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Long Hair In Three Stages

Burn/Smother

Una doverosa premessa: tenetevi forte, non si tratta della “solita” musica…oggi parleremo di una fusione fra noise, wave e pop. Oggi parleremo di un suono decisamente originale che negli anni ha raccolto attestati di stima nella scena indipendente. Il loro nome è: Long Hair In Three Stages, stranamente hanno lo stesso nome del disco d’esordio degli U.S. Maple e, sono una band formatasi ai piedi dell’Etna nel 2006. L’anno successivo si sono subito presentati al pubblico con l’ep dal titolo Meet mentre nel 2012 con il loro primo album intitolato Like A Fire In A Cave.

Quest’oggi andremo a prendere in esame il loro secondo e ultimo lavoro Burn/Smother. Di solito la seconda prova è sempre quella più rischiosa per una band perché ci si deve confrontare con le aspettative e con le conferme: possiamo però iniziare ad anticiparvi che la loro prova è stata superata a pieni voti. Una band, questa, in cui non passa inosservata l’ottima amalgama che si è venuta, musicalmente, a creare tra i componenti: ottima la solidità della sezione ritmica espressa con l’intesa tra basso e batteria (Pedalino/Finocchiaro), ineccepibile anche il fulcro centrale del progetto creato dall’accoppiata Corsaro/Iacobaci con l’aggressiva e a tratti acida chitarra di Fabio Corsaro e la voce “perfettamente sgraziata” di Giuseppe Iacobaci.

Rispetto al precedente album Burn/Smother è un disco più melodico (strana definizione per chi non li conosce e si appresta al primo ascolto) e caratterizzato da una produzione decisamente più scarna rispetto al passato, al fine di richiamare quanto più possibile il suono che propongono in concerto (vedeteli live e se non ne avete modo cercateli su youtube).

L’album si apre con la melodica The Killer e a quella linea rimangono fedeli anche in Summer Breeze e Digital Artist ma, attenzione perché neppure il tempo di abituarsi che il suono inizia a tirare fuori gli artigli con Guilt dove il basso e la batteria si prestano a fare da spalla ai graffi di chitarra. Da qui in poi ci troviamo d’avanti ad un crescendo di: testi espliciti, tematiche sociali e  nessuna banalità. Da evidenziare anche l’interessante approdo del gruppo alla lingua italiana nei brani Digital Artist e Per il Bambino Che Eri.

Una band i LH3S che sta dimostrando una forte personalità e che speriamo contribuisca ad illuminare il troppo spesso ombroso panorama musicale italiano. Infine un plauso va indubbiamente al packaging del disco. In tempi di “smilzi cartonati” c’è di che rimanere esterrefatti a vedere una giovane band stampare il proprio lavoro su vinile con all’interno, per i non nostalgici, anche la relativa copia in cd: davvero un gran bel prodotto!

 

 

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In dettaglio

  • Anno: 2016
  • Durata: 48:12
  • Etichetta: NoiseWave

Elenco delle tracce

01. The Killer
02. Summer Breeze
03. Digital Artist
04. Guilt
05. Down
06. Woodworm
07. Per Il Bambino Che Eri
08. Smash Yr Tv
09. A Ballad
10. Wormwood
11. Sweet Summer Sour

Brani migliori

Musicisti

Giuseppe Iacobaci: voce - Emanuele Finocchiaro: batteria - Fabio Corsaro: chitarra - Salvo Pedalino:  basso