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Eleonora Bordonaro

Cuttuni e lamè - Trame streuse di una canta storie

L’esperienza artistica e le collaborazioni di un certo rilievo non le mancano di certo, prima fra tutte quella con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma diretta da Ambrogio Sparagna, e precedentemente quella con la Skanderband ideata da Michele Lobaccaro dei Radiodervish, per non dire delle decine di esibizioni, in Italia ed all’estero, incentrate sulla riproposizione di un repertorio che, pur spaziando fra varie lingue (italiano, siciliano, portoghese, inglese, spagnolo e gallo-italico) fa riferimento principalmente alla scuola etnea. Ma era giunto ormai il momento di giocare una partita da protagonista, in prima persona, mettendo insieme tutte le esperienze precedenti ma soprattutto andando alla radice, musicale e culturale, della propria terra, la Sicilia.

Ed ecco che allora Eleonora Bordonaro, affiancata da importanti esponenti musicali provenienti dalla medesima terra, ha finalmente deciso di realizzare il suo album di debutto, seguendo le orme antiche, come lei stessa afferma, dei cantastorie: "Streuse vuol dire bizzarre, originali. Canta storie perché vengo da Paternò che in Sicilia è il paese dei cantastorie, quelli che, con la chitarra e il cartellone, andavano in giro per le piazze e il tetto dell'auto era il loro palco". Il risultato, la sintesi di tutto questo percorso, porta il titolo di Cuttuni e lamè - Trame streuse di una canta storie ed è un lavoro “al femminile” proprio perché va ad analizzare la figura della donna siciliana attraverso le sue peculiarità caratteriali, umorali, comportamentali, evitando accuratamente qualsiasi tipo di stereotipo ma andandole a guardare, ad osservare da vicino, immergendosi così nelle realtà che le vedono protagoniste. Tredici tracce, tredici microstorie, tredici spezzoni che, messi insieme, diventano una sorta di cortometraggio che racconta non un luogo fisico quanto invece un ambiente umano, osservato da differenti angolature e ricco di dettagli che, ad un occhio meno avvezzo, sarebbero certamente meno evidenti, o rischierebbero di andare persi.

Questo lavoro non è, o comunque non è solo, un’operazione culturale di recupero della memoria, quanto invece l’osservazione e l’affermazione di una realtà, tuttora esistente e che, pur mutando forma col passare degli anni, ha mantenuto un imprinting assolutamente unico. Le atmosfere che si ritrovano sono, per certi versi, quelle “classiche”, che ci potrebbero attendere da un lavoro che rappresenta, in maniera esemplare, la musica popolare nel senso più stretto del termine, quello di musica proveniente dal popolo, e non solo musica che lo rappresenta.

In fondo la funzione del cantastorie è sempre stata quella di raccontare fatti più o meno noti, o più o meno nascosti, che riguardavano la gente del luogo: non tanto dunque favole o fantasie letterarie basate su narrazioni tramandate, quanto invece vere e proprie cronache “locali”, trasformate in narrazione da condividere con il popolo stesso. Quello che fa davvero la differenza è la capacità di raccontare, di appassionare, di fare entrare il pubblico nella vicenda oggetto della narrazione, e la grinta di Eleonora Bordonaro non può lasciare indifferenti neppure coloro che sono poco avvezzi ad un linguaggio, il dialetto siciliano, che vive parecchio sulla propria attitudine a far immaginare ciò che racconta attraverso una pronuncia che, in molti momenti, diventa quasi recitazione.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Erasmo Treglia, Puccio Castrogiovanni, Michele Musarra, Pietro Carfi, Marianna Fazzi, Giordano Treglia, Andrea De Bernardi
  • Anno: 2017
  • Durata: 51:57
  • Etichetta: Finisterre

Elenco delle tracce

01. Sentimi Rosa
02. La tassa di li schetti
03. Tri tri tri
04. Lu cielu unni si tu
05. Li fommi
06. Disidiru mangiari jancu pani
07. Lamento di Maria
08. Maria passa ppi na strata nova
09. ‘A partita
10. Vuci
11. Cuttuni e lamè
12. E poi ci su i paroli
13. Ucch’i l’armA

Brani migliori

  1. Tri tri tri
  2. ‘A partita
  3. Vuci

Musicisti

Eleonora Bordonaro: vocals, guitar  -  Puccio Castrogiovanni: accordion, mandolin, jew’s harp, vocals  -  Gionni Allegra: double bass  -  Marco Corbino: guitar  -  Salvo Farruggio: drums  -  Salvo Assenza: clarinet, saxophone  -  Marina Latorraca: trumpet, trombone  -  Alfio Antico: frame drum  - Rosario Moschitta: guitar  -  Michele Musarra: bass, remix  -  Adriano Murania: violin, viola  -  Lucia Inguscio: cello  -  Gerardo Maida: cello  - Vincenzo Di Silvestro: strings  -  Seby Burgio: piano  -  Denis Marino: guita