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‘Emozioni. Viaggio tra le canzoni di ...

Quest'anno sono vent'anni che non c'è più. Venti che in alcuni giorni sembrano mille ed in altri, quando i suoi dischi girano e strusciano sotto la puntina, sembrano ...

Vincenzo Incenzo

Credo

È una voce calda e duttile, morbida ma a tratti anche appena un po’ ruvida, quella che per la prima volta Vincenzo Incenzo, già autore per grandissimi interpreti della musica italiana, fa uscir fuori solo oggi, a 53 anni compiuti, con questo suo disco d’esordio come cantautore. L’album raccoglie nove canzoni inedite e quattro successi scritti per e con Michele Zarrillo, tra cui la famosissima Cinque giorni, che ascoltiamo qui inaspettatamente cantata da Renato Zero, il produttore dell’intero lavoro. Non è del resto un mistero che Incenzo abbia frequentato assiduamente la “corte” di quel gran genio eclettico di “Renatino nostro”, scrivendo per lui brani presenti in moltissimi suoi album, ma è una bella scoperta sentire come il suo spiccare il volo sia oggi del tutto autentico e personale come sensibile interprete delle proprie canzoni.

Autore per molti nomi illustri del panorama musicale italiano, tra cui, solo per elencarne alcuni (oltre ai già citati Zero e Zarrillo) Lucio Dalla, Sergio Endrigo, Ron, Antonello Venditti, Massimo Ranieri, Patty Pravo e più recentemente, Arianna Antinori e Red Canzian (nell’ultimo suo album solista), Vincenzo Incenzo nella sua lunga e stimata carriera ha scritto anche per il teatro (per Serena Autieri ad esempio) e opere rock come Dracula della PFM o Romeo e Giulietta – Ama e Cambia il Mondo, prodotte da David Zard. Questo, tanto per provare a immaginare cosa sia stata per lui a livello di incontri, esperienze, opportunità, impegno ed emozioni, fin qui una vita d’autore.

Probabilmente, a questo punto, c’era davvero bisogno di completare il cerchio, di lasciarsi andare in modo un po’ più libero e autonomo. Dopo tutti questi anni di successi vissuti dietro le quinte, l’esigenza di Vincenzo di mettersi in un certo senso a nudo davanti al microfono aveva solo bisogno di un ultimo incoraggiamento, per diventare l’ottima realtà che ora possiamo ascoltare con questo lavoro discografico pubblicato da Tattica. La “pacca sulla spalla” gli è arrivata proprio da Renato Zero, con il quale ha collaborato anche al più recente spettacolo Zerowsky-Solo per amore.Lì per lì  pensavo fosse una boutade” - racconta in questi giorni Incenzo in una intervista riguardo all’idea di Zero che fosse giunto il momento, per lui, di cantare - “ma lui ha insistito anche per vincere una certa mia reticenza. Dopo tanti anni come autore avevo un certo pudore ad espormi in prima persona perché avevo paura di essere tacciato di presunzione o bulimia, di quello che vuole fare tutto.” 

Vincenzo ha quindi sconfitto il suo stesso timore e ci ha creduto, ed ora eccola qui, la sua impronta autentica e personale, fin dal titolo del disco a ribadirlo, quel Credo, che non è preghiera ma affermazione ed è il leitmotiv di tutto l’album pur non essendo il titolo di alcun brano. Il disco si apre con Je suis, il singolo che il 12 ottobre ha anticipato l’uscita dell’album: un esordio chiaro, netto, ed anche una presa di posizione. Dopo i noti attentati di Parigi nel 2015, infatti, “io sono” scritto sui social in francese, è diventato uno slogan di partecipazione virtuale e virale. Vincenzo in questo brano mette in luce come l’onda emotiva sia tracimata presto in inutile narcisismo a base di like, di hashtag e di banalità, e ne prende quindi le distanze denunciando una preoccupante distorsione della realtà in cui viviamo e una mancanza di sensibilità rispetto a chi, in difficoltà, ci è realmente vicino.
“Con lo scettro ambientalista, la corona da vegani/ la passione per i casi umani specie i più lontani/ci si sente un po’ giganti nell’umanità dei nani/ nel tunnel dell’orrore e delle indignazioni. / Allora oui, je suis!”

