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Marco Ongaro

Canzoni per adulti

Canzoni per adulti è il titolo del nuovo disco di inediti di Marco Ongaro.

L’album si distingue per una assoluta gradevolezza musicale compositiva, con ritmi e generi presi a prestito sempre completamente funzionali; per i testi basti dire che Ongaro notoriamente non sbaglia un colpo, riempiendo le canzoni di parole necessarie e insostituibili rispetto alla struttura generale.

Subito una descrizione del suo autore: «Le canzoni sono per adulti perché il tema è inadatto ai bambini, non perché sia loro vietato. La sfera infantile è dedita ad altri giochi. Qui si parla dei giochi degli adulti, quelli che hanno a che vedere con la conquista e la sconfitta, con l’unione e la separazione, con la massima vitalità e il suo contrario, soprattutto in amore».

Nel disco sono presenti, per la prima volta arrangiate in studio, canzoni che da tempo Ongaro esegue dal vivo.

Si parte proprio con Il Salvatore delle donne tristi, brano che altrove ho definito «fenomenologia delle possibilità della canzone d’autore, di cosa è capace la compenetrazione di musica e parole anche in assenza di modulazione» (Nudi di canzone, Zona, 2010). Credo che questo brano rappresenti il punto più alto della produzione di Marco Ongaro, opera senza tempo che in un panorama culturale appena decente – come non è quello della critica alla canzone d’autore italiana – dovrebbe essere elencata tra i dieci migliori brani di tutti i tempi.

Da questa canzone parte il disco e subito ci si immerge nella poetica ongariana, visto che Il Salvatore delle donne tristi rappresenta una puntata della “Trilogia della donna”, trilogia composta da Landru (Archivio postumia, 2005) e da Il sostegno delle massaie, seconda traccia proprio in questo disco. Risulta spiazzante il modo che ha Ongaro di scandagliare il rapporto tra uomo e donna, sia nelle situazioni storiche – quindi nel farsi dei mutamenti sociali –, sia in un rapporto senza tempo dettato dal diverso approccio alla vita e all’amore di maschi e femmine.

Il Salvatore rivisita il mito di Don Giovanni in una versione cristologica del protagonista: amore come infinita carità che si fonde con l’amore carnale, così da unirsi per osmosi al di là di ogni esclusività del sentimento. Torna alla mente il protagonista di Divido il letto con Cristo in croce (Esplosioni nucleari a Los Alamos, 2004) e il Salvatore sarà odiato dalle stesse donne salvate, perdendo completamente un ruolo dignitoso all’interno della società, identificato con l’homo sacer (uomo sacro) dell’antica Roma, personaggio ripudiato dalla società e dalla grazia degli dei.

Il brano successivo, Il sostegno delle massaie, usa un registro ironico e ripropone il mito di Don Giovanni in un ambiente moderno, più frenetico: una sorta di rivendicazione sindacale per il ruolo di chi consola massaie rimaste sole in casa; un immolarsi per rendere meno grigia la vita di queste ultime, salvando così matrimoni «mentre tutte ‘ste famiglie saltano per aria».

Un altro brano imprescindibile poi è D. J., canzone che solo Ongaro poteva scrivere, perché pregno del suo stile e della sua poetica che oscilla tra la ritrattistica e la resistenza alla barbarie. Si descrivono le caratteristiche di Don Giovanni, preservandone i motivi, le peculiarità e i valori che oggi però sono quasi del tutto perduti, tanto che una figura tanto invincibile ed eroica «in un’epoca senza vergogna» vedrà storpiare il suo nome e la sua funzione, diventando un volgarissimo d. j., confidenzialmente.

All’interno del disco poi sono presenti brani che vanno dallo swing, al blues, da atmosfere di musica da camera al kletzmer. Da citare sicuramente è Cinque lettere, brano in cui spicca il verso «il tempo passa scandito dalle rate», oppure Feydeau, che prende il drammaturgo francese Georges Feydeau, genio del teatro comico di fine Ottocento, come emblema dell’amore adultero.

Poi un brano come La scorta, scritto al tempo dell’attentato a Giovanni Falcone, ad esso dedicato e solo ora pubblicato su disco; viene da pensare subito al fatto che Ongaro non si accoda all’usanza perfida e triste di accostare iconicamente i nomi di Falcone e Borsellino: chi lo fa ne celebra unicamente l’immagine superficiale, la “coppia vincente” da immolare eroicamente alle sirene mediatiche. E invece i due uomini hanno una storia ciascuna, amori, litigi, gioie, dolori, pianti, speranze; perciò: «Non si provi nessuno/ a rifarmi la branda;/ non si fermi. Nessuno/ se la prenda». Niente icona, solo poetica.

Ancora, si parla di amore e di distacco nella struggente La piccola amica, canto dell’addio alla persona amata inghiottita da un buio inaccettabile: la protagonista però è risarcita dall’arte e dal canto, appare marmorea e invincibile nel tempo e nel ricordo dell’amato. Anche questa è una “canzone per adulti”, perché l’amore qui sotteso e celebrato è quello infrangibile che solo la saggezza madreperla della maturità può raggiungere: è amore che amplifica le forze della piccola amica, che diventa invincibile nel ricordo, piccola e grande tra Afrodite e Artemide. È un brano che non si può dire, ma che acquisisce il proprio significato solo nel canto, come la riunione tra i due amanti avrà – ed ha – senso solo oltre le logiche di questo tempo, di questo mondo.  

Insomma, Canzoni per adulti è un disco imprescindibile, in cui sono presenti anche due cover di Leonard Cohen, La ballata della cavalla assente e Ricordi, tra la dichiarazione di appartenenza artistica e la citazione d’atmosfera.

Per chi ama la canzone d’autore e vuole bene alla propria anima. Astenersi tutti gli altri.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Stefania Tramarin
  • Anno: 2010
  • Durata: 52:02
  • Etichetta: Freecom

Elenco delle tracce

01. Il Salvatore delle donne tristi

02. Il sostegno delle massaie

03. La donna col pugnale

04. Le risorse della tecnica

05. D. J.

06. Poco o niente

07. La scorta

08. Homo erectus

09. Cinque lettere

10. La ballata della cavalla assente

11.La piccola amica

12. Feydeau

13. Ricordi

Brani migliori

  1. Il salvatore delle donne tristi
  2. Il sostegno delle massaie
  3. D. J.

Musicisti

Bobo Facchinetti: batteria Pepe Gasparini: contrabbasso Cristina Guardini: voce Bruno Marini: sax baritono Claudio Moro: chitarra Marco Ongaro: pianoforte, voce Marco Pasetto: clarinetto, sax soprano Mara Vicentini: viola, violino