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Franco Baggiani

Divergent directions

In tre parole: jazz, funk, ed uno sguardo tutt’altro che disinteressato ad un approccio d’avanguardia, mai troppo “serioso”, certo, ma neppure privo di una sua intrinseca, necessaria, complessità. Divergent directions non è un lavoro esattamente immediato, anzi prevede comunque un minimo di conoscenza della materia, anche se all’ascolto poi si rivela fruibile e, perché no, in grado di attirare anche neofiti o semplici curiosi.

Questo perché il trombettista fiorentino Franco Baggiani, per il suo quattordicesimo album, ha studiato nei dettagli un approccio molto attraente e particolare: innanzitutto la formazione, con una solida ed articolata sezione ritmica (basso, batteria e percussioni) ed un binomio tromba/sax baritono che si occupa della melodia e delle armonizzazioni. Non c’è il pianoforte, non ci sono archi, nessuna chitarra e quindi ci si trova di fronte ad una struttura fondamentalmente jazz ridotta, per così dire, ai minimi termini, asciutta ed essenziale, in cui anche le strutture ritmiche sono spesso irregolari e complesse, e riescono a creare atmosfere oscure, trasognate e misteriose. Il lavoro di Michele Staino, Fabio Ferrini ed Alberto Rosadini risulta essere davvero complesso, quasi improbo, perché si tratta di una sezione ritmica realmente anomala, che si muove non tanto tra tempi complessi, quanto spesso attraverso “non tempi”, dando l’impressione di una continua improvvisazione laddove, invece, il timing è necessariamente preciso e privo della seppur minima incertezza. I riferimenti al free jazz sono del tutto evidenti, così come quelli alla musica contemporanea.

Su questa struttura così articolata si muovono, con suoni e timbriche spesso quasi spettrali, la tromba di Baggiani ed il sax baritono di Giacomo Downie, creando come detto atmosfere rarefatte, cupe, attraverso un dialogo continuo ed ininterrotto, che a tratti diventa scontro, attraverso un incessante susseguirsi di pieni e vuoti; se a tutto ciò si aggiunge il fatto che l’album è stato realizzato dal vivo in studio, sena alcuna sovraincisione successiva, risulta evidente che l’interplay fra questi musicisti viaggia a livelli altissimi, con automatismi e sinergie veramente fuori dal comune. Nelle nove tracce che compongono questo lavoro si può trovare una serie davvero infinita di sollecitazioni, vengono espressi stati d’animo differenti e contrastanti, attraverso una continua “lotta” fra gli strumenti, e le sensazioni che scaturiscono, nonostante l’obbiettiva difficoltà della materia, non possono non esercitare una forte attrattiva verso chi si dispone ad ascoltare le “direzioni divergenti” verso le quali il leader conduce i suoi compagni di viaggio, dai quali spesso, comunque, si lascia condurre in un continuo gioco ad inseguirsi che è poi la caratteristica distintiva dell’intero album.

Lasciarsi coinvolgere in questo sviluppo musicale permette, davvero, di percepire la musica (nel senso di melodia, armonia e ritmo) in maniera differente dal solito, ed è un’esperienza che vale realmente la pena di fare.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica: Franco Baggiani
  • Anno: 2015
  • Durata: 60:46
  • Etichetta: Sound Records

Elenco delle tracce

01. Ida y vuelta
02. Quota 284
03. Divergent directions
04. Il labirinto
05. Una serie per tutti
06. Phunkness
07. Past Vs. future (Intro – Paure ancestrali)
08. Infinite resources
09. Requiem

 

 

Brani migliori

  1. Quota 284
  2. Divergent directions
  3. Past Vs. future (Intro – Paure ancestrali)

Musicisti

Franco Baggiani: trumpet, conduction  -  Giacomo Downie: baritone sax  -  Michele Staino: bass  -  Fabio Ferrini: percussions  -  Alberto Rosadini: drums