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Cesare Basile

Cummeddia

Il passaggio di un aquilone o di una cometa (Cummedia) è presagio infausto, di sventure collettive e pubbliche, come per esempio la peste. Questa sciagura mina e trasforma le relazioni sociali e umane, mettendo tutti contro tutti, a vantaggio dell’ordine “costituito”. E dunque l’esortazione è a trasformare il passaggio della cummeddia da presagio di sventura a possibilità di ribellione per un nuovo inizio.

Sulle note e le parole di queste canzoni di Cesare Basile è poggiato un sentimento anarchico, di giustizia e di rivolta, contro uno stato che ha sempre cercato, e cerca, di imporsi con ogni mezzo necessario, anche il più violento. La forza e la naturalezza di un sentimento sincero che  non ha bisogno di nessuna ostentazione, traspare sin dalle prime parole della prima canzone,  delineando un solco profondo tra un’umanità vessata ma viva e uno stato violento anche nella sua “normale amministrazione” (Mala la terrra, L’arvulu rossu, E sugnu Talianu). Questa convinta e serena consapevolezza di scelta di campo,  sgorga parola dopo parola e nota dopo nota, dipingendo cartoline e storie di sofferenza, opposizione e ribellione contro quelle istituzioni che a seconda del bisogno e del grado di repressione si sono fatte e si fanno, divise o leggi. Le undici canzoni, come i grani di una collana, si intrecciano intorno a questo filo conduttore per saldarsi tra loro, donando un’omogeneità e una forza a questo disco che va ben oltre la bellezza dell’ascolto.


La scelta della lingua siciliana colloca ancora più precisamente le storie narrate, convincendoci che non era possibile una diversa opzione. E’ un Basile radicale, che va alla radice delle controversie della vicenda umana, ricavandone una narrazione essenziale e nitida. Si rivela, se ancora ce ne fosse bisogno,  musicalmente maturo, tanto da sintetizzare le sonorità popolari della Sicilia con il “suo” blues, scuro, che trasuda e contiene il segno del suo vissuto rock. Tuttavia la ricerca non si ferma a questi confini musicali e geografici e assorbe anche i colori sonori del mondo che da sud fronteggia l’isola, a volte sembra quasi di sentire l’eco dei muezzin e i ritmi del maghreb (Chitarra Rispittusa), o il salmodiare di chi si trova a fare i conti con le traversate di quel mare che unisce e divide ma che sempre più spesso purtroppo inghiotte (La naca ri l'annijati – La culla degli annegati). Ci sono tanti musicisti importanti che accompagnano Basile in questo nuovo viaggio e che si sono  calati perfettamente in questa creazione portando la propria storia musicale in un lavoro che rimarrà nel tempo, aggiungendo un altro prezioso tassello alla già importante discografia del musicista siciliano.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Cesare Basile e Urtovox
  • Anno: 2019
  • Durata: 36:00
  • Etichetta: Urtovox

Elenco delle tracce

01. Mala la terra
02. L'arvulu rossu
03. E sugnu talianu
04. La curannera
05. Setti venniri zuppiddi
06. La naca ri l'anniati
07. Chiurma limusinanti
08. Cummeddia
09.Chitarra rispittusa
10. Cchi voli riri?
11. Mina lu ventu

Brani migliori

  1. L'arvulu rossu
  2. Chiurma limusinanti
  3. La naca ri l'anniati

Musicisti

Cesare Basile: voce, chitarre, percussioni, djeli 'ngoni, sintetizzatori - Massimo Ferrarotto: percussioni - Sara Ardizzoni: chitarre - Vera Di Lecce: voce, percussioni, arrangiamento cori - Luca Recchia: basso  - Hugo Race: tastiere - Gino Robair: percussioni, elettronica  - Alfio Antico: tamburi a cornice, voce - Alice Ferrara, Daniela Ardito, Vera Di Lecce, Vanessa Pappalardo, Bruna Vittordino: cori Featuring: Hugo Race: chitarre su “Cchi voli riri?” - Rodrigo D'Erasmo: violino su “Cummeddia”, “Cchi voli riri ?”, “Mina lu ventu” - Roberto Angelini: lapsteel box su “Mina lu ventu”