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Paolo Milzani

Ciao Caterinetta!

Nel contesto musicale attuale, denso di tributi a gruppi e personaggi molto noti, in rispettoso ossequio delle leggi di mercato, realizzare un disco omaggiando un’autrice come Caterinetta Lescano è segno di grande rispetto e infinito amore verso la musica. Non è solo la bellezza delle canzoni, riproposte in maniera splendida da Paolo Milzani (qui sotto nella foto) e i dai suoi fidi collaboratori, ma è anche la straordinaria operazione storico-culturale di questo album che colpisce e conquista. Per questo sono necessarie alcune spiegazioni, giusto per contestualizzare il lavoro.

Siamo negli anni ’30 del secolo scorso quando le sorelle Leschan (Alexandrina Eveline, Judik e Catherine Matje, di origine ebraico-ungherese), provenienti da mondo del circo e del teatro, arrivarono in Italia dall’Olanda e rivelarono subito un notevole talento vocale. Sotto la guida del grande arrangiatore Pippo Barzizza - che si contendeva con il maestro Cinico Angiolini la palma del migliore in Italia - e dopo aver trasformato in italiano i loro nomi (Giuditta, Sandra e Caterinetta) le tre ragazze sotto l’insegna del Trio Lescano riscossero un successo straordinario, amate da pubblico e benvolute dal regime, che concesse loro perfino la cittadinanza italiana. Dal 1936 al 1943 registrarono ben 340 brani, realizzando hit come Maramao perché sei morto, Tulipan, Non dimentica le mie parole, Ma le gambe. Era l’epoca della radio e dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) e le loro canzoni erano l’ideale colonna sonora per scacciare le paure e l’angoscia della guerra. I suoni d’oltreoceano cominciavano a giungere anche da noi e lo swing investiva le nostre orchestre mescolandosi con i profumi mediterranei, dando vita ad una bellissima stagione musicale, “forse la miglior musica che abbiamo avuto in Italia”, come sottolinea Paolo Milzani. Con la fine della guerra e del fascismo il Trio, identificato come gruppo del regime, vide tutte le porte sbarrate e a nulla valse l’idea di emigrare in Sudamerica per rilanciarsi.  

Caterinetta, la minore e la più dotata (di qualità canore e non solo di bellezza, qui a fianco in una foto d'epoca presa dalla pagina ufficiale facebook Trio vocale Sorelle Lescano) rinunciò a seguire le sorelle, che l’avevano sempre soggiogata e decise di restare in Italia anche per questioni amorose. Uscì e venne rimpiazzata da Maria Bria. Come dicevamo siamo però nel dopoguerra e la grande stagione del Trio Lescano e di Caterinetta era tramontata, giusto qualche anno di assestamento e in Italia inizia l’avventura dei vari Festival di Sanremo, poi della Tv che si mangia i vecchi personaggi della radio e via discorrendo. Ma durante l’epoca del Trio Lescano – e nello specifico tra il 1941 e il 1942 - Caterinetta aveva registrato 14 canzoni che ora Paolo Milzani riporta all’attenzione del pubblico. Un lavoro certosino, che ha preso vita grazie anche alla consulenza di Angelo Zaniol e Virgilio Zanolla (tra i curatori del sito www.trio-Lescano.it) dal titolo Ciao Caterinetta!, un omaggio che svela canzoni splendide che esibiscono una grande freschezza nonostante gli anni. Merito anche del suono realizzato dal combo che accompagna Paolo Milzani, composto da grandi professionisti di ambito jazz ma anche da due giovani talenti: la cantante Alessia Muntari, diciannovenne e il figlio Pietro Milzani, solo quattordicenne ma già ottimo violinista (qui nella foto).

Sono canzoni senza tempo, che ti cullano e ti accompagnano riportando alla memoria atmosfere passate ma sempre fascinose. Le melodie fanno riaffiorare il ricordo di un’epoca nella quale la musica, grazie alla radio, portava nelle case degli italiani i nuovi suoni, struggenti, allegri o malinconici dello swing, che allontanavano i cattivi pensieri e curavano le ferite inferte non solo al corpo ma soprattutto all’anima del popolo italiano. Il lavoro dei musicisti è straordinario, rispettoso del suono originale eppure assolutamente attuale, Alessia Muntari entra benissimo nel ruolo di Caterinetta, con la quale dialoga realmente nella canzone che chiude l’album, Ti dirò, che vede mescolarsi la registrazione originale con la voce di Alessia. È un album del quale sentivamo il bisogno, in un’epoca come la nostra che regala suoni confusi e stili incerti. Qui invece ci troviamo di fronte a canzoni con melodie chiare e che ci inducono a cantarle spontaneamente, che ci fanno gustare il caleidoscopio della nostra esistenza, fatta di momenti allegri e divertenti ma anche di situazioni nelle quali la malinconia e la nostalgia prendono il sopravvento.
(Nella foto qui sotto un momento del concerto di presentazione dell'album, che si è tenuto sabato 09 novembre a Brescia, al Der Mast)

Un brano come Nebbia, con la splendida intro del sax di Gianni Alberti, esprime benissimo la tristezza chelega un amore perduto alla nebbia che scende e avvolge i cuori,così come Ritmando in sol, con la bella apertura del violino di Milzani jr e il delizioso gioco pianistico del maestro Oscar Del Barba, ci fa entrare direttamente nel nuovo ritmo che stava invadendo la canzone italiana. Ogni brano evidenzia uno stato d'animo e mette in risalto uno strumento o un mondo sonoro specifico. T'amo ancor, per esempio, si apre con la fisarmonica di Andrea Bettini, mentre ne Il canto del bosco brilla il clarinetto, a cui va aggiunto che in tutte le canzoni è decisivo il ritmo imposto dal contrabbasso 'femminile' di Lucia Viani e dalla batteria di Valerio Abeni. Il plauso più sincero va naturalmente a Paolo Milzani, questa volta in veste di chitarrista ma soprattutto motore propulsivo e ideatore di questo grande progetto musicale.

foto di Veronica Pasini ed Enzo Giacomelli

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Paolo Milzani
  • Anno: 2019
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Forse domani
02. Nebbia
03. Ritmando in sol
04. T’amo ancor
05. Nostalgia d’amor
06. Sorge il sol
07. Strada deserta
08. Il canto del bosco
09. La barca dei sogni
10. Dolce dormire
11. Partir con te
12. Nella gabbia d’or
13. Nel mio cuor c’è una casetta
14. Ti dirò (con Caterinetta Lescano)

Brani migliori

  1. Nebbia
  2. Strada deserta
  3. Ti dirĂ²