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Silvia Vavolo

Dante aveva ragione

Anch’io mi sento, in questo momento che scrivo, come la protagonista di Stile libero di Silvia Vavolo: “incapacità dei muscoli a trovare posizione, per scomodità o solo per innata agitazione”. È una condizione esistenziale che si riverbera a tutti i livelli dell’animo umano e coinvolge coloro che prima di agire si pongono interrogativi costanti, dubbi sul proprio posto nel mondo.

È la paura che frena i rapporti tra le persone, È solamente la paura che porta tantissimi ormai a comportarsi come gli ignavi, coloro che secondo Dante non sono degni neanche della dannazione eterna, ma sono collocati nell’antinferno, un luogo dove vengono continuamente stimolati da insetti a inseguire una bandiera. Come in un’operazione pop-rock che dagli Abba in poi è molto usuale, in Dante aveva ragione (contornata dal parlato di Red Canzian) l’occasione storica o letteraria, che ha tutta l’aria di essere intoccabile e pomposamente solenne, diventa uno stimolo culturale per la quotidianità che si rapporta a tutt’altro, in questo caso all’amore, a relazioni tra le persone che sono diventati più importanti (o forse lo sono sempre stati) dei grandi sistemi filosofici, non sempre propedeutici all’inter-personalità. È proprio la stessa operazione che per esempio facevano gli Abba con la disfatta di Waterloo, in cui la resa di Napoleone era paragonata al cedimento di fronte alle lusinghe di un corteggiamento.

La timidezza nell’affrontare i rapporti genera una serie di corollari che investono gran parte delle dinamiche sociali, anche quelle sulla cura degli altri, di tutti gli altri; per parafrasare Così Vicino, sesta traccia di questo album, Caparezza direbbe “perché non dicono «io mi interesso»?” per descrivere la condizione psicologica di chi si sente coinvolto nei problemi del mondo solo se sono vicini. E il continuo confronto col diverso porta a una storia d’amore che la società conformista potrebbe giudicare strana, quella di Sara e Francesca, solo amiche per qualcuno, ma in realtà amanti come qualsiasi altra coppia che si vuole autodefinire normale in questa società sempre pronta a giudicare.

La confezione prettamente musicale si adagia su un arrangiamento piuttosto piatto, seppur molto curato; forse si poteva osare di più, perchè il taglio che ne esce è un pop leggero, mainstream (quasi da talent verrebbe da dire), ma che vista la voce e la proposta complessiva dei brani di Silvia sembra lontano dal suo mondo. Per esempio nella cover Felicità, dove la voce della Vavolo riesce a imprimere un afflato poetico a uno dei tanti piccoli capolavori di Lucio Dalla. Sono apprezzabili invece gli spunti mimetici in Febbre e Camminare, le cui ritmicità partono dall’imitazione rispettivamente del termometro pronto per l’indicazione della temperatura, e i passi che tentiamo di fare quotidianamente, gli stessi che cercano di entrare nella vita di ogni giorno, con la solita dolce timidezza che contraddistingue l’album.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Phil Mer
  • Anno: 2019
  • Durata: 31:54
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. È solamente paura
02. Dante aveva ragione
03. Camminare
04. Stile libero
05. Alfabeto
06. Così vicino
07. Febbre
08. Sara e Francesca (new version)
09. Felicità (cover di Lucio Dalla)

Brani migliori

  1. Dante aveva ragione
  2. Stile libero
  3. Così vicino