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Caravita

Come sempre

Tutto gira intorno alla chitarra acustica nel secondo album di Icio Caravita, cantautore raffinato e menestrello ravennate, autore di testi d’impronta classica ed ottimo musicista, che disegna in questo lavoro atmosfere folk e pop, lasciando intravedere nobili influenze artistiche di grandi maestri della musica d’autore. Come Sempre, questo è il titolo dell’album, di cui Caravita è autore delle melodie e dei testi (questi ultimi in collaborazione con Paola Armati) è prodotto da Lele Battista e da Massimo Germini, virtuosissima autorità fra i chitarristi, sapiente suonatore di strumenti a corda, e suonato dallo stesso Caravita (chitarra e armonica), Massimo Germini (chitarra, mandolino, liuto cantabile e basso), Leziero Rescigno (batteria, cajon e percussioni) con innesti di pianoforte ed incursioni  elettroniche curate da Lele Battista. 

Il risultato è un disco gradevolissimo e romantico che, pur senza proporre velleità innovative, conferma che la canzone d’autore, a livello di interpreti e musicisti è più viva e presente che mai, e semmai sconta un deficit di visibilità, non nell’offerta di proposte, ma nella ricettività del grande pubblico, e per l’orecchio, talvolta pigro ed assuefatto dei soliti noti, e dalle solite note. Ma il succo c’è, e gronda di atmosfere musicali limpide, pulite, sapientemente intrecciate con le parole, in una staffetta di armonie dove le une non prevalgono sulle altre, ed è proprio questa in fondo, si sa, l’alchimia magica della canzone d’autore.

Le influenze nobili, sono percepibili e disseminate, in particolare, in alcuni brani, fra i quali vanno citati Le piccole cose, suggestiva composizione di imprinting degregoriano, (una curva improvvisa, un qualcosa che spunta dal retrovisore/ una radio che suona una bella canzone/ e ti cambia in un colpo tutto il nero che c’è), Filastrocca, ballata folk dalle atmosfere soffuse che rimanda ai brani più intimi e riusciti di Claudio Lolli (ogni lacrima brucia/ ogni sibilo è un graffio/ e quanti anni ho, che l’ho dimenticato/ quanti anni ho, che non l’ho mai saputo), armonie che percepiamo anche nel pezzo successivo, Qui, (come va da quelle parti/ che aria tira/ c’è qualcosa d’altro/ una luce/ una buona compagnia/ quale briscola è nel mazzo/ coppe o bastoni/ c’è un vecchio di dietro/che spacca i maroni), e la delicatissima e suggestiva Scarabocchio, (ci siamo/ non ti preoccupare/ avremo un divano/ sull’orlo del mare/ dove stare in silenzio/ ascoltando le mani/che leggere/ giocheranno all’amore/ come senza un domani). Poi troviamo brani come Colori e Per Ora, che virano invece su influenze pop, dove fanno capolino l’elettronica, la veloce e gradevole leggerezza della melodia, la voce calda, intensa, sapientemente impostata, a suggellare quest’album, che è in definitiva molto ottimista, perché dietro ogni curva, come per magia, c’è sempre un momento da vivere e da ricordare.

Un disco leggero che non rifugge l’impegno, ed offre scorci incantevoli di musica e poesia. Mi pare abbastanza per consigliarne l’ascolto. Potrebbe essere una piacevolissima sorpresa. O una rassicurante conferma. Fate voi.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Lele Battista, Massimo Germini
  • Anno: 2018
  • Durata: 36:59
  • Etichetta: Musicraiser

Elenco delle tracce

01. Colori
02. Per ora
03. Le piccole cose
04. Scarabocchio
05. Anno bisestile
06. Anima d’asfalto
07. Filastrocca
08. Qui
09. Il tempo
10. Fino in fondo

Brani migliori

  1. Le piccole cose
  2. Filastrocca
  3. Qui