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Johnny Dal Basso

Cannonball

Terzo incendio di lunga fiamma per Johnny Dal Basso, ieratico one-man-band campano che, con Cannonball riafferma il suo rapporto carnale, viscerale con la musica in una sorta di autoerotismo artistico. Stavolta,  il lancio delle 11 molotov dell'album sono più incandescenti che mai, provocando deflagrazioni alla "Si salvi chi può". Chissà...magari l'istrionismo di Johnny non sarà limitato, in futuro, ad un discorso prettamente pentagrammato ma lo traslocherà, quasi certamente, anche verso altre forme d'arte immaginifiche del tipo: danze infernali, pittura surrealista, horror-movie.

Per ora, la disamina di Cannonball prevede un percorso abrasivo, tagliente, urticante, che concede poco alla tregua intensificando, alla bisogna, la corrosione smisurata e velenosa. It's over è il saluto satanico d'ingresso, per srotolare il tappeto alla title-track: cruda  ed apicale violenza espressiva con chitarre incendiarie che stroncano sul nascere aneliti di tregua, assordando ogni richiesta di s.o.s. nel turbolento mare di note. Invece, quella Furore che fu di Celentano è incentrata, al pari di Storia d'amore in blues-core dall'effige acida e corroborante, che scaglia saette perforanti nell'andazzo convulsivo. In San Francesca e Lascia a casa tuo marito attecchiscono chitarre affilate  e dinamismo spedito, in cui Johnny sostiene, a meraviglia, l'impatto hardcore-punk. Il videoclip del singolo Sufrimiento è la summa del concetto corrosivo del sound, ossia il ruggito dell'elettrica che resiste anche se sballottata sull'asfalto all'impazzata e, l'unico modo per zittirla, è investirla. 

A seguire, La scala s'appoggia interamente su frenetici tamburi tribali, suggellando un episodio spiazzante.  Come lo sparo di mezzogiorno, al Gianicolo di Roma, ogni fragore di Palla di cannone è ritualizzato con puntualità, senza incappare mai in polveri bagnate o abolizioni di sorta. Le invettive brucianti del Nostro salgono Dal Basso per ascendere al cervello, in un turbinio di rock-punk e satanic-wave senza sconti. E' Micidiale come l'artista vomita storture con diabolica spietatezza riuscendo, spesso, a tonificare ogni aspetto strutturale dei brani e questo è uno dei migliori dell'opera, mentre in Niente di male alligna tessuto vigoroso e massiccio, miscelato nella sp(r)ezzante invettiva di Johnny. Infine, con la sola chitarra vibrante, Adesso e qui soffia un venticello placido ma sempre con un quid distintivo e poco dozzinale. C'è ancora tempo di  fruire dell'oscura e mantrica ghost-track Al Bar e di confermare, più che mai, come Cannonball ha palesato un'urgenza espressiva eloquente: basi musicali registrate in un paio di giorni la dice tutta della voglia dell'artista di liberarsi di contrarietà e fantasmi per piantare nuovi tralicci illuminanti nel suo microcosmo con farneticante lucidità. Non ci sono vie di mezzo: Johnny Dal Basso o si ama o si odia. 

 

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In dettaglio

  • Anno: 2018
  • Durata: 26:01
  • Etichetta: Valchiria records/Goodfellas

Elenco delle tracce

01. It's over
02. Cannonball
03. Furore
04. San Francesca
05. Sufrimiento
06. La scala
07. Micidiale
08. Niente male
09. Lascia a casa tuo marito
10. Storia d'amore
11. Adesso e qui
12. Al bar

Brani migliori

  1. Lascia a casa tuo marito
  2. Sufrimiento
  3. San Francesca

Musicisti

Johnny Dal Basso: chitarre, basso, pianoforte, tastiere, batteria, percussioni  -  Gianluca Terrinoni: batteria