di: Luca Barachetti
Avviati che prima o poi io arrivo,
e dieci anni sono passati da quando Dany
Greggio regalò ai La Crus Natale a
Milano per “Dietro la curva del cuore”. Da allora il cantautore nato in
Sudafrica e adottato giovane da Venezia – iniziò con quel Pierpaolo Capovilla
oggi nel Teatro degli Orrori – non è rimasto di certo con le mani in mano, e a
parte un’altra breve parentesi musicale spersa nei crediti di “Sacramante” di
Cristiano De André (con cui scrisse Sei
arrivata) la sua attenzione si è rivolta soprattutto al teatro (nei Motus,
ma non solo). Oggi esordisce finalmente con un disco a suo nome in compagnia
dei Gentlemen, lavoro che riassume,
mettendo parecchia carne al fuoco, almeno dieci anni di attività artistica al
servizio di canzoni e recitazione. Tra i due poli gravitano infatti le sedici
tracce di questo cd + libro (nel libro i testi e trentadue pagine di bei
disegni di Gianluigi Toccafondo): da
un lato ballad semiacustiche in punta di chitarra con fisarmonica, vibrafono,
tastiere e scaglie elettroniche a scontornare; dall’altro episodi di teatro
canzone o puri monologhi musicati che fanno leva sulle capacità istrioniche del
titolare. Per influenze: la disperazione di bordo di Piero Ciampi (omaggiato in
bella una rilettura de L’incontro
dove la voce pare trasfigurarsi in quella del livornese) e la tensione
esistenziale di Tenco (la già citata Natale
a Milano, ma anche Lettera all’anima)
contro una serie di bozzetti per lo più trascinanti nei quali l’ugola di volta
in volta si trasforma assumendo tratti da slavo in acido (la kusturicana Circumgasse) come da latino-americano
alcolico (il lamento d’amore e mescal di Canzone
a Isa) oppure si lancia in invettive dalla grande forza lirica (l’omaggio
alla Vita agra di Luciano Bianciardi).
Dato uno sguardo alle influenze,
e aggiunte quelle di un De André rivisitato Conte in Ode marittima e di Waits nei loop vocali di Magnani in rosso, si capisce bene in che direzione vada la
scrittura di Greggio e quanto pericoloso sia il rischio di farsi sommergere da
tanti e tali riferimenti. Un rischio che però viene sviato dall’imponente
eclettismo del nostro e soprattutto dalla qualità delle canzoni. Ascoltate, se
già non la conoscete, Natale a Milano
e concorderete con noi nel metterla tra le canzoni più belle mai scritte sul
capoluogo lombardo. Ma quella sarà solo una delle tante facce di un autore che
della multiformità fa un’arma sempre propria e sempre credibile.
01. Serenata a seconda
02. Sisifo
03. Ode marittima
04. Faccio cuccia nel multificio (soliloquio)
05. Magnani la rossa
06. I tuoi vestiti
07. Vita agra (soliloquio)
08. Sono qui
09. Lettera all’anima
10. Circumgasse
11. Natale a Milano
12. Canzone a Isa
13. L’incontro
14. Sei arrivata
15. Il rifiuto… la nostra bandiera (soliloquio)
16. Vent’anni oggi
Dany Greggio:
voce, chitarra classica, chitarra elettroacustica, telefono a manovella
Atto Alessi:
contrabbasso
Vincenzo Vasi:
vibrafono, giocattoli, theremin, voce, ovetto, voce coro, rumori, basso
elettrico
Simone Zanchini:
fisarmonica, tastiera, elettronica, kazoo