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Iori's Eyes

Double Soul

I milanesi Iori’s Eyes, arrivano all’esordio su lp dopo due primi, apprezzati ep, And Everything Fits In The Yellow Whale (2008) e Matter of Time (2010), in cui Clod graffiava le pareti con una voce fragile, acerba ed acuta come quella di un adolescente. Proprio dell’adolescente il cantante del duo, comunque giovanissimo, sembrava avere gli occhi sbarrati, umidi ed intenti a fissare desideri, speranze ed ossessioni, che galleggiavano in un dream-pop sintetico o lampeggiavano come ipnotici giochi di luce, in un viaggio notturno (tra gallerie autostradali e club, fari e strobo) al ritmo dell’alt-dance.

In questo primo album, il duo accentua i contrasti tra gli sfumati di malinconie ed illusioni da un lato e i nervi scoperti (con tanto di sensuali brividi sottopelle) di ritmiche dubstep dall’altro, tra stati di quiete apparente e disperata (la tragica, sussurrata anti-ninna-nanna Wake Up Friend), la morbidezza funky e soul di falsetti setosi e dolorosi e bassi sinuosi che si snodano sottotraccia (ad es. nell’ammaliante ballata Pull Me Down, dedicata musicalmente, in modo discreto e sottile, ad Amy Winehouse) o ancora pulsazioni elettroniche e distorte, gonfie di buio e luci che feriscono lo sguardo (l’ottima In Love With Your Worst Side, con una delle più interessanti nuove glorie italiche, gli Aucan).

In un eclettismo musicale che possiede il crisma dell’originalità e soprattutto un carattere nettamente internazionale, l’aria ora trema nel respiro sacrale di suoni anni ’70 ed è scolpita dal ritmo secco della groovebox, ora è cullata da un piano malinconico nel ronzio spettrale del theremin, ora è scossa da sofisticate cadenze alt-dance.

Clod e Sofia, fisiche incarnazioni dei lieviti emotivi, tra fragilità, fremiti e tensioni irrisolte, ci donano canzoni da ascoltare a luce soffusa, per vedere danzare i bagliori allucinati e atroci di solitudini scelte per autodifesa (All The People Outside Are Killing My Feelings), del contorcersi lancinante dei pensieri di una mente masticata dal tempo, nella paralisi del corpo (l’eterea e inquieta Bubblegum), oppure dell’illusione di un unico, vero ed eterno amore, che diventa ostinata e vana fedeltà delusa (l’elegante e triste They Used To Call It Love). Inoltrandoci tra le note e le parole del disco, assistiamo ancora alle scintille sofferte dell’incontro con il proprio doppio e quindi alla difficile presa di coscienza dei propri errori (Winter Olympics), o ascoltiamo il gelido peso del silenzio in una situazione insolubile e il valore delle parole che racchiudono «the meaning of life» e “every notion of time» (Pull Me Down).

Si distrugge quanto è più prezioso («I only hurt the ones that I love», recita Bubblegum), ci si lascia sedurre irrimediabilmente da quel che fa più soffrire, che genera una dipendenza che sembra infinita, ci si scontra con il destino di morte che corrompe qualsiasi cosa («I try, I try and I try / But everything’s bound to die», D.Y.S.W.R.T.W.). Anche l’apparente libertà dei «ghetti gay» diventa la prigionia di un mondo d’apparenze (Vlad), eppure questo insieme di suoni levigati e conturbanti non compone solo un labirinto di ossessioni, perdite e sconfitte: ogni crisi e scoglio si fa specchio per conoscere la duplicità o molteplicità dell’anima propria altrui. E maturare.

Tra le vertigini di un art-pop elegantemente electro e gli infiniti riflessi in cui si infrangono suoni evanescenti e cangianti, gli Iori’s Eyes ci appaiono con uno stile così definito e proprio da essere una next big thing. Qualcuno li liquiderà come hipster, ma voi non fermatevi alle apparenze.  

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In dettaglio

  • Produzione artistica:  Federico Dragogna (Ministri)
  • Anno: 2012
  • Durata: 41:46
  • Etichetta: La Tempesta International

Elenco delle tracce

01. Wake Up Friend (P.Vo)

02. All The People Outside Are Killing My Feelings

03. Bubblegum

04. Winter Olympics

05. Something's Comin' Over Me

06. Vlad

07. In Love With Your Worst Side (feat. Aucan)

08. The Merging

09. Why Here She Is?

10. Pull Me Down

11. They Used To Call It Love

12. D.Y.S.W.R.T.W.

Brani migliori

  1. Bubblegum
  2. In Love With Your Worst Side
  3. They Used To Call It Love

Musicisti

Clod: voce, tastiere Sofia: basso, tastiere, voce Jo Ferliga (Aucan): mastering  Aucan: ospiti in 07