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Agorà

Bombook

Il debutto era stato di quelli, come si suol dire, “col botto”, grazie all’omonimo album dal vivo, Agorà, registrato a Montreux nel 1975, doppiato l’anno successivo da Agorà 2: due lavori che avevano improvvisamente catapultato la band marchigiana nel gotha del nascente jazz-rock italiano. All’epoca, nella chiesa sconsacrata situata nel centro storico di Serra San Quirico, in provincia di Ancona, ed adattata a sala prove, si erano trovati Roberto Bacchiocchi (piano), Ovidio Urbani (sax soprano), Renato Gasparini (chitarra), Paolo Colafrancesco (basso) e Mauro Mencaroni (batteria). Per realizzare il secondo album si aggiunse al gruppo Nino Russo (percussioni), mentre Lucio Cesari imbracciò il basso.

Poi venne il Parco Lambro, arrivarono Savino Lattanzio al basso e Pepe Maina alle percussioni, iniziò un lungo tour con Massimo Manzi e Robert Clark rispettivamente alla batteria ed al basso ma nel 1979, proprio in vista della realizzazione del terzo album, dal titolo provvisorio Costa dell'est, la band si sciolse improvvisamente. Dopo ventitrè anni di silenzio gli Agorà tornarono in pista con una formazione di tipo acustico: Urbani, Gasparini, Mencaroni, Cesari, insieme ad Alessandra Pacheco (voce), Giovanni Ceccarelli (pianoforte), Aki Montoya (percussioni), Carl Potter (djambee, congas) ed il chitarrista e produttore Maurizio Mercuri, ma il misterioso fatidico terzo album Ichinen vedrà finalmente la luce solamente undici anni dopo quando, a Gasparini, Urbani e Cesari, si affiancheranno Gabriele Possenti, chitarra e Gianni Pieri, violoncello.

I tempi si abbreviano decisamente e per il quarto album occorre attendere solamente tre anni: Bombook vede allineata la formazione di Ichinen con il rientro di Manzi alla batteria, insieme agli ospiti “d’onore” Patrizio Fariselli alle tastiere e Marco Agostinelli ai flauti. Con questo album gli Agorà vanno a chiudere un ideale cerchio proprio perché questo lavoro, targato 2016, è, e questa non è certo una casualità…dal vivo, registrato al Planet Live Club di Roma durante la manifestazione Progressivamente Festival, complice il musicofilo, ed agitatore culturale capitolino Guido Bellachioma.

Un brano, L’orto di Ovidio, arriva dal 1975, altri tre, Punto Rosso, Piramide di domani e Cavalcata solare sono datati 1976, mentre Costa dell’est, Sensei ed Ichinen fanno parte del terzo album; quattro sono, invece, i brani inediti: Bombook, Reset, Puro e Oak ballad. La lunga cavalcata della band, nata fra le colline dell’entroterra anconetano, riparte da qui; inutile, al momento, fare programmi o ipotizzare possibili scenari futuri. L’interesse verso questo genere musicale è tornato alto, il tempo trascorso dagli esordi non ha scalfito, ma anzi, ha affinato le capacità compositive ed esecutive del gruppo marchigiano ed un album dal vivo in questo senso non mente davvero mai.

Con Bombook, come si usa dire le cose sono state idealmente rimesse al loro posto, ed una volta per tutte. Adesso c’è spazio per qualsiasi genere di idee, il tempo per realizzarle ed il modo per metterle a punto. E se così davvero sarà, Agorà, ancora una volta e come il suo significato semantico ci ricorda, rappresenterà il luogo in cui “si mantenevano o si creavano numerose relazioni interpersonali, si prendevano decisioni…il cuore pulsante di ogni attività”.

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Renato Gasparini, Ovidio Urbani, Patrizio Fariselli, Paolo Corciulo, Guido  Bellachioma
  • Anno: 2016
  • Durata: 70:23
  • Etichetta: Cramps/Progressivamente/Suono/Sony Music

Elenco delle tracce

01. Bombook
02. Reset
03. Costa dell’est
04. Sensei
05. Punto rosso
06. Ichinen
07. Puro
08. L’orto di Ovidio
09. Oak ballad
10. Piramide di domani
11. Cavalcata solare

Brani migliori

  1. Bombook
  2. Costa dell’est
  3. Sensei

Musicisti

Renato Gasparini: chitarra elettrica, chitarra acustica  -  Ovidio Urbani: sax soprano, sax contralto  -  Massimo Manzi: batteria  -  Lucio Cesari: basso  -  Gabriele Possenti: chitarra acustica  -  Gianni Pieri: violoncello  -  Patrizio Fariselli: tastiere  -  Marco Agostinelli: flauti