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Sara Jane Ceccarelli

COLORS (story of a girl who wanted to record an album)

Inizia con una serie di rumori che rompono il silenzio e preludono a suoni elettronici Colors, l’album d’esordio dell’italo-canadese Sara Jane Ceccarelli, e già nel sottotitolo appare evidente la determinazione a trovare una propria strada musicale autonoma. La “ragazza che voleva registrare un disco” (e c’è fortunatamente riuscita) ci propone, con questo suo percorso intrapreso con talento e ottime capacità vocali, un lavoro variegato e ricco di tonalità, proprio come se su una tavolozza lei avesse disposto i diversi colori della sua anima per poi con sapienza mescolarli. Vi è, in quest’album, l’utilizzo di lingue differenti (inglese, spagnolo e italiano), ma anche e soprattutto, il ricorso alla fusione di più linguaggi musicali. La matrice chiaramente jazz è infatti “contaminata” da suoni elettro-pop, dal calore della musica sudamericana, o ancora dal folk e dal soul in differenti episodi che rappresentano efficacemente le molteplici personalità artistiche della giovane cantautrice.

Dopo varie interessanti collaborazioni come quella con la Med Free Orkestra e con l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti, fino a quella più recente, con Francesco De Gregori per i cori dell'album Amore e furto, Sara Jane giunge ad esprimere completamente la propria personalità musicale sfaccettata con questo album che si compone di dieci tracce molto ben assortite. L’ascolto è piacevole e vario, fluido e con alcuni picchi decisamente più interessanti ma, nell’insieme, senza particolari cadute di tono. Vi sono pezzi che risultano a nostro parere particolarmente riusciti, parliamo ad esempio del singolo estratto dall’album, Rescue Yourself, un brano con sonorità decisamente rock, o di Be Human, una ballata folk lenta che esalta l’interpretazione vocale molto espressiva e sensuale. Altri momenti notevoli sono rappresentati dal brano che dà il titolo all’album, Colors, di sapore spiccatamente jazz, e da quello che lo chiude, Ho un buco nel cuore, chiaro omaggio al cantautorato italiano, dolce e delicato come una carezza prima del sonno. Nel disco poi trovano spazio anche due cover molto ben interpretate: Winter Lady, un omaggio a Leonard Cohen che oggi più che mai risulta particolarmente toccante, impreziosito dalla voce di Andrea Satta dei Têtes de Bois nella parte da lui scritta e cantata in italiano, ed una bella versione “jazzata” di Tea in the Sahara di Sting, in cui la voce duetta con il contrabbasso in modo molto sensuale.

Gli arrangiamenti sono minimali, puliti, e lasciano emergere in ogni brano la bella voce che spesso è usata essa stessa come strumento in piacevoli giochi di contrapposizione con i suoni elettronici e con i bassi, che la esaltano.

Sara Jane Ceccarelli, che proviene dalla musica classica fin dalla più tenera età, è autrice di tutte le musiche dei brani originali dell’album (in due episodi insieme a Luigi Di Chiappari), a parte il brano Tango para decirte adiòs (interamente di Claudia Fofi) e di alcuni dei testi. L’album nell’insieme appare quindi espressione autentica di un lavoro personale a tutto tondo che può risultare per certi versi di impatto poco immediato sul grande pubblico. Questo lo rende un lavoro a nostro avviso ancor più meritevole, perché non vi è la volontà di incontrare il gradimento di tutti i palati, ad ogni costo, ma si presenta come un valido lavoro di ricerca personale molto ben strutturato. E siccome Sara Jane è artista a 360°, attrice di teatro oltre che cantante, musicista e insegnante, anche il libretto del disco appare particolarmente accurato (il progetto grafico è opera di Isabella Sannipoli), con foto molto belle, delicate e piccole elaborazioni grafiche ad interpretare anche visivamente testi e atmosfere.

È un lavoro prezioso e ben riuscito in ogni suo aspetto, questo primo disco della Ceccarelli, da gustare con piacere come una “tazza di the nel deserto”, un sorso caldo di quiete e di bellezza. Ci auguriamo che la strada tracciata sulla sabbia la accompagni, e noi ascoltatori con lei, verso orizzonti nuovi e ancora inesplorati della sua, e della nostra, anima.



Foto di Isabella Sannipoli www.aediphotographers.com

Video:
https://youtu.be/cXp2imtXZic

 

 

 

 

 

 

 



 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Luigi Di Chiappari
  • Anno: 2016
  • Durata: 41:00
  • Etichetta: I-Company

Elenco delle tracce

01. Nothing really ends before we die
02. Winter lady
03. The man who drew bodies in the water
04. Only me (and who doesn’t bother me)
05. Tea in the Sahara
06. Rescue yourself
07. Colors
08. Tango para decirte adiòs
09. Be human
10. Il buco nel cuore

 

 

Brani migliori

  1. Rescue yourself
  2. Colors
  3. Be human

Musicisti

Paolo Ceccarelli: guitars, sitar, cuban tres  -  Luigi Di Chiappari: keyboards, samplers, electric guitars  -  Andrea Guastadisegni: drum machines, synthesisers