto salentino, nume tutelare del nostro insieme all’amato Paul Weller del quale propone una strepitosa versione di Wild Wood.
Persino nel brano più cantautorale, la conclusiva dolce versione di Angel Face di Ennio Morricone dal film ‘Una Pistola per Ringo’, Luca riesce a fare la differenza grazie ad un cantato evocativo spezzato unicamente da un’armonica ed un sax “assassini”, per una grande e degna chiusura di un album che, se sufficientemente promosso oltralpe, sicuramente raccoglierà i consensi che ad oggi hanno tenuto, questo splendido cantautore, in un luogo non consono alla sua levatura. Finalmente Happy? parafrasando il titolo di un altro convincente pezzo del disco, diciamo che Luca, dopo una prova così maestosa e in grado di coniugare tradizione e modernità volte ad un pubblico sempre più ampio, avrebbe tutte le ragioni per esserlo. 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Iafelice e Luca Gemma: producers (track 7 Massimiliano Iarvo Chiappa, Iafelice, Gemma )
  • Anno: 2015
  • Durata: 38:36
  • Etichetta: Adesiva Discografica / Self

Elenco delle tracce

01. Cool Water

02. This Song Is Forever

03. Happy?

04. Wild Wood

05. Sentimental

06. Sky Of Blue

07. I Want To Be Like Muhammad Ali

08. Lu grillu e la luna

09. Angel Face

Brani migliori

  1. This Song Is Forever
  2. Sentimental
  3. Wild Wood

Musicisti

Luca Gemma: lead vocals, backing vocals, electric and acoustic guitars, Rhodes piano, moog, keyboards, organ, clavinet, celesta, synth bass, harmonica, snaps, hands, shakers and other tiny percussions)  -  Roberto Romano: baritone and tenor saxophones, clarinet, flute, bansuri  -  Paolo Iafelice: programming, electronics  -  Massimiliano Iarvo Chiappa: piano programming and sampling on track 7 (with samples of electric guitars played by Fabio Mercuri and Massimo Martellotta, piano played by Paolo Pischedda and bass played by Andrea Viti)  -  Steve Piccolo and Ray Tarantino: supervision of the english lyrics and co-authors