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Cesare Carugi

Crooner Freak

Terzo lavoro per Cesare Carugi, da Cecina, dopo i precedenti Here’s to the road (2011) e Pontchartrain (2013) accolti positivamente sia dalla critica sia dal pubblico. Un lavoro questo Crooner Freak, che arriva anche grazie ad una campagna di crowdfunding di grande successo, a testimonianza del fatto che Cesare ha un affezionato e competente pubblico. Notevole crescita musicale per il cantautore che dimostra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, che ci sono parecchi artisti italiani che possono cantare bene in inglese e fare una musica “americana” che non ha niente da invidiare ai singer-songwriters di oltreoceano.

 

Cesare Carugi ha assorbito, digerito e “frullato”  il suono proveniente dall’ascolto di molti dischi made in USA e non, ha seguito e in alcuni casi organizzato i tour di decine di artisti internazionali nel nostro paese, realizzando attraverso la sua sensibilità ed introspezione, un disco brillante, fresco, immediato che suona alla grande e che ha tutti i profumi e le tonalità della grande musica roots americana, dal rock, al folk, alla West Coast.  

Nel disco prevalgono le ballate, anche se non mancano i momenti più rock, a volte anche duro, e grazie al talento, alla vena e alla brillante scrittura di Cesare Carugi non ci sono mai momenti di stanca nei dodici brani originali cantati in inglese che compongono il lavoro. C’è un perfetto bilanciamento tra chitarre acustiche ed elettriche, tra strumenti tradizionali ed elettronici, le voci e i cori, e l’artista dipinge  melodie che hanno una punta di malinconia, di intimità e a volte di epicità, che arrivano dritte al cuore dell’ascoltatore.

Il disco inizia con il brano forse più duro del lavoro, The long black wall, rock scuro e tosto con venature blues, ma c’è subito un cambio di registro con la successiva Waterfall (Halloween on Sunset Strip),  delizioso e delicato brano  con le sue belle armonie e cori, che inizialmente ricorda I’m on fire del Boss.  John Butler train è il brano migliore del disco, una splendida ballata acustica senza tempo con grandi musicisti ospiti come Riccardo Maccabruni alla fisarmonica, Joe Barreca al contrabbasso e Tim Easton al mandolino, una gioia ascoltarla.

Il disco prosegue sempre ad alto livello tra riff alla Clash come in Face in the crowd, sicuramente uno dei brani che sarà meglio apprezzato dal vivo, grandi ballate come in Beatiful when you cry, con la Steel guitar di Paolo Ercoli in evidenza, i cori con Alice Pisano e un ritornello che ti si stampa nella mente. Senza nulla togliere a Violet con il suo fischiato iniziale alla Morricone e i suoi profumi western.

Da segnalare anche The crowded house, altro delizioso brano che ricorda il lato folk di band come i  Jethro Tull e Traffic, con un  finale in crescendo che vira verso tonalità psichedeliche, Certain Saturdays nights, intima riflessione sul terremoto che colpì l’Emilia nel 2012, e la conclusiva Like a long goodbye, dove Cesare Carugi finalmente, dopo tanto freak, termina, da vero crooner, anche con il contributo di Eugene Ruffolo al canto,  il suo bel lavoro.     

Un grande merito per la riuscita del disco alla band che l’accompagna ed ai numerosi ospiti presenti, un lavoro che profuma di cose buone fatte in casa, con sincerità, passione, creatività e sempre con grande professionalità. Decisamente consigliato…diamo a Cesare quel che è di Cesare.

Foto di Federico Sponza

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Cesare Carugi & Enrica Antonioli
  • Anno: 2016
  • Durata: 52:54
  • Etichetta: MRM Records

Elenco delle tracce

01. The long black wall
02. Waterfall (Halloween on Sunset strip)
03. John Butler train
04. Face in the crowd
05. Beautiful when you cry
06. Farewell San Francisco Bay
07. Violet
08. For many days to follow
09. The underworld
10. The crowded house
11. Certain Saturday nights
12. Like a long goodbye

Brani migliori

  1. John Butler train
  2. Beatiful when you cry
  3. Certain Saturdays night

Musicisti

Cesare Carugi: chitarre, sitar elettrico, armonica, voci  -  Leonardo Ceccanti: Chitarre,   -  Matteo Barsacchi : Basso  -  Nico Pistolesi : Piano, keyboards  -  Matteo D’Ignazi: Batteria, percussioni
Ospiti : Alice Pisano: Cori  -  Gianfilippo Boni: Programming  -  Paolo Ercoli: pedal steel  -  Joe Barreca: Contrabbasso  -  Tim Easton : mandolino  -  Riccardo Maccabruni : Fisarmonica  -  Eugene Ruffolo : Voci