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Comelinchiostro

Di che cosa hai paura?

Di che cosa hai paura? è il lavoro d'esordio di Giorgio Bravi, in arte Comelinchiostro, che lo ha scritto di getto senza dar conto delle regole, quasi come se le parole cadessero a cascata una sopra l’altra. Nel suo romanzo Memoriale del Convento, il premio Nobel portoghese José Saramago ha usato lo stesso metodo, rompendo punteggiatura e grammatica, spostando le pause dove non ci sono e negandole dove ce le aspettiamo. Di che cosa hai paura? è una domanda, di quelle buone per tutte le età, ma che a ogni età hanno una risposta diversa. A questa domanda ci sono otto possibili risposte che coincidono con le otto tracce del disco. Ci sono ricordi primordiali, squarci di umanità sofferente, voglia di rivivere la bellezza di paesaggi naturali, del mondo o dell’anima. E’ una ricerca della purezza che non nega il declino della civiltà, anzi proprio nelle sue pieghe ne scorge le vie di fuga e i tagli di luce. Il dubbio di farcela resta una bussola da studiare per riflettere sulla direzione giusta da prendere senza paura. Il pensiero del futuro si rigenera nascosto sotto una neve candida che all’improvviso ricopre le storture del presente per ridisegnare ogni cosa.

Il disco di Comelinchiostro, come la realtà, è popolato da  zattere disperate che però sono anche mezzi per scoprire nuovi mondi in cui rifugiarsi, per traghettare la speranza al riparo dalla tempesta che pare imperversare ovunque. Nei momenti di calma emergono i cinque sensi (come nello splendido brano Zenzero e noci), quelli che rendono ognuno umano e capace di assaporare, vedere, comprendere, ricordare e scegliere per non imboccare un binario morto. I suoni del disco sono omogenei e vestono alla perfezione questo immaginario, talvolta dei tappeti sonori dal vago sapore gucciniano aprono distanze da percorrere in mare aperto quasi come fossero marinai e pirati balzati fuori dai racconti di Salgari, più che dalla fuga per la sopravvivenza. È una riflessione sulla civiltà, è quello che i cantautori ultimamente hanno un po’ dimenticato di fare. E’  un disco che manifesta un’urgenza senza urlarla in modo prepotente, e per questo merita di essere conosciuto. Otto belle canzoni con cui fare i conti. Come con l’inchiostro quando prende forma e racconta una bella storia, indelebile, una volta scritta.

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Giorgio Bravi e Livio Boccioni
  • Anno: 2018
  • Durata: 30:00
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Chissà
02. Facile
03. Disegnerà
04. China come l’inchiostro
05. La Tempesta
06. La Zattera della Medusa
07. Tempo e Virtù
08. Zenzero e Noci

Brani migliori

  1. La Zattera della Medusa
  2. Zenzero e Noci
  3. Chissà

Musicisti

Comelinchiostro (Giorgio Bravi): voce e chitarra acustica  -  Daniela Savoldi: violoncello  -  Livio Boccioni: chitarra elettrica e basso elettrico  -  Alessandro “Mr Poto” Esposti: pianoforte, Hammond, Tastiere, Fisarmonica e Synth  -  Gabriele Mohamed Galal: batteria  -  Enrico Lupi : tromba  -  Mattia Patrignani: cajon