ultime notizie

Tyrant Live@"La Beata Quartina Dell ...

Tornano finalmente "on stage" i milanesi Tyrant, qualche tempo dopo la pubblicazione del loro album "Blues, Booze And Nothing to Loose" che ha infine coronato la loro pluridecennale attività musicale ...

Laura Campisi

Double Mirror

E’ necessario sgombrare subito il campo da qualsiasi dubbio: Laura Campisi è si nata a Palermo, dove ha studiato e si è avvicinata alla musica, e si è poi trasferita a New York, dove i suoi studi hanno trovato uno sbocco professionale ed artistico, ha cantato e canta nei più importanti jazz club e circoli culturali newyorkesi, ha composto sette delle tredici tracce che compongono il suo debut-album, Double Mirror, ma qualsiasi tipo di luogo comune sull’idea di “emigrante” risulterebbe, in questo caso, davvero fuori luogo.

Double Mirror è il titolo, quindi, ovvero doppio specchio, proprio perché le realtà raffigurate, e che si riflettono all’interno di questo lavoro sono esattamente quelle dei due luoghi di appartenenza, vissuti entrambi intensamente ed altrettanto intensamente interiorizzati e metabolizzati. Nessun senso di fuga o di allontanamento, quindi, proprio perché la cantante palermitana, diciamo così, non “galleggia” fra le due realtà senza sentire o capire a quale delle due appartenere, tutt’altro: appartiene, perché in esse si è immersa profondamente, ad entrambe, e lo ha fatto facendole proprie.

Questo eclettismo geografico si riflette, non a caso, nelle tracce realizzate per questo lavoro, all’interno delle quali non possono certo non essere notate e citate Venus in furs e Mojo pin, due brani non solo famosi di per sè, ma che riverberano, proprio per la storia dei loro due autori, Lou Reed e Jeff Buckley, il primo nato ed il secondo trasferitosi a New York, alcuni aspetti molto intimi di questa realtà urbana e culturale. In questo senso, ed in quest’ottica duplice, l’aggancio con l’Europa “non italiana” è rappresentato da Hyperballad di Björk, caratterizzata peraltro dall’intro chiaramente “tenchiana”, ma soprattutto da un basso elettrico ondivago, ed in un certo senso ipnotico, il cui medesimo approccio si ritrova poco più avanti anche in Nardis. Laura Campisi, ed i musicisti che collaborano con lei e che, tra l’altro, provengono da paesi differenti, aggiungono la loro esperienza nell’ambito della musica folk e jazz di derivazione europea e sudamericana, ed il fatto che la cantante sia anche una studiosa della musica tradizionale siciliana, completa ulteriormente questo variegato puzzle sonoro. Ogni tessera si inserisce al suo posto, e questo perché la musica è, di per sé, un linguaggio unificante ed inclusivo; nonostante questa mescolanza, però, il disegno che viene fuori è definito, e lo è in ogni dettaglio.

Una voce molto profonda, penetrante, intensa, un originale ed assai creativo utilizzo della sezione ritmica, sia con il contrabbasso che, in misura forse ancora maggiore, con il basso elettrico, soprattutto per le scelte metriche e timbriche, gli strumenti a fiato, le percussioni ed il violino, che caratterizzano in maniera significativa i brani in cui intervengono, ed all’interno dei quali assumono un ruolo assolutamente centrale. Tanti, dunque, i luoghi fisici “di appartenenza” che si tramutano, di fatto, in un eclettismo musicale davvero notevole, a tratti quasi estremo, e capace di attrarre l’attenzione anche dell’ascoltatore meno “addentro” alle segrete cose del jazz, proprio perchè l’interpretazione stessa del concetto di jazz è decisamente ampia, e ricca di una interessante dose di sperimentazione.
Il fatto che, anche la critica statunitense sia stata estremamente positiva nei confronti di questo lavoro non è affatto un caso e questo perché ogni brano è una scoperta, riserva sorprese e propone stimoli e suggestioni differenti ed inaspettate: non poco davvero.      

 

0 commenti


Iscriviti al sito o accedi per inserire un commento


In dettaglio

  • Produzione artistica: Laura Campisi, Emilio D. Miler, Cettina Giaconia, Tom Tedesco, Ari Lavigna, Andrés Mayo
  • Anno: 2017
  • Durata: 48:00
  • Etichetta: Autoprodotto

Elenco delle tracce

01. Chorus angelorum
02. Love for sale
03. Luckier
04. Hyperballad
05. Ironman
06. Nardis
07. The more you know
08. I love you Porgy
09. Here where I stand
10. Venus in furs
11. Mojo pin
12. Al risveglio
13. Morningside

Brani migliori

  1. Luckier
  2. Ironman
  3. Mojo pin

Musicisti

Laura Campisi: vocals  -  Ameen Saleem: double bass  -  Gianluca Renzi: electric bass  -  Greg Hutchinson: drums  -  Flavio Li Vigni: drums  -  Zach Brock: violin  -  Giovanni Falzone: trumpet  - Jonathan Scales: steel pan   -  Martin Pantyrer: baritone sax  -  Vincent Herring: alto sax   -  Emilio D. Miler: Life-threatening percussion