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Contrada Lorì

Doman l’è festa

Intelligenza, ironia e leggerezza: questi gli ingredienti alla base del progetto della Contrada Lorì, una vera e propria orchestrina di 7 elementi stabili, dal nome del torrente Lorì, che attraversa Avesa, paese in provincia di Verona. Diremmo anche semplicità, intesa come la capacità di far apparire facili anche le cose difficili. Proprio grazie a questa semplicità il combo è riuscito ad architettare un album tra i più freschi usciti quest’anno, che attinge a piene mani dalla tradizione folk locale, culturale e musicale, ma che da lì si muove, nel tentativo di “esportare” queste canzoni verso nuovi lidi. Migrazioni sonore: così potremmo definire queste canzoni cantate in dialetto veronese-veneto, perché portano dentro lo spirito libero di chi, pur mantenendo ben saldi i piedi nel terreno della tradizione, è convinto che la stessa possa rifiorire solo innervandola in un contesto (non solo sonoro) più ampio. Altro pregio del disco è l’omogeneità del progetto, che rende merito alla fase preparatoria dell’album, quella durante la quale le idee prendono corpo.

Intendiamoci; nel disco ci sono molte deviazioni rispetto alla matrice base del folk, ma ogni canzone è come un tassello dalla coloratura diversa che rende però il mosaico assolutamente equilibrato.  Ci sono in ogni caso canzoni dal forte impatto, che entrano in circolo subito e aiutano l’ascoltatore a stabilire una immediata sintonia con la band. Tra queste sicuramente Mi son de Avesa, una sorta di carta di identità della Contrada Lorì: una ballad fresca e coinvolgente con il kazoo che fa capolino qua e là.  La stessa forza anima la title track Doman l’è festa, brano d’apertura del disco: una folk song dall’ottimo sound e dalla splendida vocalità. Proprio le voci sono uno dei punti forti della band: sia quella di Francesco, frontman del gruppo, che ha dalla sua anche la duttilità per adattarsi alle diverse espressioni sonore della Contrada Lorì, sia quella di tutti gli altri componenti della band, che hanno evidentemente assorbito la coralità tipica dei canti degli alpini con i quali sono cresciuti. Da segnalare sicuramente anche la traccia Va’ bogonela va, un tango miscelato di venature yiddish, con una fisa struggente e straziante e gli intriganti arpeggi di chitarra di Enrico Breanza, uno degli ospiti del disco. Deliziosa poi è la versione strumentale di Sonada del magnatismo, “libera interpretazione della versione suonata dal musicista e cantore Arturo Zardini nel 1980”, tratta dall’archivio sonoro di Grazia De Marchi, che da malinconica si apre verso un suono in crescendo che ispira allegria. Anche in questa canzone traspare una passione verso le sonorità yiddish. Altra ballata delicata è Voria vegnar grando, canzone che ci piacerebbe ascoltare anche in una versione in italiano. Piace nella Contrada Lorì la naturalezza con cui si cambiano d’abito, alternando con nonchalance il folk tradizionale al blues al vocalese, allo swing.

Un album molto ben confezionato per un progetto sicuramente stimolante, per il quale va dato merito anche alla Vaggimal Records che ha prodotto l’album. Una produzione “illuminata”, che ha concesso al gruppo la massima libertà espressiva, che significa poter inserire pezzi “strani” come Contra marso e finalini simpatici come il parlato che chiude Copa le veca. Sono album come questi che ci fanno ben sperare per il futuro della canzone italiana, un fiume nel quale possono confluire senza imbarazzo anche espressioni, come questa, di localismi che hanno dalla loro però il desiderio di ampliare i propri orizzonti, dialogando musicalmente e culturalmente con il mondo intero.

 

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In dettaglio

  • Produzione artistica:  
  • Anno: 2014
  • Durata: 45:14
  • Etichetta: Vaggimal records

Elenco delle tracce

01. Doman l’è festa
02.  Se solo gavesse n’Aifon
03.  Mi son de Avesa
04.  Va’ bogonela, va’
05.  Sonada del magnetismo
06. Voria vegnar grando
07.  San Briccio blues
08.  Piutosto
09. Contra marso
10. Premer e stair
11. Copa la veca

Brani migliori

  1. Doman l’è festa
  2. Mi son de Avesa
  3. Voria vegnar grando

Musicisti

Musicisti: Francesco Scardoni:  voce, kazoo, entusiasmo  -  Arturo Pero: violoncello, pianoforte, percussioni  -  Andrea Pomarolli: fisarmonica, cori  -  Roberto Rizzini: chitarra, mandolino, pianoforte, percussioni, cori  -  Paolo Marocchio: mandolini, cori  -  Andrea Trevisan: chitarra, cori  -  Roberto Nicolino: contrabbasso, fornelli e cori  -  Stefano Saccomani: percussioni
Ospiti: Enrico Breanza: chitarra in “Va’, bogonela, va”  -  Federica Galia: violino in “Voria vegnar grando” e “Premer e stair”  -  Cesare Carreri: sassofono in “Se solo gavesse n’Aifon” e “San Briccio blues”  -  Tobia Bonetti, Tobia Poltronieri, Francesco Ambrosini e Filippo Brugnoli: cori in “Contra marso”