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Swanz The Lonely Cat

Covers On My Bed Stones In My Pillow

Procession moves on, the shouting is over/Praise to the glory of loved ones now gone/Talking aloud as they sit round their tables/Scattering flowers washed down by the rain (Joy Division - The Eternal)

Questa volta sparigliamo un po’ le carte e iniziamo dal finale. Con quest’album ci troviamo dinanzi un disco decisamente per palati fini. Voce graffiante e roca al contempo, suono lo-fi (non poteva essere diversamente visto che è stato registrato direttamente nel salotto di casa e solo messo a punto alla Good Luck Factory) e un’inquietante intimità sono gli ingredienti principali del primo album da solista a firma Swanz The Lonely Cat (al secolo Luca Andriolo).

Diciamo subito che alla buona realizzazione del disco insieme a Luca Andriolo, che ricordiamo essere anche il frontman dei piemontesi Dead Cat in a Bag (con cui ha pubblicato Lost Bags e Late For A Song), troviamo Thomas Guiducci (http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/the-true-story-of-a-seasick-sailor-in-the-deep-blu/) impegnato con strumenti noti e altri decisamente meno nonché co-produttore del disco, Francesca Musnicki agli archi e Roberto Necco al longneck banjo.

Ma torniamo al disco. Messa da parte per un momento l’esperienza con i “notturni” Dead Cat in a Bag Luca Andriolo per l’occasione si butta nella solitaria esperienza della personalissima reinterpretazione di dieci classici, alcuni noti (come la pietra miliare Cold Cold Heart di Hank Williams) e altri decisamente e piacevolmente meno (come ad esempio Lovers dei The Dogs D’Amour). Il suo approccio è decisamente meno usuale del consueto; ci troviamo, infatti, dinanzi a un disco minimale, profondo e viscerale.

Blues, country, gospel, Cash, Cave…Swanz in questo disco ha la capacità di prendere tutto questo e, lavorando di cesello pian piano, di destrutturarlo mettendone a nudo l’anima, lasciando vibrare solo il respiro in modo che il messaggio sia trasportato dalla sua voce. Il progetto deve la sua genesi al brano For The Good Times (scritto da Kris Kristofferson e apparso sull’album omonimo nel 1970) in quanto - come ci ha raccontato direttamente Swanz - non ho mai saputo scriverne una canzone così è in quel momento mi servivano proprio quelle parole. Poi mi son detto che in fondo certe cover mi vengono bene. E ho continuato a cantarmi le mie canzoni preferite.

Tra queste troviamo (giusto per citarne qualcuna): il brano di apertura Love Me Tender in una versione certamente più cupa rispetto al soul sound di Elvis Presley; The Eternal, brano presente nel capolavoro dark-punk Closer di Ian Curtis e dei suoi Joy Division; il traditional Wayfaring Stranger che fu pubblicato per la prima volta nel 1944 dal cantautore folk Burl Ives e ripreso in seguito da artisti del calibro di Pete Seeger, Tim Buckley, Johnny Cash e svariati altri; Peggy Sue Got Married di Buddy Holly per l’occasione in stile ballad malinconica e All Along The Watchtower di Bob Dylan, brano convertito in un punk-folk con spruzzate bluegrass qua e là.

[…] Arrangiamenti e produzione più strutturata sono venuti dopo e il disco ha cominciato a sembrare tale. Una volta stabilita la scaletta, non c'è stato molto a cui pensare, se non alla resa effettiva dei brani. E lì, lo ammetto, son stati dolori: tutte le mie pecche tecniche come strumentista, interprete e anche tecnico del suono si sono presentate in fila alla porta come i debiti o i fantasmi. Passato il panico iniziale devo dire di essermi divertito davvero molto e credo che si senta, anche se forse la parola "divertimento" non è la prima che viene in mente... […]

Un disco intenso e originale. E consigliato.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Swanz The Lonely Cat
  • Anno: 2017
  • Durata: 33:17
  • Etichetta: Desvelos Records

Elenco delle tracce

01. Love me tender (Presley/ Matson)
02. Wayfaring stranger (Traditional)
03. Peggy Sue got married (Holly)
04. The eternal (Curtis/Albrecht/Dickens/Morris/Hook)
05. All along the watchtower (Dylan)
06. Lovers (Tyla)
07. Thoughtless Kind (Cale)
08. A mother's last worlds to her son (Phillips)
09. For the good times (Kristofferson)
10. Cold cold heart (Williams)

Brani migliori

  1. The eternal
  2. Cold cold heart
  3. For the good times

Musicisti

Swanz Luca Andriolo: voce, armonica, banjo, chitarra acustica, chitarra elettrica, e-bow, slide, dobro, chumbus, mandolino, balalaika, harmonium, Bontempi GT 509, bowed strings, MIDI e campionature, percussioni – Thomas Guiducci: ukulele, banjo, glockenspiel, banjolin, basso, batteria – Roberto Necco: longneck banjo, percussioni – Francesca Musnicki: cello, viola, violino