Nell’album si alternano ritmi incalzanti e dolci ballate, in cui la voce accarezza splendide parole che non sfiorano mai la banalità ed anzi giocano fra loro in intrecci originali (“in questo Duemilaniente”), come ad esempio in La mia canzone per te e Il primo giorno dell’Estate.
“Adesso tutti la cantano la mia canzone per te, e quanti ancora si cercano come io cerco te” ( La mia canzone per te, il cui finale, nell’interpretazione, rivela un omaggio non più di tanto velato proprio al grande Renato Zero). Oltre ai brani già noti scritti con Zarrillo e da lui incisi in passato, che ora reinterpretati assumono un colore diverso, attuale ed ancora più interessante, tra gli episodi sicuramente più notevoli dell’album vi sono senza dubbio Pensiero unico,  con quel testo recitato, lungo e denso di immagini, con in sottofondo la melodia cantata dalla voce splendida del soprano lirico Min Ji Kim e La canzone che sta passando, vicina alla tradizione storica del cantautorato italiano ma attualissima nel tema (la musica “mordi e fuggi” proposta oggi dai media), che ha echi deandreiani e nella quale si intuisce anche un tributo a Ivano Fossati tra le righe: “Se chiedi alla gente che sta succedendo, la gente risponde -  non sento non sento non sento./(…). È una canzone senza futuro quella che non trasmetteranno.”

Anche Dal paese reale, altro ottimo brano dal sapore prog rock impreziosito dall’intervento della tromba di Fabrizio Bosso, ha un testo disincantato e in un certo modo crudo, una lettera o meglio una mail da questo nostro difficile presente: “Si vive a cervelli conserti, si patteggia per l’opinione/la bestia si accomoda, i soliti brindano nei salotti della soluzione”. Dopo questa denuncia d’insensibilità e di preoccupante deriva, il brano finale Salutami l’amore - preceduto da una Intro incoraggiante recitata da Renato Zero - arriva come una carezza, un sollievo, una speranza. Il “Credo” di Vincenzo Incenzo è infatti tutto nell’Amore e nella Bellezza, nella sua interminabile ricerca, nella forza delle radici, nel dialogo tra le persone e nel calore di affetti reali. “Le canzoni possono fare cultura, pensiero, opinione. Possono, come è stato in altre stagioni.” scrive Incenzo nelle prime pagine del booklet, e poi prosegue: “Bisogna alimentare il bello, con tutte le forze.” Anche con la propria voce, evidentemente.

E a questo punto, dopo numerosi e piacevolissimi ascolti dove la sua capacità di scrittura è palesemente conclamata, anche noi pensiamo che con una voce così espressiva un nuovo ruolo da protagonista se lo sia assolutamente potuto, e dovuto, permettere.

Foto: Roberto Rocco

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Renato Zero
  • Anno: 2018
  • Durata: 45:00
  • Etichetta: Tattica

Elenco delle tracce

01. Je suis
02. La mia canzone per te
03. L’elefante e la farfalla
04. Prima di qualunque amore
05. Pensiero unico
06. Il primo giorno dell’estate
07. La canzone che sta passando
08. Cinque giorni (Renato Zero)
09. I nemici dell’amore
10. L’acrobata
11. Dal paese reale
12. Salutami l’amore – intro (Renato Zero)
13. Salutami l’amore

 

 

Brani migliori

  1. Je suis
  2. Pensiero unico
  3. La canzone che sta passando

Musicisti

Lele Melotti: batteria  -  Paolo Costa: basso  -  Danilo Madonia: piano e tastiere, arrangiamenti  -  Flavio Ibba: chitarre  -  Piccola Orchestra Pop: orchestra  -  Neri per caso: cori