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Diego Schiavi

Deep to the Bone

Prima di scrivere questa recensione,  Deep to the Bone, il primo disco di Diego Schiavi, è stato ascoltato molte volte. Il motivo è presto detto: evitare giudizi affrettati. Questo disco è stata una piacevole sorpresa già dal primo ascolto e considerando la giovane età del suo autore (appena 23 anni) e la sua storia artistica (ovviamente ancora breve ma destinata ad arricchirsi nel tempo), era necessario capire se questo lavoro e la qualità del suo contenuto, fosse frutto di una fortunata serie di concomitanze o se sotto il cofano ci fosse altro. C’è sicuramente altro! Diego Schiavi ha le caratteristiche per diventare un bluesman di valore e si sente. In questo giovane artista, il blues c’è e scorre nelle sue vene, ed è evidente che nella sua visione interpretativa il blues non è solo un genere musicale ma è anche, e forse soprattutto, una condizione del proprio essere, uno stato emotivo che prima imprigiona gioia, rabbia, felicità, tristezza e poi libera il tutto in un flusso continuo che coinvolge autori, interpreti ed ascoltatori.

Questo giovane artista si è fatto un bel regalo per il suo 23esimo compleanno autoproducendo questo lavoro d’esordio, grazie al quale è riuscito a dire con chiarezza chi è Diego Schiavi, ma soprattutto in quale direzione volge lo sguardo e il cammino che intraprenderà in futuro.

Nato a Pisa, ha studiato chitarra classica per 10 anni arrivando ad esibirsi in pubblico con brani di compositori del XVII e XVIII secolo. Questo giusto per sottolineare il fatto che il nostro ha un rapporto con la chitarra più che consolidato e molto vissuto. Durante questi anni però coltiva anche altri interessi come quello per la musica blues che lo porterà a prenderà una decisione molto importante dando una svolta decisiva alla sua vita artistica: smettere di studiare chitarra classica per abbracciare qualcosa di più vitale per lui, il blues. Dunque riprende a studiare per diventare padrone del “fingerstyle”  a cui affianca la riscoperta e la valorizzazione del suo timbro vocale, che ben si presta a fare bella mostra di sè in questo suo nuovo percorso. I risultati di questa svolta, per nulla scontati, sono tutti dentro Deep to the Bone dove, citando le sue stesse parole riportate in copertina, “c’è tutto il suo blues, nudo e crudo, spoglio di tutto, dove la sua storia prende forma”. Il disco raccoglie 10 brani, alcune cover di brani noti, altri originali che ben definiscono l’universo blues acustico di questo giovane artista. Ad onor del vero però qualche difetto nel disco c’è, ma si tratta di un difetto di gioventù dovuto prevalentemente all’inesperienza quindi perdonabile anche se non trascurabile: non sono stati riportati i nomi degli autori dei brani.

 In conclusione il disco è bello e ricco di spunti interessanti, dove i pregi sono decisamente superiori ai pochi difetti, preludio di un futuro ancora tutto da scrivere che sarà sicuramente ricco di soddisfazioni per Diego Schiavi. E come sempre accade per le opere prime particolarmente riuscite il duro lavoro arriva ora, o meglio quando Diego inizierà a lavorare per il secondo disco che porterà con sè un’ importante eredità che non dovrà essere tradita. Ma come è stato già scritto la stoffa c’è e quindi gli auguriamo tanta fortuna con un grande  “in bocca al lupo”.

Foto di Claudio Papucci
 
Per chi vuole procurarsi il disco: www.diegoschiaviblues.com

 

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In dettaglio

  • Anno: 2017
  • Durata: 31:29
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Help Me Lord.
02. Son Of A Blues Player.
03. Make Me Down A Pallet On Your Floor
04. I Can’t Be Satisfied
05. When I Look Into Your Eyes
06. Crossroads Blues
07. Rollin’ ‘n Tumblin’
08. Deep To The Bone
09. Rollin’ Down
10. Walkin Blues

Brani migliori

  1. When I Look Into Your Eyes
  2. Help Me Lord
  3. Crossroads Blues

Musicisti

Diego Schiavi: Chitarra e voce  -  Andrea Valeri: Chitarra